NASA Recupera i Contatti con STEREO-B Dopo un Silenzio di Quasi Due Anni

Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA
Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA

Dal 1 ottobre 2014 tutte le comunicazioni con l’osservatorio spaziale STEREO-B della NASA si soo state bruscamente interrotte: dopo 22 mesi di duro lavoro da parte del team della missione STEREO – di cui un mese intero utilizzato per un’operazione di recupero tramite il Deep Space Network che traccia e comunica con le missioni in corso nello spazio – lo scorso 22 agosto uno dei Solar Terrestrial Relations Observatories è riuscito a riallacciare nuovamente i contatti con la sonda.

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New Horizons Mappa l'Ambiente del Sistema Solare Esterno

Lo spazio esaminato da New Horizons tra l'orbita di Nettuno e Plutone permetterà di creare un modello della concentrazione e delle variazioni delle radiazioni nel Sistema Solare esterno, date dalle particelle cariche provenienti dal vento solare e da espulsioni di massa coronale. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio, the Space Weather Research Center (SWRC) and the Community-Coordinated Modeling Center (CCMC), Enlil and Dusan Odstrcil (GMU)
Lo spazio esaminato da New Horizons tra l'orbita di Nettuno e Plutone permetterà di creare un modello della concentrazione e delle variazioni delle radiazioni nel Sistema Solare esterno, date dalle particelle cariche provenienti dal vento solare e da espulsioni di massa coronale. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio, the Space Weather Research Center (SWRC) and the Community-Coordinated Modeling Center (CCMC), Enlil and Dusan Odstrcil (GMU)

La ragione del grandioso successo della missione New Horizons è sicuramente stata la ripresa emozionante del sistema di Plutone in tutti i suoi più intimi dettagli, che ha permesso all'umanità di dare un'occhiata approfondita al suolo ed all'ambiente atmosferico del pianeta nano. La sonda tuttavia si è occupata di un altro importantissimo progetto: per tre anni è stata impegnata con le misurazioni del vento solare in una regione che solo pochissime navicelle hanno potuto attraversare e che – rispetto alle missioni più vicine al Sole ed alle Voyager che si sono occupate di una zona più lontana – è rimasta un intervallo cruciale da esaminare.
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Osservazioni della Missione IBEX Inchiodano il Campo Magnetico Interstellare

Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI
Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI

Non ci è voluto molto dal lancio della missione IBEX (Interstellar Bounday Explorer) della NASA, avvenuta nel 2008, affinché saltasse fuori una stranezza in una sottile fettina di spazio. Moltissime particelle cariche si ritrovavano disposte in un lungo e stretto corridoio, con una concentrazione maggiore rispetto a qualsiasi altra direzione. L'origine di questo curioso fenomeno è rimasta sconosciuta a lungo – ma ora si è riusciti a portare un po' di chiarezza in questa faccenda.
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Studi della NASA Scoprono che Piccole Eruzioni Solari Hanno Profondi Effetti su Pianeti Non Protetti

Un piccolo "sbuffo" di materiale viene visto partire dalla superficie solare il 19 dicembre 2006 da SOHO. Quattro giorni più tardi Venere avrebbe perso drammatiche quantità di ossigeno dall'atmosfera. Credit: ESA/NASA/SOHO/JHelioviewer
Un piccolo "sbuffo" di materiale viene visto partire dalla superficie solare il 19 dicembre 2006 da SOHO. Quattro giorni più tardi Venere avrebbe perso consistenti quantità di ossigeno dall'atmosfera. Credit: ESA/NASA/SOHO/JHelioviewer

Mentre ancora nessuno sa con precisione che cosa serve per costruire in toto un pianeta abitabile, è invece chiarissimo che cosa rende vivibile il nostro: l'interazione Terra-Sole, ossia un processo bilanciato tra la stella che provvede all'energia ed un pianeta che è in grado di proteggersi da solo dalle eruzioni più violente quali le CME (espulsioni di massa coronale), che sono in grado di perturbare l'atmosfera planetaria. Sulla Terra il compito di arrestare gli impatti maggiori appartiene alla bolla magnetica naturale che chiamiamo magnetosfera.
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Immagini di SDO Mostrano Nuovi Buchi Coronali per il Sole

Immagine del Solar Dynamics Observatory che mostra i cosiddetti "coronal holes", regioni della corona solare a temperatura e densità minore. Credit: NASA/SDO
Immagine del Solar Dynamics Observatory che mostra i cosiddetti "coronal holes", regioni della corona solare a temperatura e densità minore. Credit: NASA/SDO

