Immagini Mozzafiato dall'Archivio di Chandra

Credit: NASA
Credit: NASA

In occasione dell’American Archive Month, il team del Chandra X-ray Observatory della NASA pubblica ogni anno per il suo archivio – Chandra Data Archive – un set di immagini realizzate con i dati nella banda X che il telescopio ha acquisito sin dalla sua messa in orbita, nel 1999, mettendole a disposizione sia della comunità scientifica che del pubblico.
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Nuovo Record di Distanza Battuto per gli Ammassi di Galassie

Ammasso galattico CL J1001+0220. Credit: X-ray: NASA/CXC/CEA/T. Wang et al; Infrared: ESO/UltraVISTA; Radio: ESO/NAOJ/NRAO/ALMA
Ammasso galattico CL J1001+0220. Credit: X-ray: NASA/CXC/CEA/T. Wang et al; Infrared: ESO/UltraVISTA; Radio: ESO/NAOJ/NRAO/ALMA

Un nuovo record è stato battuto dal Chandra X-ray Observatory della NASA, che in collaborazione con altri osservatori spaziali (Hubble e Spitzer per la NASA, XMM-Newton e Herschel dell’ESA) e terrestri (il Karl G. Jansky Very Large Array dell’NSF, ALMA,IRAM NOEMA e il Very Large Telescope dell’ESO) ha individuato l’ammasso di galassie più lontano mai osservato.
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Scoperto Nuovo Pianeta Roccioso Nella Fascia di Abitabilità Della Stella più Vicina al Sole

Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser
Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser

Un pianeta roccioso, di dimensioni simili a quelle della Terra, è stato identificato all’interno della fascia di abitabilità di Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. La scoperta appartiene ad un team di astronomi che ha sfruttato le riprese del telescopio di 3.6 metri dello European Southern Observatory a La Silla (Cile), comparando le immagini con altri telescopi sparsi per il globo.
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Nuova Mappa in Radio Svela il Lato Nascosto di Giove

Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)
Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. La risoluzione permette di valutare i dettagli delle nubi tra i 30 ed i 90 km di profondità. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)

Al di là della superficie coperta da nubi colorate, l'atmosfera di Giove è stata sondata nella banda radio rivelando il movimento delle correnti di grandi masse di gas di ammoniaca in quella che a tutti gli effetti si è classificata come la mappa più dettagliata mai prodotta per il pianeta.
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Una Rete di Pulsars per Catturare Onde Gravitazionali a Bassa Frequenza

Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion
Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion

Tutti sono d'accordo nel definire storica la recente scoperta da parte dell'interferometro LIGO delle onde gravitazionali, generate nello specifico dalla fusione di due mostruosi buchi neri, ognuno dei quali di circa 30 masse solari. Ma l'individuazione di questo fenomeno così elusivo sta per fare un nuovo grandioso passo avanti: come rivelato da uno studio del North American Nanohertz Observatory for Gravitational Waves (NANOGrav), onde gravitazionali a basse frequenze potrebbero essere presto individuabili dai radiotelescopi già esistenti.
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Misteriose Increspature Ritrovate Attraverso il Disco di Accrescimento di una Giovane Stella

Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)
Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)

La scoperta è partita da una collaborazione internazionale: utilizzando i dati dello Hubble Space Telescope della NASA ed il Very Large Telescope dell'ESO (situato in Cile), gli astronomi hanno scoperto delle straordinarie strutture – mai viste prima – all'interno del disco di gas e polveri che circonda la giovane, nonché vicina, stella AU Microscopii (AU Mic). Le strutture, simili ad onde ed in moto senza posa, non sono assimilabili a niente di osservato in precedenza né di previsto dalla teoria sui dischi che circondano le stelle: questo nuovo fenomeno potrebbe fornire notevoli indizi su come i pianeti si formano all'interno dei dischi di polveri delle stelle.
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Potenti e Coloratissime Aurore nell'Atmosfera di una Nana Bruna

Illustrazione d'artista della formazione di un'aurora nell'atmosfera di una nana bruna. Si stima che essa sia milioni di volte più brillante rispetto alle aurore polari sulla Terra. Credits: Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech
Illustrazione d'artista della formazione di un'aurora nell'atmosfera di una nana bruna. Si stima che essa sia milioni di volte più brillante rispetto alle aurore polari sulla Terra. Credits: Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech

I misteriosi oggetti chiamati nane brune sono talvolta chiamate “stelle fallite”: sono infatti troppo piccoli per riuscire ad innescare il processo di fusione nei loro nuclei – come accade per la maggior parte delle stelle – ma anche troppo grandi per essere classificati come pianeti. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato su Nature suggerisce che le nane brune abbiano la capacità di creare potenti aurore, molto simili a quelle visibili intorno ai poli magnetici terrestri.
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Spitzer Individua Pianeta Extrasolare nel Cuore della Via Lattea

Illustrazione d'artista che mostra l'ubicazione del nuovo pianeta scoperto e del nostro Sistema Solare all'interno della Via Lattea. In arancione sono segnate le zonne in cui sono stati trovati principalmente i pianeti extrasolari: questo nuovo pianeta è uno dei più lontani, a 13 000 anni luce. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra l'ubicazione del nuovo pianeta scoperto e del nostro Sistema Solare all'interno della Via Lattea. In arancione le zone in cui sono stati trovati più pianeti extrasolari: questo nuovo pianeta è uno dei più lontani, a 13.000 anni luce. Credit: NASA/JPL-Caltech

Le osservazioni del telescopio spaziale Spitzer della NASA hanno portato ad una nuova emozionante scoperta: tramite la collaborazione con un altro strumento a terra, l'OGLE Warsaw Telescope del Las Campanas Observatory in Cile, si è riusciti ad individuare un remoto pianeta gassoso situato a circa 13.000 anni luce da noi, uno dei più lontani mai conosciuti!
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Studi della NASA Scoprono che Piccole Eruzioni Solari Hanno Profondi Effetti su Pianeti Non Protetti

Un piccolo "sbuffo" di materiale viene visto partire dalla superficie solare il 19 dicembre 2006 da SOHO. Quattro giorni più tardi Venere avrebbe perso drammatiche quantità di ossigeno dall'atmosfera. Credit: ESA/NASA/SOHO/JHelioviewer
Un piccolo "sbuffo" di materiale viene visto partire dalla superficie solare il 19 dicembre 2006 da SOHO. Quattro giorni più tardi Venere avrebbe perso consistenti quantità di ossigeno dall'atmosfera. Credit: ESA/NASA/SOHO/JHelioviewer

Mentre ancora nessuno sa con precisione che cosa serve per costruire in toto un pianeta abitabile, è invece chiarissimo che cosa rende vivibile il nostro: l'interazione Terra-Sole, ossia un processo bilanciato tra la stella che provvede all'energia ed un pianeta che è in grado di proteggersi da solo dalle eruzioni più violente quali le CME (espulsioni di massa coronale), che sono in grado di perturbare l'atmosfera planetaria. Sulla Terra il compito di arrestare gli impatti maggiori appartiene alla bolla magnetica naturale che chiamiamo magnetosfera.
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"Boom" di Formazione Stellare nella Via Lattea: ma il Sole è Arrivato in Ritardo

Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)
Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)

In una delle più spettacolari riprese del cielo, condotte insieme da vari osservatori, gli astronomi hanno potuto scoprire che galassie simili alla Via Lattea sono state sottoposte ad un vero e proprio “baby boom” stellare durante i primi periodi della loro esistenza , sfornando nuove stelle alla prodigiosa velocità di 30 volte quella dell'attuale tasso di formazione.
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