L'ASTRONOMIA NEI VANGELI

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L'ASTRONOMIA NEI VANGELI

Messaggioda eraclide2017 » 19/05/2018, 15:30

- L'ASTRONOMIA NEI VANGELI

I VANGELI

I Vangeli canonici riconosciuti dalla Chiesa Cattolica sono quattro e furono scritti dai quattro evangelisti: S. Matteo, S. Marco, S. Luca e S. Giovanni. Il Cristianesimo ha come fondamento i Vangeli.
I primi tre sono detti Vangeli sinottici perché improntati a una stessa impostazione, il Vangelo di Giovanni è complementare agli altri tre.
I Vangeli narrano del Ministero di Gesù Cristo in Galilea.
I Vangeli all'inizio si trasmisero per via orale (o attraverso testi minori non giunti fino a noi) e solo nel I secolo dopo Cristo furono presentati in forma scritta (quello di Giovanni forse può essere datato anche nel I decennio del II secolo d.c.
La lingua usata per la scrittura fu il greco ma sembra che il Vangelo di Matteo fu scritto in aramaico.
Chiaramente, i Vangeli, per stessa ammissione di Giovanni, non riportano tutta la vita o il pensiero o la predicazione di Gesù Cristo ma comunque narrano della vita, morte e la resurrezione di Gesù.
La parola Vangelo deriva dal latino "Evangelium" cioè buona notizia.
I quattro Evangelisti furono discepoli di Gesù o comunque conobbero gli Apostoli.
La vita di Gesù Cristo, degli Apostoli, dei quattro Evangelisti, e la prima diffusione dei Vangeli scritti, vide il succedersi di numerosi imperatori romani quali: Gaio Ottavio, poi Gaio Giulio Cesare dopo la morte di Giulio Cesare, ed infine nel 27 a.c. Ottaviano Augusto) regnante alla nascita di Gesù e morto il 19 Agosto del 14 d.c.
Tiberio regnante alla morte di Gesù; Caligola (Gaio Giulio Cesare Germanico); Claudio (Tiberio Nerone); Nerone (Lucio Domizio Enobarbo); Galba (Servio Sulplicio); Otone (Marco Salvio); Vitellio (Aulo); Vespasiano (Tito Flavio); Tito (Flavio Vespasiano); Domiziano (Tito Flavio); Nerva (Marco Cocceio).
Dal Vangelo secondo Luca sappiamo che Ponzio Pilato governava la Giudea nel XV anno di Tiberio Cesare. In quel periodo Erode era tetrarco della Galilea. Caifa e Anna erano Sommi Sacerdoti. L'anno XV di Tiberio corrisponde all'anno 28 d.c.
Matteo nacque a Cafarnao sul lago di Tiberiade, sembra che morì in Etiopia. Matteo era un pubblicano, cioè un collettore di imposte (professione odiata dal popolo ebraico). Matteo fu Apostolo di Gesù e scrisse il primo Vangelo attorno al 50 d.c.
Marco nacque a Cirene il primo anno d.c. (secondo altri il 20 d.c.) e morì nel 68 d.c. ad Alessandria d'Egitto (sembra che sia stato ucciso ed il corpo trascinato per tutta la città). Fu discepolo dell'Apostolo Paolo e scrisse il secondo Vangelo, dopo Matteo, attorno al 60 d.c.
Luca, nativo di Antiochia (forse attorno al 10 d.c. e morì in Beozia attorno al 93 d.c.). Fu discepolo dell'Apostolo Paolo e scrisse sia il terzo Vangelo sia "Gli Atti degli Apostoli".
Il quarto Vangelo, non sinottico, fu scritto da Giovanni, fedelissimo Apostolo di Gesù. Giovanni nacque attorno al 10 a.c. a Betsaida e morì ad Efeso attorno al 99 d.c.). Il Suo Vangelo è impostato diversamente dai tre sinottici ed in alcuni tratti completa la narrazione dei fatti e ne precisa il racconto.
Scrivere dell'astronomia citata nelle Sacre Scritture, quindi di un aspetto scientifico non religioso è cosa molto delicata. Inoltre, c'è il problema della fonte che è indiretta in quanto gli Evangelisti riportano la vita di Gesù Cristo, la sua missione ed il Suo pensiero o le Sue frasi o si basano su altri scritti andati perduti.
La difficoltà maggiore consiste nel tentare di capire i numerosi riferimenti astronomici e di coglierne gli aspetti meccanicistici o ben più profondi come l'origine della vita dal punto di vista scientifico e filosofico.
Questo lavoro (paragrafo) si fonda sull'accettazione del principio che i Vangeli, dal punto di vista scientifico, contengano la rivelazione di Gesù Cristo, figlio di Dio.
Il Vangelo preso come base è quello di Matteo perché contiene più riferimenti astronomici (quando si fa riferimento ad altri Vangeli, gli autori sono comunque citati).
L'astronomia nei Vangeli
Leggendo il Vangelo secondo Matteo, si è colpiti ed affascinati (logicamente secondo quello che interessa il presente paragrafo), dall'uso della parola "cielo o cieli", la si trova per circa sessanta volte.
Inoltre, si trovano molti riferimenti diretti o indiretti all'astronomia e alle sue molteplici branche: cielo, stella d'Oriente o dei Magi, regno dei cieli, fuoco che non si estingue, luce, mondo, Terra, Sole, celeste, tenebre esterne, fondazione del mondo, similitudini del regno dei cieli, fine del mondo, fuoco eterno, Creatore, da Principio, Luna, stelle, da una estremità all'altra dei cieli, il cielo e la Terra passeranno, giorno, ora, nuvole del cielo.
L'analisi consiste nel considerare e interpretare i riferimenti di cui sopra nel contesto del passo preso in esame, tenendo conto delle conoscenze astronomiche dell'epoca e di quelle attuali.