In questa ripresa del Sole, avvenuta il 16 marzo 2015 (pochissimi giorni fa!) da parte del Solar Dynamics Observatory sono ben visibili due grandi aree scure, conosciute come “buchi coronali”. Ma non c'è nulla da temere, il Sole NON si sta spegnendo (come purtroppo è stato detto qualche giorno fa dallo Huffington Post).
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Video da Brividi sull'Aurora Boreale in Tempo Reale

Aurora boreale vista nei cieli della Norvegia. Credit: Ole C. Salomonsen
Aurora boreale nei cieli della Norvegia. Credit: Ole C. Salomonsen

"SOARING è un cortometraggio dedicato a ciò che fa rimanere svegli molti fotografi, per tante e fredde notti, nel paesaggio artico e nelle zone rurali del Nord della Norvegia: le luci del nord. Il film è stato girato quest'autunno, tra il tardo Agosto e la metà di Novembre (2014), in zone vicino alla città di Tromso e la bellissima isola di Senja. Tutte le sequenze sono riprese in tempo reale, senza alcun timelapse (versione più veloce degli scatti ottenuti)." Questa l'introduzione dell'autore Ole C. Salomonsen, che ha girato questo corto con una camera Sony A7 e varie lenti, per mettere a nudo e sottolineare la meravigliosa bellezza di questo fenomeno.
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Sole Incontra Nube Interstellare Calda Milioni di Gradi Celsius

Bolla locale e la nube che incontrerà il Sole. Credit: SRS
Scienziati provenienti da diversi centri di ricerca e università di tutto il mondo suggeriscono che il nastro di emissioni di atomi energetici neutrali scoperto l'anno scorso dal piccolo satellite della NASA, IBEX, potrebbe essere spiegato da un effetto geometrico provocato dall'avvicinarsi del Sole al confine tra la Nube Locale di gas interestellare, e un altra nube di gas estremamente caldo, chiamata la "Bolla Locale". Se questa ipotesi è giusta IBEX sta catturando matteria da un vicina nube interstellare,che il Sole potrebbe attraversare tra circa 100 anni.
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Possibile Soluzione al Paradosso del Sole Giovane Pallido

Il Sole, visto dagli occhi del Solar Dynamics Observatory. I vari colori corrispondono a varie lunghezze d'onda a cui viene osservato. Credit: NASA
Un strano comportamento in una vicina,giovane,stella simile al Sole,potrebbe aiutarci a risolvere uno dei più grandi misteri dell'astronomia.Il mistero viene fuori quando si inizia a parlare dell'origine della vita sulla Terra,circa 4 miliardi di anni fa. A quel tempo,il giovane Sole,era approssimativamente 75% meno luminoso di quanto non lo è adesso. Questo avrebbe reso la Terra un posto molto più freddo,tanto che difficilmente ci sarebbe potuta formare acqua liquida. Il problema è che sappiamo che l'acqua liquida è fondamentale per la vita come la conosciamo, e sappiamo dai fossili che la vita sulla Terra esisteva già a quel tempo,quindi l'acqua liquida doveva esserci. Quindi cos'è che teneva l'acqua calda?
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Lanciato oggi il Solar Dynamics Observatory

Lancio razzo Atlas V con il Solar Dynamics Observatory (SDO), della NASA. Credit: NASA/ULA
Il più avanzato osservatorio solare mai costruito è stato lanciato nello spazio, per una missione lunga 5 anni, in cui svellerà i segreti della nostra stella.
Al costo di 856 milioni di dollari, il Solar Dynamics Observatory è la prima missione del programma NASA, "Living with a Star". Gli scienziati cercheranno di capire meglio le violenti attività del Sole, è la sua relazione con l'ambiente che lo circonda, cosi da poter anche prevedere meglio le tempeste solari o altri eventi scaturiti dal nostro Sole. Il "meteo-spaziale" è fondamentale per la nostra civiltà vista la nostra estrema dipendenza da apparecchi elettrici come satelliti, sistemi di comunicazione etc, che ne rimarrebbero vittime.Comunque, oltre a questo sarà fondamentale per fare un vero è proprio salto di qualità epocale nella nostra conoscenza astronomica del Sole.
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Mappa 3D del gas interstellare intorno al Sole

mappa della regione locale esaminata, al centro in bianco la Cavità Locale

La rivista scientifica Astronomy & Astrophysics ha pubblicato,la ricerca di un team di astronomi, che ha creato una mappa 3D del gas interstellare nell'aria locale intorno al Sole. Ovviamente "locale" è una parola relativa, visto che la mappa si estende per un area di 300 parsec, e comprende misurazioni dettagliate del assorbimento da parte di più di 1800 stelle,facendo si che possano caratterizzare le proprietà del gas interstellare di ogni linea di vista.La mappa permetterà agli astronomi di capire meglio le relazioni tra l'evoluzione delle stelle è il loro scambio di materia con l'ambiente interstellare che le circonda.
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