Da Kepler e Swift un Raccolto di Stelle “Zucca” Pronto per Halloween

Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy
Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Per la festa di Halloween le missioni Kepler e Swift della NASA non sono rimaste di certo indietro nell’immortalare delle stranissime “zucche cosmiche”: queste stelle, frutto di una fusione tra stelle simili al Sole ed orbitanti in stretti sistemi binari, ruotano su sé stesse ad una velocità talmente elevata da essere diventate di forma ellittica, producendo una quantità di raggi X ad un tasso 100 volte superiore ai livelli visti nel Sole stesso.
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Oltre un Miliardo di Stelle Nel Catalogo di Gaia

Prima mappa del cielo realizzata da Gaia. Credit: ESA/Gaia/DPAC
Prima mappa del cielo realizzata da Gaia. Credit: ESA/Gaia/DPAC

Non si tratta soltanto del primo catalogo che racchiude la più estesa mappatura degli oggetti celesti in tutto il firmamento, con oltre un miliardo di stelle classificate: il nuovo catalogo creato dall’ESA con i dati del satellite Gaia – e reso pubblico oggi – è anche un passo fondamentale sulla strada della realizzazione della più dettagliata mappa in 3D mai realizzata della nostra galassia.
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Risultati di Planck Mostrano che le Prime Stelle si Sono Formate più Tardi del Previsto

Illustrazione d'artista che mostra le prime fasi dell'universo intorno all'epoca della rionizzazione. Credit: ESA – C. Carreau
Illustrazione d'artista che mostra le prime fasi dell'universo intorno all'epoca della rionizzazione. Credit: ESA – C. Carreau

Contrariamente a quanto rivelato dalle precedenti osservazioni della radiazione cosmica di fondo, il satellite Planck dell’ESA dimostra che le prime stelle dell’universo si sono formate decisamente più tardi della data inizialmente ipotizzata.
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Estensione di Missione per Spitzer: il Telescopio Spaziale Entra nella Fase "Beyond"

Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech

Grazie ai meriti guadagnati nel corso del suo lavoro in orbita – superando tutti i limiti in tecnologia e risultati scientifici inizialmente previsti alla partenza – lo Spitzer Space Telescope sta per entrare in una nuova fase, denominata “Beyond”, “Oltre”: la NASA ha infatti concesso un’estensione della missione di ben due anni e mezzo, che permetterà al telescopio spaziale di studiare innumerevoli oggetti – come i corpi planetari interni ed esterni al Sistema Solare – spaziando inoltre sia in campo astronomico che cosmologico.
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Tracce di Polvere Interstellare Intercettate Vicino a Saturno

Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute
Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute

Chiunque si occupi delle faccende domestiche lo sa, alla fine la polvere riesce ad entrare sempre dappertutto. Con lo stesso spirito d'iniziativa, anche se su scala enormemente superiore, la polvere interstellare proveniente dall'esterno del Sistema Solare è stata ritrovata nei dintorni di Saturno.
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Osservazioni della Missione IBEX Inchiodano il Campo Magnetico Interstellare

Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI
Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI

Non ci è voluto molto dal lancio della missione IBEX (Interstellar Bounday Explorer) della NASA, avvenuta nel 2008, affinché saltasse fuori una stranezza in una sottile fettina di spazio. Moltissime particelle cariche si ritrovavano disposte in un lungo e stretto corridoio, con una concentrazione maggiore rispetto a qualsiasi altra direzione. L'origine di questo curioso fenomeno è rimasta sconosciuta a lungo – ma ora si è riusciti a portare un po' di chiarezza in questa faccenda.
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I Cubi di Prova si Muovono Liberamente all'Interno di Lisa Pathfinder

Nel nucleo di LISA Pathfinder sono presenti due masse di prova identiche: si tratta di due cubi di oro-platino di lato 46 mm che fluttuano liberamente a pochi mm dalle pareti dei contenitori e la cui distanza relativa è di 38 cm. Misurando continuamente la loro distanza (tramite un laser che li collega) potremo capire quali sono le micro forze che agiscono su di essi. Credit: ESA/ATG medialab
Nel nucleo di LISA Pathfinder sono presenti due masse di prova identiche: si tratta di due cubi di oro-platino di lato 46 mm che fluttuano liberamente a pochi mm dalle pareti dei contenitori e la cui distanza relativa è di 38 cm. Misurando continuamente la loro distanza (tramite un laser che li collega) potremo capire quali sono le micro forze che agiscono su di essi, ed in che modo la distanza varia. Credit: ESA/ATG medialab

La sonda dell'ESA Lisa Pathfinder ha rilasciato al suo interno entrambe le masse di prova – consistenti in due cubi di oro-platino – ed inizierà al più presto la sua ardua missione scientifica, collocandole nella più precisa “caduta libera” mai ottenuta (ossia una perfetta assenza di peso) per provare le tecnologie per l'osservazione delle onde gravitazionali dallo spazio.
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Nuovo Osservatorio Spaziale in Banda X in Orbita per lo Studio di Buchi Neri e Ammassi Galattici

Partenza senza intoppi, stamattina, per ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center di Kagoshima, Giappone. Credit: JAXA
Partenza senza intoppi, stamattina, per ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center di Kagoshima, Giappone. Credit: JAXA

A chi è un fan sfegatato dell'astrofisica delle alte energie, un nuovo satellite è pronto per voi: alle 9:45 di stamattina, l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha lanciato il sesto satellite dedicato all'astronomia in banda X, ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center a Kagoshima, Giappone. L'osservatorio trasporta uno strumento all'avanguardia e due specchi costruiti in parte presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland.
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Specchi del James Webb Space Telescope Installati con Braccio Robotico di Precisione

Il braccio robotico, chiamato Primary Mirror Alignment and Integration Fixture, che ha permesso di montare i 18 segmenti di specchio che formeranno lo specchio principale del JWST, con un'accuratezza di frazioni di milimetro. Credits: NASA/Chris Gunn
Il braccio robotico, chiamato Primary Mirror Alignment and Integration Fixture, che ha permesso di montare i 18 segmenti di specchio che formeranno lo specchio primario del JWST, con un'accuratezza di frazioni di milimetro. Credits: NASA/Chris Gunn

All'interno di una titanica camera presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland, i segmenti dello specchio primario del James Webb Space Telescope sono stati installati uno per uno da un braccio robotico ad altissima precisione.
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Integral Osserva "Per Caso" le Emissioni di un'Aurora

Sequenza di immagini ripresa dallo strumento  IBIS/ISGRI di Integral. Le immagini mostrano le emissioni di una intensa aurora polare, e sono state registrate a distanza di 8 minuti l'una dall'altra. Credit: ESA/Integral/ E. Churazov (IKI/MPA)/ M. Türler (ISDC/Univ. of Geneva)
Sequenza di immagini ripresa dallo strumento IBIS/ISGRI di Integral. Le immagini mostrano le emissioni di una intensa aurora polare, e sono state registrate a distanza di 8 minuti l'una dall'altra. Credit: ESA/Integral/ E. Churazov (IKI/MPA)/ M. Türler (ISDC/Univ. of Geneva)

Solitamente occupato con buchi neri ad alta energia, supernovae, stelle di neutroni ed affini, l'osservatorio spaziale Integral dell'ESA ha recentemente avuto l'opportunità di guardare indientro verso il nostro pianeta ed osservare un'aurora.
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