Riferimento 1 - Cielo e Regno dei cieli

Come detto Cielo e Regno dei cieli sono le parole che ricorrono più frequentemente.
La prima domanda che ci si può porre è sul perché Gesù (Gesù a quanto sembra non conosceva né aveva studiato alcuna filosofia e scienza) ricorra frequentemente a questi vocaboli e ponga Dio in cielo; la logica ci dice che al tempo di Gesù le conoscenze astronomiche erano quelle legate all'astronomia greca, in particolar modo alla scienza astronomica Aristotelica (delle sfere cristalline e delle stelle fisse), derivante dai modelli delle "sfere omocentriche" di Eudosso e Callippo.
Applicando la logica del tempo, non dimenticando che si era in pieno paganesimo, il Dio creatore poteva risiedere sul Monte Olimpo * o altro Monte o sulle sfere cristalline o sulle stelle fisse o nel sistema solare conosciuto o nelle acque od all'interno della Terra, però Gesù lo pone nei cieli e nel suo Regno.


* Ricordiamo che il popolo ellenico poneva la residenza degli DEI sul Monte OLIMPO, il monte più elevato della Grecia, situato fra la Macedonia e la Tessaglia.
Quindi, l'affermazione " Cielo e Regno dei cieli" potrebbe significare:
Prima di entrare nel merito bisogna tentare di capire la frase "Regno dei cieli":
- Regno è un vocabolo riferito a un Re e/o una Regina che regnano su un territorio e sul popolo di questo territorio.
- è strano che riferendosi a Dio, Gesù adoperi una frase che è riferita a un RE. O Gesù con questa frase intende rendere semplice la frase "il Regno dei cieli" usando parole terrene o altrimenti Dio è veramente il RE del Suo Regno che potrebbe intendersi Re dell'Universo o estraendo CREATORE dell'Universo.
- scientificamente "Regno dei cieli" significa chiaramente che il Regno di Dio o la sua residenza divina si trovano fisicamente nel cielo, quindi nell'Universo o meglio al di là dell'Universo o universi (cieli non cielo).
- un'astrazione perché Gesù con il vocabolo "cielo" intende che DIO è nettamente separato dalla Terra e dall'umanità
Comunque che Dio risiede nell'Universo o meglio negli universi sembra essere rafforzata dal passo sito nel paragrafo:
"Rimproveri e minacce ai cuori induriti": e tu, o Cafarnao, sarai esaltata forse fino al cielo?
In questo passo è insito il concetto di distanza del cielo dalla Terra (....fino) e per di più una distanza molto grande, quasi infinita; alla frase si può dare un significato religioso ma anche legato alla fisica ed all'astronomia.
Ed ancora, nel Vangelo secondo Luca, nel paragrafo "L'Ascensione" si legge: "Mentre li benediceva, si staccò da loro e si sollevò su nel cielo". In questo passo oltre il significato di cui sopra c'è il distacco (quindi la separazione fra mondo degli umani e lo staccarsi da esso) ed il sollevamento ( vincere la gravità) per arrivare fino al cielo, una frase che può intendersi anche scientificamente.
Quindi, "Regno dei Cieli" più volte riaffermato, sembra indicare che il regno non è solo spirituale ma è sostanza, spazio e materia, dove saranno accolti i buoni e i giusti.
La parte più interessante relativa al Regno dei Cieli è quella riconducibile alla creazione della vita o alla sua diffusione nell'Universo.
Sempre con riferimento al Regno dei Cieli, nel paragrafo " Il tesoro nascosto, la perla, la rete" si trovano i seguenti due passi che come vedremo sono riconducibili alla teoria della PANSPERMIA e all'evoluzione cosmica dell'astronomo F. Hoyle:
- Il Regno dei Cieli è ancora simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una margherita di gran pregio, va, vende quanto ha e la compra;
- Il Regno dei Cieli è ancora simile a una rete calata in mare e che ha preso ogni sorta di pesci. Quando è colma, i pescatori la traggono alla riva e postisi a sedere, mettono da parte i buoni nei canestri, e i cattivi li buttan via.
Ed in Marco, al paragrafo "La semina e la mietitura": Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme in terra e va a dormire la notte e si leva il giorno, intanto che il seme germoglia e cresce senza che lui sappia come. Perché la terra produce da se stessa...............
Questi passi, dal punto di vista astronomico, sono riconducibili alla teoria della panspermia di Svante August Arrhenius (premio Nobel nel 1903), poi ripresa e perfezionata dall'astronomo reale Fred Hoyle (famoso per la teoria dello stato stazionario) e da N.C. Wickramasinghe, nello stupendo libro "Evoluzione dallo spazio", Etas Libri, dove i due scienziati demoliscono la teoria della evoluzione della specie di C. Darwin.
