Sulla Propagazione Della CMBR

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Sulla Propagazione Della CMBR

Messaggioda usaegettalo » 30/06/2017, 21:40

Quando osserviamo i fotoni provenienti dal Big-Bang, ovvero quelli appartenenti alla radiazione cosmica di fondo (CMBR), osserviamo fotoni provenienti da circa 13.7 miliardi di anni luce, che è il tempo percepito nel nostro sistema di riferimento per far si che quei fotoni giungano a noi.
Ci verrebbe da dire che la luce ha impiegato quel tempo per arrivare sino a noi, ma è sbagliato, poichè il nostro tempo o spazio-tempo non esisteva ancora così come lo conosciamo oggi. Dal punto di vista del fotone è trascorsa una frazione di tempo infinitesimale, poichè viaggiando alla velocità della luce il tempo per lui si dilata e lo spazio che deve percorrere si accorcia quasi ad arrivare a coincidere con la sua posizione di partenza.

Mi verebbe così da pensare che sto osservando fotoni che, dal loro sistema di riferimento si sono appena creati e dal mio punto di osservazione sono vecchi di 13.7 miliardi di anni, solo perchè mi ritrovo in uno spazio-tempo che si stira ad un ritmo maggiore della loro stessa velocità, che è la velocità della luce che poi altro non è che una caratteristica intrinseca del mezzo stesso in cui si propagano. Lo spazio-tempo si stira sempre più velocemente, stirando l’onda del fotone stesso in ogni luogo, ma mantenendo inalterata la costanza di propagazione del fotone visto non più come onda, ma come particella che si propaga dentro esso stesso. Detto così sembra solo un artificio dello stesso dualismo onda-particella.

Sebbene fisicamente e matematicamente torna, dal punto di vista intellettivo no, in quanto ammetto che l'evento che li ha generati non esiste più, ma dico anche che il fotone facente parte dell'evento stesso Big-Bang dal suo sitema di riferimento si è appena creato ed ha viaggiato a velocità infinita per mostrarcelo sotto forma di microonde. Qualcuno direbbe che l'unico sistema che può osservare è il nostro e noi osserviamo solo il suo eco dopo tutti quegli anni.

Quindi è chiaro che per quanto riguarda il fotone, posso stirare lo spazio-tempo tra lui e noi quanto voglio, ma per lui non farà alcuna differenza, poichè arriverà sempre puntuale all'appuntamento dell'osservazione, riuscendo sempre a superare lo stiramento dello spazio-tempo, in quanto per lui lo spazio diventa infinitesimale, a discapito di perdita della sua energia, o meglio ampliamento della sua lunghezza d'onda per superare le barriere dello spazio e del tempo. Ma noi percepiremo sempre l’evento come già accaduto 13.7 miliardi di anni fa.

Ok diamo per buono questo ma continuando il ragionamento...

Nel momento in cui osservo questo fotone, o più in generale la CMBR, altero la sua condizione, facendo decadere la sua funzione d'onda secondo la meccanica quantistica e rendendolo quindi non più onda. Allora come facciamo a osservare continuamente questa benedetta radiazione che sembra permearci costantemente in ogni direzione ed istante?

Mi viene da dire che quella che misuriamo non è mai la stessa, ogni giorno la radiazione che arriva in coda risulta diversa, più stirata a parità di spazio-tempo percorso ed allora man mano che l’universo espande misurerò sempre una radiazione di fondo diversa, più stirata e mai la stessa.

Ok ma allora non stiamo guadiamo gli stessi fotoni di 13.7 miliardi di anni fa :? Ecco qui il mio cervello va davvero in tilt, poichè se prima avrei detto che questi fotoni sparati al Big-Bang fossero sempre gli stessi, ora non ne sono più tanto sicuro e mi viene da pensare che quelli che rilevo sono sempre diversi, tanti quanto la possibilità di stirare la loro lunghezza d’onda, ovvero infiniti.

Grazie anticipatamente a chiunque proverà a darmi qualche chiarimento.

usaegettalo

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Re: Sulla Propagazione Della CMBR

Messaggioda koios » 06/07/2017, 17:41

Ciao Usaegettalo
la radiazione cosmica di fondo risale circa a 380.000 anni dopo il BigBang ed e nata dalla cattura degli elettroni da parte dei nuclei atomici (l'Universo primordiale era una caldissima nube di plasma ) che ha permesso la trasparenza dell'universo stesso e i fotoni "intrappolati" si sono diffusi in ogni direzione
detto ciò le teorie della relatività descrivono la dilatazione dello spazio-tempo a cui è soggetta anche la luce no ?
Ora la costante di Hubble è molto difficile da calcolare infatti nuovi studi la cambiano spesso oltre alle speculazioni recenti secondo cui viviamo in una zona di vuoto e non in un filamento ma la vera domanda è come vede il tempo la luce ???
Ovviamente la luce segue lo spazio tempo curvato dalla materia ma la luce non ha una massa e il fenomeno della dilatazione spazio-temporale dipende appunto dalla massa che la radiazione elettromagnetica, che è la luce, non ha !!!
la dilatazione dell' onda è dipesa dalla dilatazione dell'Universo dapprima molto piccolo e in cui la luce permeava ogni angolo che si è poi dilatato velocemente e raffreddato, la radiazione di fondo non ha fatto altro che "seguire" il suddetto andamento aumentando la lunghezza d'onda
spero di esserti stato utile:)
un saluto da Claudio

koios

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