L'AUTOCOSTRUZIONE DEL TELESCOPIO

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L'AUTOCOSTRUZIONE DEL TELESCOPIO

Messaggioda eraclide2017 » 25/08/2018, 14:10

L'AUTOCOSTRUZIONE DEL TELESCOPIO RIFLETTORE "NEWTON"
L'autocostruzione degli strumenti è una delle parti più entusiasmanti dell'astronomia. L'autocostruzione esula da questo libro ma in questo paragrafo vogliamo darne un cenno.
L'astrofilo può auto costruire i più svariati strumenti ma certamente la costruzione di un telescopio riflettore "Newton" è tra le più accessibili.
Chi è bravo e possiede l'attrezzatura necessaria può auto costruirsi totalmente lo strumento, mentre per gli altri consigliamo il cosiddetto assemblaggio, cioè comprare i pezzi ed assemblarli od al limite auto costruire i più semplici.

MONTATURA
Una montatura equatoriale con i movimenti fini in A.R. e declinazione è difficile da costruire, ancor di più con la motorizzazione; in questo caso è meglio rivolgersi al mercato anche dell'usato dove si possono fare degli ottimi affari. Chi osserva solamente e non pratica la fotografia astronomica può costruirsi una tavola altazimutale in legno, indicata per i "Dobson" od un montatura altazimutale o equatoriale in ferro per i "Newton". I tipi di riferimento si trovano sui cataloghi pubblicitari o come progetti, di volta in volta, sulle riviste astronomiche. Per l'autocostruzione in ferro è meglio la colonna che il cavalletto. La montatura va dimensionata in maniera che possa sorreggere il telescopio, il contrappeso, il cercatore ed altri accessori (telescopio guida, macchina fotografica, ecc.). Per un telescopio da 150/200/ mm, ci vuole una colonna in acciaio con spessore di almeno 4/5 mm e diametro pari o superiore ai 65/75 mm.

LA CELLA PRIMARIA
La cella primaria contiene lo specchio primario e ne permette la regolazione. Sul mercato esistono svariati tipi di celle primarie ma il loro prezzo è elevato.
La costruzione della cella non è difficile specie se si realizza in legno; le parti principali della cella sono:

- bulloni colleganti la cella al tubo (debbono essere robusti e lunghi, diametro pari a 8 - 10 mm);
- parte inferiore di sostegno; in genere è un triangolo in lamiera spessa, che permette il sostegno della parte superiore dello specchio in cui alloggia lo stesso; tre "galletti" avvitati sulle 3 viti passanti permettono la regolazione del primario sollevando la parte superiore della cella di almeno 2 centimetri;
- molle robuste fra la parte sottostante e la sovrastante; all'interno delle molle ci sono le lunghe viti di regolazione.
- parte sovrastante dove alloggia il primario; la testa delle viti passanti si trova verso lo specchio, in una svasatura della parte superiore della cella;
- 3 o 9 punti d'appoggio, in genere di teflon; per specchi spessi 1/6 del diametro bastano 3 punti di appoggio, per gli specchi sottili c'è bisogno di 9 punti o più d'appoggio; gli specchi sottili, in genere di diametro pari o maggiore a 300 mm, pesano meno di un'equivalente specchio spesso, ma pongono una serie di problemi riguardo agli appoggi, alla deformazione ed ai gradi di libertà;
- 3 o 6 ganci di blocco dello specchio alla cella primaria; i ganci, in genere piattine in ottone, sono sottili e ricoperti internamente di neoprene.

IL TUBO
Il tubo è stato trattato ampiamente al paragrafo II.2, in particolare la distanza fra il tubo e lo specchio primario deve essere di circa 20 mm per evitare forti turbolenze periferiche; nel caso di tubo in lamierino da 1 mm, la zona rivettata deve essere sovrapposta di 100/150 mm per dare maggiore robustezza al tubo, ancor meglio se su alcune zone del tubo si eseguono delle nervature; l'estremità superiore deve essere rinforzata con una fascia di lamierino in quanto la culla secondaria in fase di tiraggio tende a deformare il tubo.
Sulla zona sovrapposta si possono installare i cerchi del telescopio guida. E' d'obbligo che la zona interna del tubo sia verniciata con vernice nera ed opaca.
In corrispondenza dei bulloni della raggiera della culla secondaria è meglio mettere una fascia di rinforzo, per evitare che il tubo si deformi.

LA CULLA SECONDARIA
La culla secondaria ospita lo specchietto secondario e quindi la sua forma è ellittica a 45 gradi. Per realizzare un ellisse precisa la si disegni su cartoncino e poi la si tagli, la forma servirà per realizzare la culla. La parte esterna della culla secondaria è circolare di diametro pari al diametro dell'asse minore dello specchietto secondario; al centro è forata per ospitare la vite passante che serve da sostegno alla culla; sui bordi insistono le 3 viti regolanti della culla secondaria.
La raggiera ha la funzione di collegare la culla secondaria al tubo ed è costituita da 3 o quattro raggiere sottili che sono collegate al tubo tramite barrette filettate. Contrariamente a quello che si pensa, 4 raggiere presentano un disturbo ottico minore di 3 in quanto i "baffi" sono 4 ma di minor lunghezza dei 3. La raggiera e la culla debbono essere di colore nero opaco.

IL FOCHEGGIATORE
Il focheggiatore deve avere un'altezza in battuta tale da permettere la fotografia al fuoco diretto o comunque la messa a fuoco con tutto il corredo degli oculari. In genere, specie per i telescopi che permettono la fotografia al fuoco diretto, serve un tubo di prolunga di 50 - 70 mm per mettere a fuoco con gli oculari da 30/40 mm.
L'autocostruzione del focheggiatore è difficoltosa specie per quel che riguarda il movimento fine costituito da una vite senza fine e da una dentatura lineare o da una spirale nel caso di focheggiatori a basso profilo.
Il focheggiatore a basso profilo di diametro pari a 50,8 mm (2 pollici) permette di ridurre le dimensioni del tubo e di evitare la vignettatura.

LO SPECCHIO PRIMARIO
L'autocostruzione dello specchio primario è difficoltosa, dopo aver reperito la lastra di vetro spessa 1/6 del diametro voluto, la si deve tagliare e poi lavorare con abrasivi sempre più fini, fino alla lucidatura con la pece. La lunghezza d'onda limite deve essere almeno 1/8. La difficoltà consiste nell'ottenere la forma di parabola ed una superficie liscia. Riteniamo che sia meglio, almeno per i non esperti, comperare lo specchio da un ottimo costruttore che fornirà anche la certificazione ottica; attenzione alle offerte allettanti! a costruzione avvenuta potrebbero insorgere problemi nell'osservazione (aberrazioni cospicue) ed allora......
L'alluminatura va fatta da personale esperto ma comunque costa poche decine di migliaia di lire.

LO SPECCHIO SECONDARIO
Lo specchietto secondario è piano di forma ellittica e di facile reperibilità sul mercato ad un prezzo contenuto.
L'autocostruzione presenta difficoltà nell'ottenere la forma ellittica. Le dimensioni del secondario debbono essere tali da permettere la fuoriuscita del fuoco per l'osservazione visuale o per la fotografia al fuoco diretto.

eraclide2017

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