Secondo i due scienziati il materiale biotico (frammenti genetici, protozoi, virus), si muoverebbe nello spazio, da nubi interstellari a sistemi planetari, da sistemi planetari a nubi interstellari. In questo modo si ha un'amplificazione del sistema evolutivo ed in realtà gli effetti evolutivi non si verificano sulla Terra ma nell'eterna ripetizione del ciclo: nube interstellare - sistema planetario.
Secondo Hoyle il programma cosmico prevede che "pacchetti di programma genetico" viaggino nello spazio e attecchiscano laddove l'ambiente lo permette (la Terra è un esempio tipico). Specifichiamo "pacchetti" non vita prebiotica o vita o unicellulare.
Le tre affermazioni di cui sopra sembrano dirci che Gesù svelò quale fosse la reale origine della vita, il suo ciclo e la sua evoluzione: il pacchetto genetico è stato progettato da Dio, esso vaga nello spazio ed attecchisce laddove l'ambiente lo permette come lo spermatozoo con l'ovulo materno, in accordo con Arrhenius, Hoyle e Wickramasinghe.


Riferimento 2 - La stella di Betlemme o dei Magi

Il dilemma della "stella", com'è risaputo negli ambienti scientifici, non è stato mai risolto ma esistono degli studi scientifici che formulano ipotesi in merito.
Nell'Adorazione dei Magi, si fa riferimento alla stella in Oriente; nell'esaminare il passo si potrebbe propendere per una cometa luminosissima o per una supernova o per una congiunzione planetaria. Erode si fa precisare dai Magi il tempo in cui la stella era loro apparsa, perché non ne era a conoscenza. Poi la stella si mosse e indicò ai Magi il luogo di nascita di Gesù Cristo.
Fra le tante ipotesi avanzate, a nostro avviso, la più accreditata sembra essere quella sostenuta da Michael R. Molnar, della Rutgers, University, pubblicata nell'articolo: "The coins of Antioch" ( Le monete di Antiochia) in un articolo pubblicato sulla rivista statunitense "Sky e Telescope" nel Gennaio 1992.
Molnar, dopo un'approfondita analisi astronomica, storica e numismatica, mettendo a confronto gli eventi astronomici dell'epoca (ricostruiti al calcolatore elettronico) con l'uso di coniare monete in occasione dei suddetti eventi, tenendo presente che il censo di Cesare Augusto fu indetto probabilmente per l'anno 8 a.c. (le date riportate in questo articolo sono riferite al calendario Giuliano) e che Erode morì il 4 a.c., prende a riferimento un evento astronomico che si verificò fra questi anni.
Il 20 Marzo del 6 a.c., un minuto dopo il tramonto del Sole, alle ore 18:26 ora locale di Gerusalemme, si verificò un'occultazione lunare di Giove molto particolare in quanto la Luna e Giove erano prossimi al tramonto, mentre Giove e Marte si trovavano nella costellazione dell'Ariete, con Marte distante 7,6 ° dalla Luna. Giove riapparse alle 18:31; alle 18:36 Giove e la Luna tramontarono e nel cielo rimase il pianeta Marte.
Bisogna specificare che gli astrologi dell'epoca erano dei bravi matematici e quindi potrebbero aver predetto l'evento astronomico, calcolando il periodo e le effemeridi dell'evento.
Il 17 Aprile dello stesso anno ci fu una nuova occultazione del pianeta Giove nell'Ariete. La seconda occultazione non fu visibile dalla Giudea perché avvenne poco dopo mezzogiorno ma gli astrologi potrebbero averla calcolata. La prova indiretta di calcoli astronomici su eventi non visibili è dimostrata da alcune monete romane dell'epoca, coniate nella zecca romana di Antiochia, che riportano figure di eventi astronomici non visibili in quelle zone. Tutto ciò potrebbe essere in accordo con i Vangeli e la seconda occultazione corrisponderebbe con la riapparizione della stella di Betlemme, sotto la quale nacque Gesù Cristo. Fra l'altro, l'ipotesi dell'occultazione "calcolata" è confermata dal fatto che Erode e il popolo di Gerusalemme non erano a conoscenza dell'evento.
Un'altra ipotesi (virgolettata), formulata solo di recente, ma molto interessante, come lo è l'intero libro, deriva dal testo "Congiunzioni Giove Saturno e storia giudaico – cristiana” del'Ing. Giuseppe De Cesaris, editore Keybooks. L'autore dimostra astronomicamente che (dal testo a pagina 153): il nostro parere è che la chiamata di Gesù fu dovuta non solo e non tanto all'esperienza mistico - estatica sperimentata durante il battesimo da parte di Giovanni, quanto piuttosto alla scoperta di essere nato durante o verso la fine della davidica congiunzione tripla - durata nove mesi! - verificatesi nella costellazione dei Pesci dal 15 Aprile dell'anno di Roma 747 (7 avanti era cristiana) al 15 Gennaio dell'anno 748 (6 avanti l'era cristiana)”.


