Nuovi Dati di SOFIA Mostrano la Vera Composizione della Superficie di Cerere

Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU
Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU

Dalle molte osservazioni passate di telescopi a terra ed in orbita, la superficie di Cerere sembrava possedere una composizione ricca di carbonio, caratteristica tipica di molti degli oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. Eppure c’è una novità: dagli ultimi dati acquisiti dallo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy della NASA (SOFIA) nelle lunghezze del medio infrarosso, risulta che la composizione superficiale di Cerere sia del tutto diversa da quella che ci si aspettava.
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Successo per i Primi Test in Orbita Degli Strumenti di ExoMars

Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Il Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha per la prima volta testato in orbita l’intero set di strumenti di cui è dotato, ottenend risultati che fanno presupporre un grande potenziale per le future osservazioni intorno al Pianeta Rosso.
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New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo

Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.
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Distacco Avvenuto con Successo tra Orbiter TGO e Lander Schiaparelli della Missione ExoMars

Illustrazione artistica della missione ExoMars. Credit: ESA
Illustrazione artistica della missione ExoMars. Credit: ESA

Alle 16:42 di ieri, 16 ottobre 2016, il Trace Gas Orbiter e lo Schiaparelli Mars Lander, i due progetti di punta della prima missione ExoMars di ESARoskosmos -la seconda prevede il lancio di un rover nel 2020- si sono definitivamente separati dopo un viaggio durato sette mesi nel quale sono stati percorsi ben 500 milioni di km, dando inizio ad una nuova fase della missione.
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Juno Ritarda il Prossimo Passo della Missione

Illustrazione d'artista che mostra Juno durante un passaggio ravvicinato sopra Giove. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra Juno durante un passaggio ravvicinato sopra Giove. Credit: NASA/JPL-Caltech

Piccolo cambio di programma per la missione Juno: i responsabili della missione hanno deciso di posticipare di almeno un'orbita la prossima accelerazione della sonda da parte del suo motore principale, inizialmente prevista per il 19 ottobre.
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Gran Finale di Missione per Rosetta

Ultima immagine arrivata da Rosetta, poco prima della collisione, ad appena 51 metri dalla superficie. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Ultima immagine arrivata da Rosetta, poco prima della collisione, ad appena 51 metri dalla superficie. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Con l’accometaggio sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko è stata ufficialmente sancita la fine della missione Rosetta dell’ESA. Alle ore 11:18 UTC (13:18 ora italiana) è stata ricevuta la conferma che la sonda si è posata sulla superficie della cometa, dove continuerà il suo viaggio verso il Sistema Solare esterno.
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Rosetta Individua la Posizione di Philae Alla Fine Della Sua Missione

Credit: Immagine principale e posizione del lander: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; contesto: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0
Credit: Immagine principale e posizione del lander: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; contesto: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0

Il 2 settembre, a poco meno di un mese dal termine della missione, Rosetta è riuscita ad individuare la posizione del piccolo lander Philae, che ha concluso il suo atterraggio – il 12 novembre 2014 – all’interno di una spaccatura buia sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
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Strane Anomalie Modificano Schemi dei Venti nella Stratosfera

La stratosfera è la regione che giace appena al di sopra della sottile striscia della troposfera (nell'immagine, scattata dalla ISS nel 2011, in arancio). Credit: NASA/JSC Gateway to Astronaut Photography of Earth
La stratosfera è la regione che giace appena al di sopra della sottile striscia della troposfera (nell'immagine, scattata dalla ISS nel 2011, in arancio). Credit: NASA/JSC Gateway to Astronaut Photography of Earth

Da poco tempo qualcosa di alquanto strano è accaduto alla stratosfera, il secondo dei cinque strati dell’atmosfera terrestre più vicino alla superficie: gli scienziati hanno potuto notare un repentino cambio nello schema dei venti che non è mai stato registrato in oltre 60 anni di assidue misurazioni. Continua a leggere...


Pianeta Nano della Fascia di Kuiper Individuato nelle Riprese di New Horizons

Il pianeta nano Quaoar (cerchiato in rosso), ripreso da New Horizons in quattro composizioni realizzate tra il 13 e 14 luglio 2016. Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Durante il viaggio che, dopo il sistema di Plutone, porterà New Horizons ad incontrare nel Capodanno 2019 un altro oggetto conosciuto come 2014 MU69, la sonda sta effettuando delle riprese a grande campo delle regioni che man mano attraversa.
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