C. TOLOMEO E I PRIMI SECOLI DOPO CRISTO

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C. TOLOMEO E I PRIMI SECOLI DOPO CRISTO

Messaggioda eraclide2017 » 14/04/2018, 14:02

C. TOLOLOMEO E I PRIMI SECOLI DOPO CRISTO

Nel 33 d.c. muore Gesù di Nazaret (alcuni fissano tale data fra il 29 e 30 d.c.).

Plinio nella "Storia naturale" scrive, fra l'altro, che nel 134 a.c. apparse una stella nova nella costellazione dello Scorpione (quella osservata da Ipparco). Plinio menziona ben 72 costellazioni o asterismi! e 1600 stelle (sul numero 72 ci sono dubbi che fossero tutte costellazioni o forse furono aggiunte altre costellazioni a quelle boreali, vista l'estensione dell'impero romano in Africa ed oriente).

Nel 160 d.c. un astronomo ellenico costruisce a Roma la prima meridiana pubblica.

Claudio Tolomeo di Alessandria, visse tra il 100 e 170 d.c. ad Alessandria (sotto l'imperatore Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino detto Antonino Pio (Titus Aurelius Fulvus Boionius Arrius Antoninus Pius) e l'imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto detto Marco Aurelio (Caesar Marcus Aurelius Antoninus Augustus).
Tolomeo fu l'ultimo grande astronomo dell'antichità. Scrisse un trattato di astronomia "L'amalgesto" composto da 13 volumi ed altri libri di fisica ed astronomia che può ritenersi anche un sunto dell'astronomia antica ed ellenica.
L'astronomia di Tolomeo si basa in gran parte sull'astronomia di Ipparco di Nicea e sull'astronomia babilonese..
L'età ellenistica astronomica si chiuse con Claudio Tolomeo.
Tolomeo descrisse la meccanica celeste assumendo che la Terra occupasse il centro dell'Universo; in particolare Tolomeo scrisse sulla:
- sfericità della Terra
- moto della volta celeste attorno alla Terra;
- astronomia sferica;
- durata del giorno;
- eclittica;
- posizione dell'eclittica durante l'anno;
- moto del Sole;
- moto della Luna*;
- astrolabio;
- metodi per determinare le grandezze del Sole e della Luna;
- distanze del Sole e della Luna (la distanza della Luna è pari a 59 volte il raggio terrestre, la distanza del Sole è pari a 1210 volte il raggio terrestre, il volume della Luna è pari a 1/39 del volume della Terra, il volume del Sole è pari a 170 volte quello della Terra);
- stelle fisse;
- precessione degli equinozi (Tolomeo calcolò un valore di 36" all'anno);
- posizione delle stelle;
- catalogo delle stelle (Tolomeo nel suo catalogo indica 1028 stelle e 48 costellazioni);
- moto dei pianeti;
- teorie su Venere e Marte;
- apogei;
- eccentricità;
- moti periodici di Giove e Saturno;
- moto retrogrado dei pianeti;
- inclinazione delle orbite sull'eclittica.


Per Tolomeo la Terra è al centro del sistema del mondo e attorno ad essa ruotano in ordine Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno; la teoria di Tolomeo si basò sugli epicicli e deferenti.
Le 48 costellazioni di Tolomeo sono:
Andromeda, Acquario, Aquila, Altare, Nave Argo, Ariete, Auriga, Balena, Bilancia, Bovaro , Cancro, Cane Maggiore, Cane Minore, Capricorno, Cassiopea, Cavallino, Centauro, Cefeo, Cigno, Corona Australe, Corona Boreale, Corvo, Cratere (Tazza), Delfino, Dragone, Ercole, Eridano, Freccia, Gemelli, Idra Femmina, Leone, Lepre, Lira, Lupo, Ofiuco, Orione, Orsa Maggiore, Orsa Minore, Pegaso, Perseo, Pesci, Pesce Australe, Sagittario, Scorpione, Serpente, Toro, Triangolo Boreale, Vergine.
E' importante ricordare che Tolomeo affermò che la stella η Sagittarii era una stella doppia.
Tolomeo si servì di strumenti similari a quelli già usati da Eratostene e Ipparco, usò anche di quadranti con cui misurò l'altezza del Sole e degli astri.
Tolomeo usò anche uno strumento nuovo il "Triquetrum" con il quale attraverso un tubo puntava un astro e così poteva misurare l'altezza zenitale dell'astro.





Nota: la prima determinazione precisa di Marte avvenne il 17 Gennaio del 272 a.c. ad opera di un astronomo sconosciuto; l’informazione ci è giunta da Tolomeo.