Riferimento 3 - Il mondo, la creazione e la fine


Al paragrafo "Predicazione di Giovanni Battista", Gesù fa riferimento al "fuoco che non si estingue" e nel paragrafo "La legge ed i Profeti" afferma "In verità vi dico che finché non passeranno cielo e terra" ed ancora:
- "Il Granello di senapa": "Il regno dei cieli è simile ad un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel campo, esso è il più piccolo di tutti i semi ma quand'è cresciuto è più grande di tutti gli erbaggi e si fa albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a riposarsi tra i suoi rami".
- " Il lievito": "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prende e rimescola in tre staia di farina, finché tutta la massa lievita". Sempre nel "Lievito": manifesterò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo".
- "Il tesoro del mondo": "Così succederà fino alla fine del mondo"
- "Il divorzio": "Non avete letto che il Creatore li creò maschio e femmina e disse:"
- "Quel che accadrà alla fine del mondo": "E manderà i suoi angeli con la tromba e con gran voce a radunare i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremità all'altra dei cieli". "il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno". "Nessuno sa il giorno né l'ora: dunque è necessaria la vigilanza": In quanto poi al giorno e all'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo, il Padre".
- "IL giudizio finale": "Possederete il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo."
- "Il verbo fatto carne" (Vangelo secondo Giovanni): "In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio. Egli era al principio presso Dio. Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò che è stato fatto. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l'hanno accolta. Ci fu un uomo inviato da Dio; di nome Giovanni. Egli venne in testimonianza per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per lui; egli non era luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce".
Dal "Il Granello di senapa": il granello sembra essere "il pacchetto di programma" ipotizzato da F. Hoyle che vaga nello spazio e poi attecchisce laddove la vita lo permette per dare origine all'uomo, alla donna, alla vita vegetale ed animale!



Dal " Il lievito": l'evoluzione narrata da Gesù è tal quale agli esempi riportati sui libri di astronomia in merito alla Grande Esplosione ed alla torta con gli zibibbi che si lievita facendo allontanare gli stessi (le galassie) è così che si espande l'Universo.

Dal "Il tesoro del mondo": qui Gesù afferma che ci sarà la fine del mondo, quindi l'Universo (almeno l'Universo casuale astronomico attuale) avrà una fine, MORIRA' !


