Prime Immagini dal Gran Finale di Cassini

Illustrazione artistica di Cassini vicina all'emisfero nord di Saturno, in procinto di iniziare la sua prima immersione. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione artistica di Cassini vicina all'emisfero nord di Saturno, in procinto di iniziare la sua prima immersione. Credit: NASA/JPL-Caltech

A due giorni dalla prima storica immersione negli anelli di Saturno, la sonda Cassini ha finalmente ripreso contatto con la Terra, ed inaugurato la fase finale della sua missione con immagini a dir poco mozzafiato.
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Cassini e Hubble Rivelano Novità sui Pianeti Ricoperti da Oceani del Sistema Solare

Illustrazione d'artista di Cassini in viaggio attraverso il pennacchio di Encelado nel 2015. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista di Cassini in viaggio attraverso il pennacchio di Encelado nel 2015. Credit: NASA/JPL-Caltech

Due sistemi (quello di Giove e quello di Saturno) e due mondi ghiacciati interamente ricoperti da oceani, Europa ed Encelado: sono loro i protagonisti di due pubblicazioni apparse ieri a carico delle storiche missioni Cassini e Hubble Space Telescope, che hanno riacceso subito l’attenzione su entrambi i pianeti.
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Cassini ed i Canali di Titano Ricchi di Idrocarburi Liquidi

Per scoprire il flusso di liquidi all'interno dei canyon su Titano, Cassini ha inviato onde radio a terra raccogliendo dati sull'altezza delle strutture geologiche presenti. In alto a sinistra è situata la rete di canali Vid Flumina, sulla quale lo studio si è concentrato. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI
Per scoprire il flusso di liquidi all'interno dei canyon su Titano, Cassini ha inviato onde radio a terra raccogliendo dati sull'altezza delle strutture geologiche presenti. In alto a sinistra è situata la rete di canali Vid Flumina, sulla quale lo studio si è concentrato. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI

La prima prova diretta dell’esistenza di canali in cui scorrono liquidi su Titano – luna di Saturno – è finalmente arrivata con l’ultima scoperta da parte della sonda Cassini della NASA, che ha individuato non solo canyon inondati da idrocarburi liquidi, ma ha evidenziato anche la loro profondità (qualche centinaio di metri), mai osservata in altre strutture sulla superficie del pianeta.
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Tracce di Polvere Interstellare Intercettate Vicino a Saturno

Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute
Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute

Chiunque si occupi delle faccende domestiche lo sa, alla fine la polvere riesce ad entrare sempre dappertutto. Con lo stesso spirito d'iniziativa, anche se su scala enormemente superiore, la polvere interstellare proveniente dall'esterno del Sistema Solare è stata ritrovata nei dintorni di Saturno.
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47° Lunar and Planetary Science Conference – Crateri da Impatto su Cerere e Vesta ed Origine dei Punti Brillanti del Cratere Occator

Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland, T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden, O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar & Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics, Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.
Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland,
T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden,
O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar &
Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary
Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System
Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics,
Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of
Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.

Grazie alla sonda Dawn, ed alle mappe ad altissima risoluzione – con scale anche di appena 35 metri per pixel – della superficie di Cerere, è stato possibile scoprire una ricca varietà di morfologie di crateri da impatto ben conservati. Il passo successivo, considerando le ipotesi fatte da precedenti studi, è quello di confermare o meno la somiglianza dei crateri del pianeta nano con quelli delle piccole lune ghiacciate di Saturno, molto simili tra di loro in dimensioni e densità.
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Nuove Mappe ed Animazioni Sulla Temperatura Atmosferica di Titano

Animazione che mostra la variazione di temperatura su Titano nel corso degli anni. In alto a destra il globo mostra il pianeta come visto dal sole, e la stellina gialla il punto in cui i raggi arrivano diretti. Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC
Animazione che mostra la variazione di temperatura su Titano nel corso degli anni. In alto a destra il globo mostra il pianeta come visto dal sole, e la stellina gialla il punto in cui i raggi arrivano diretti. Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC

Dopo un attento studio portato avanti dal 2004 al 2016, sono finalmente disponibili le mappe che mostrano la variazione delle temperature superficiali su Titano, luna di Saturno. Le misure, fatte tramite il Composite Infrared Spectrometer (CIRS) in dotazione alla sonda Cassini, sono state registrate ad intervalli di due anni, in modo da avere una visione d'insieme sul lungo periodo.
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Un' Ultima Vista Ravvicinata del Suolo di Encelado

Ultima ripresa del suolo di Encelado avvenuta durante lo scorso flyby nel 2015. Credit: NASA/JPL/Space Science Institute
Ultima ripresa del suolo di Encelado avvenuta durante lo scorso flyby nel 2015. Credit: NASA/JPL/Space Science Institute

Durante il suo ultimo incontro con la luna Encelado, la sonda Cassini ha visitato nuovamente un paesaggio – ed un mistero – che è stato visto di sfuggita più di 10 anni prima.
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Sotto la Crosta di Encelado Giace un Oceano Globale

Questa illustrazione mostra la struttura interna della luna di Saturno Encelado, al cui interno presenta uno strato liquido tra la superficie ghiacciata ed il nucleo. Lo spessore dei vari strati non è mostrato in scala. Credits: NASA/JPL-Caltech
Questa illustrazione mostra la struttura interna della luna di Saturno Encelado, al cui interno presenta uno strato liquido tra la superficie ghiacciata ed il nucleo. Lo spessore dei vari strati non è mostrato in scala. Credits: NASA/JPL-Caltech

Secondo gli ultimi aggiornamenti dalla missione di Cassini un oceano globale giace sotto la crosta ghiacciata della geologicamente attiva Encelado, luna di Saturno: i ricercatori infatti hanno scoperto che la magnitudine del satellite oscilla leggermente come orbita intorno a Saturno, fatto spiegabile soltanto nel caso in cui il guscio di ghiaccio esterno non sia solido nella parte interna, e cioè che sia presente un oceano sotterraneo che ricopre l'intera superficie della luna.
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Un Ultimo Sguardo Mozzafiato a Dione

Cassini ha catturato questa immagine parziale di Dione, che mostra i depositi di ghiaccio sulla sua superficie, durante la fase di allontanamento in seguito all'ultimo flyby. Credits: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute
Cassini ha catturato questa immagine parziale di Dione, che mostra i depositi di ghiaccio sulla sua superficie, durante la fase di allontanamento in seguito all'ultimo flyby. Credits: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Un'occhiata finale al paesaggio ghiacciato e butterato della superficie di Dione appare dalle nuove immagini di Cassini, che ha effettuato l'ultimo flyby della missione su questo piccolo e freddo mondo. E tra di esse, due ne mostrano la superficie alla risoluzione migliore di sempre.
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