* Il moto della Luna è molto complesso, i periodi lunari ad oggi definiti sono:

- Mese tropico: il tempo impiegato dalla Luna per ritornare al cerchio orario dell’Equinozio di Primavera (27g, 7h, 43m, 4,7s);
- Mese anomalistico: tempo impiegato dalla Luna per ritornare al perigeo, cioè al punto più vicino alla Terra (27g, 13h, 18m, 33,2s);
- Mese draconitico: tempo impiegato dalla Luna per ritornare al nodo ascendente (27g, 5h, 5m, 35,8s);
- Mese siderale (27 giorni, 7 ore, 43 minuti, 11,5 secondi): tempo impiegato dalla Luna per ritornare nella stessa posizione rispetto al cerchio orario della stessa stella e si sposta di 13,17° al giorno verso Est (circa 30' all'ora).
- Mese sinodico o lunazione: tempo impiegato per ritornare alla stessa fase (es: da Luna piena a Luna piena o da primo quarto a primo quarto e così via), il mese sinodico è pari a 29 giorni 12 ore 44 minuti 2,9 secondi.

- l’epatta è l’età della Luna al primo Gennaio, con la convenzione che 0 è il valore nel giorno in cui la Luna è nuova.


Dopo Tolomeo tutto o quasi, salvo alcuni spunti isolati, rimase stabile fino all'avvento di Copernico, in questo intervallo di tempo ci fu la decadenza e l'oscurantismo della cultura dovuto al crollo dell'impero romano e all'affermarsi del cristianesimo (il sistema eliocentrico andava contro le sacre scritture), addirittura alcuni ritornarono alla Terra piatta! e a negare la possibilità che nell'emisfero australe si potesse vivere in quanto non si poteva stare in piedi! (successe anche ai tempi di Ipazia). Purtroppo anche un Padre della chiesa come S. Agostino ed il Vescovo Atanasio praticavano l'idea geocentrica e negarono la possibilità di vita agli antipodi! Mentre il Vescovo di Tarsio Diodoro formulò l'ipotesi dei due cieli seguendo le scritture e ciò è favoloso.
Durante il basso impero romano e dopo la caduta dell'impero romano d'occidente, gravi problemi afflissero l'uomo: decadenza culturale, il dominio barbarico, l'imposte, le lotte religiose,ecc.
Qualche voce comunque difese i modelli antichi: Calcidio (IV d.c. ) e Simplicio (V d.c.) citano Aristarco di Samo ed Eraclide Pontico con i loro sistemi, in particolare Simplicio afferma che Polemarco di Ciziceno conoscesse le variazioni delle distanze dei pianeti e che lo stesso Aristotele era fortemente critico del suo stesso sistema delle sfere omocentriche (aumentate di numero rispetto a Callippo).
Anche Terenzio Varrone e Vitruvio accennano al sistema di Eraclide Pontico, mentre Cicerone scrive di Iceta riferendo gli scritti di Teofasto su di lui; Cicerone accenna come Platone avesse accennato al sistema eliocentrico.
Interessanti sono le informazioni astronomiche che riportò Plutarco nel "De facie in orbe lunae" riguardo sia al sistema eliocentrico di Aristarco e di Seleuco sia al fatto che Platone vecchio aderì al sistema eliocentrico. (questo non è certo).
In un'altra opera sempre Plutarco accenna ai sistemi di Filolao, Iceta, Eraclide ed Ecfanto.
Fra altri ricordiamo degli storici che nei loro scritti riportarono notizie astronomiche importanti: Menelao di Alessandria (I d.c.), il tripolino Teodosio anche lui dello stesso periodo, M. di Tiro cartografo, Gemino di Rodi (I a.c.), Teone di Smirne, Adrasto, Manilio che scrisse dell'equilibrio nello spazio della Terra.

Marciano Capella (V d.c.) sostenne il moto di Mercurio e Venere attorno al Sole. Due altri scrittori accennano al moto dei pianeti avvicinandosi alla realtà: l'inglese Beda, detto "Il Venerabile", (672-735 d.c.), che nel suo libro "De Natura rerum", accenna al moto di Venere; l'irlandese Giovanni Duns Scoto (810 – 877 d.c.) che nel libro "Divisione natura" estese il moto di Marte e Giove attorno al Sole.

Nel 615 d.c. Isidoro di Siviglia termina il trattato astronomico De Natura.

Nel 647 d.c. muore la regina Sondok di Silla (Corea) che aveva fatto costruire un osservatorio astronomico.

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