Nuovi Dati di SOFIA Mostrano la Vera Composizione della Superficie di Cerere

Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU
Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU

Dalle molte osservazioni passate di telescopi a terra ed in orbita, la superficie di Cerere sembrava possedere una composizione ricca di carbonio, caratteristica tipica di molti degli oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. Eppure c’è una novità: dagli ultimi dati acquisiti dallo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy della NASA (SOFIA) nelle lunghezze del medio infrarosso, risulta che la composizione superficiale di Cerere sia del tutto diversa da quella che ci si aspettava.
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New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo

Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.
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Pianeta Nano della Fascia di Kuiper Individuato nelle Riprese di New Horizons

Il pianeta nano Quaoar (cerchiato in rosso), ripreso da New Horizons in quattro composizioni realizzate tra il 13 e 14 luglio 2016. Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

Durante il viaggio che, dopo il sistema di Plutone, porterà New Horizons ad incontrare nel Capodanno 2019 un altro oggetto conosciuto come 2014 MU69, la sonda sta effettuando delle riprese a grande campo delle regioni che man mano attraversa.
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Dawn Imposta Orbita più Alta per Nuova Fase della Missione

Illustrazione artistica della sonda Dawn in orbita intorno a Cerere. Credit: NASA
Illustrazione artistica della sonda Dawn in orbita intorno a Cerere. Credit: NASA

La sonda Dawn della NASA, attualmente in orbita intorno a Cerere, segna la fine della fase della missione – durante la quale ha osservato il pianeta nano per otto mesi dalla sua bassa orbita a soli 385 km dalla superficie – con l’impostazione di una nuova orbita a più elevate altitudini.
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Interazione Innovativa di Plutone con il Vento Solare

Mosaico di quattro immagini riprese dallo strumento LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) a 2.2 km dalla superficie di Plutone. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Mosaico di quattro immagini riprese dallo strumento LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) a 2.2 km dalla superficie di Plutone. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

La prima analisi dell'interazione di Plutone con il vento solare effettuata dalla missione New Horizons ha dato esiti in parte inaspettati: rispetto a quanto si pensasse, l'atmosfera del pianeta nano si comporta meno come una cometa e più come i pianeti più grandi quali Marte e Venere.
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47° Lunar and Planetary Science Conference – Crateri da Impatto su Cerere e Vesta ed Origine dei Punti Brillanti del Cratere Occator

Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland, T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden, O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar & Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics, Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.
Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland,
T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden,
O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar &
Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary
Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System
Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics,
Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of
Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.

Grazie alla sonda Dawn, ed alle mappe ad altissima risoluzione – con scale anche di appena 35 metri per pixel – della superficie di Cerere, è stato possibile scoprire una ricca varietà di morfologie di crateri da impatto ben conservati. Il passo successivo, considerando le ipotesi fatte da precedenti studi, è quello di confermare o meno la somiglianza dei crateri del pianeta nano con quelli delle piccole lune ghiacciate di Saturno, molto simili tra di loro in dimensioni e densità.
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47° Lunar and Planetary Science Conference – Geochimica, Evoluzione Termale e Criovulcanesimo di Cerere

Credit: NASA/ESA
Credit: NASA/ESA

Con l'arrivo della sonda Dawn a Cerere nella cintura degli asteroidi, si è sentito il bisogno di aggiornare su tutti i fronti il modello della struttura e della composizione del pianeta nano. Dall'unione delle osservazioni pre-Dawn ed i dati preliminari giunti dalla sonda è stata creata una nuova simulazione, le cui proprietà chimico-fisiche sono state rapportate a quelle realmente osservate, ed il cui accertamento potrebbe portare allo sviluppo di nuovi test basati sulle misure in corso effettuate da Dawn.
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Un Morso sulla Superficie di Plutone

Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

Sulla superficie di Plutone, ai confini dell'emisfero ovest, il team di scienziati della missione New Horizons ha individuato ciò che assomiglia tanto ad un gigantesco 'morso'. Il sospetto è che questo sia causato da un processo di sublimazione, che potrebbe aver trasformato il metano – in forma di ghiaccio sulla superficie del pianeta – in gas, disperdendolo nell'atmosfera ed esponendo lo strato di ghiaccio d'acqua al di sotto di esso.
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Geologia di Plutone Riportata Ora Anche su Carta

La mappa della parte sinistra del cuore di Plutone appare come un insieme variegato di terreni, che ci permetteranno i scoprire qualcosa di più sui processi geologici ora in corso su Plutone. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
La mappa della parte sinistra del cuore di Plutone appare come un insieme variegato di terreni, che ci permetteranno i scoprire qualcosa di più sui processi geologici ora in corso sul pianetino. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

Per dare un senso ai dati variegati che provengono dall'analisi della complessa geologia di Plutone, quale modo migliore per avere una visione d'insieme del costruire una mappa geologica?
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Il Cielo è Azzurro Sopra Plutone: Ultime Novità da New Horizons

Immagine composita nelle varie lunghezze d'onda del blu, rosso ed infrarosso - che meglio approssima la percezione umana - dei vari strati di atmosfera di Plutone. Le riprese della linea opaca del cielo del pianeta sono state effettuate dallo strumento Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC). Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Immagine composita nelle varie lunghezze d'onda del blu, rosso ed infrarosso - che meglio approssima la percezione umana - dei vari strati di atmosfera di Plutone. Le riprese della linea opaca del cielo del pianeta sono state effettuate dallo strumento Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC). Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

La scorsa settimana le prime immagini a colori degli strati atmosferici di Plutone hanno rivelato un particolare fantastico: il cielo di Plutone è blu. “Chi si sarebbe aspettato un cielo blu nella Fascia di Kuiper? È meraviglioso,” dice Alan Stern, primo ricercatore per New Horizons presso il Southwest Research Institute (SwRI) di Boulder, Colorado.
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