Dal "Il divorzio": "Non avete letto che il Creatore li creò maschio e femmina e disse:" - "Quel che accadrà alla fine del mondo": "E manderà i suoi angeli con la tromba e con gran voce a radunare i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremità all'altra dei cieli". "il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno". "Nessuno sa il giorno né l'ora: dunque è necessaria la vigilanza": In quanto poi al giorno e all'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo, il Padre".
Il Creatore della donna e dell'uomo è DIO e quindi si deduce che è anche il CREATORE dell'Universo di cui il genere umano è parte integrante. Il Cielo e la Terra MORIRANNO ma resterà "la parola". La parola, le Idee resteranno non essendo parte integrante dell'Universo fisico/astronomico (sono situate in un altro luogo!); ciò sembra mostrare che le Idee giacciono in Dio (mente di DIO)

Dalle affermazioni di Gesù Cristo si può dedurre che l'Universo ha avuto un'origine e avrà una fine. L'Universo è spazio fisico, vi sono delle estremità; l'Universo è tempo, infatti nasce e muore. In questi passi è svelata l'origine della vita e l'origine/struttura dell'Universo.
E' interessante analizzare con cura il passo del Vangelo secondo Giovanni sul "Verbo". Ma andiamo per gradi.
Il passo di Giovanni è mirabile: il Verbo divino, Logos per i greci, è l'immagine perfetta di Dio, è incarnato in Dio, così è stato e sempre sarà.
In generale si può dire che il Verbo esisteva già all'inizio dell'Universo, quindi il pensiero è separato dalla materia ed è la vera essenza dell'Universo (una simile ipotesi, già formulata dall'autore è riportata nel libro "La giustizia cosmica"). L'Universo è stato creato non con un atto fisico ma con la forza della MENTE che poi si è tramutata in leggi fisiche, luce e materia intelligente e non (si ritorna alla teoria di F. Hoyle sul progetto della vita) e nella vita stessa.

"In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio. Egli era al principio presso Dio. Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò che è stato fatto. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l'hanno accolta. Ci fu un uomo inviato da Dio; di nome Giovanni. Egli venne in testimonianza per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per lui; egli non era luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce".
In particolare:


1 - all'inizio, in principio (QUINDI ESISTE UN MOMENTO INIZIALE) il Verbo (la ragione, le parole, le Idee) c'era solo il VERBO che sembra essere antecedente DIO stesso O PRESSO DIO!


2 - il VERBO era presso DIO. Ma se è antecedente come faceva a stare presso DIO? si può pensare che fosse in una regione, forse dello spazio, che successivamente occupò DIO. Il passo successivo sembra spiegare il tutto


3 - se il VERBO ERA DIO allora DIO non è un ente fisico e materiale o luce o onde elettromagnetiche ma è: RAGIONE, IDEE

DIO E' IMMATERIALE e se è un tutt'uno con il VERBO, vista la sequenza di Giovanni DIO è DUALE: VERBO E DIO SONO LA STESSA COSA MA CRONOLOGICAMENTE DIO E' PIU' GIOVANE DEL VERBO


4 - DIO è il creatore il progettista di tutto


Nel contempo Giovanni introduce il concetto di luce e la sua essenza fondamentale per lo sviluppo della vita. La luce viaggia nell'Universo fra il buio cosmico e gli uomini ne rendono testimonianza. La luce per ora viaggia ed è visibile nel cosmo fra il buio del cosmo stesso fino a quando NON SARA' ACCOLTA DALLE TENEBRE. Questo passo segue letteralmente la fine dell'Universo attuale che un giorno sarà morte della materia e spegnimento delle onde elettromagnetiche che diverranno freddissime non più visibili.
Verbo, Dio, vita, Universo e luce, sembrano essere un tutt'uno nel disegno divino. CIO' CONFERMA L'IPOTESI CHE L'UNIVERSO FISICO SIA UNA PARTE DELL'INTERO UNIVERSO.
Dio è eterno ed eterno è il Suo Verbo. Dio ha il potere supremo sull'Universo e sul movimento dei corpi celesti ("Il perdono delle offese": "il quale fa sorgere il Sole"), quindi ha stabilito le leggi fisiche dell'Universo. Dio ha una conformazione fisica e gli angeli vedono il Suo volto ("Lo scandalo"). Conformazione fisica ma non è un corpo materiale!
Gesù Cristo afferma che la fine del mondo sarà annunciata.
Nel paragrafo " Predizioni di Gesù", troviamo: "E questo Vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, per essere una testimonianza a tutti i popoli; allora verrà la fine". In pratica quando sarà svelato il Verbo, il pensiero di Dio, allora finirà l'Universo. (Secondo Gesù, la fine del mondo è vicina ma non si riesce a capire che cosa intenda per "vicina", se il riferimento è:
- DIO IL VERBO potrebbero essere miliardi di anni
- l'età dell'Universo allora potrebbe trattarsi di milioni di anni
- lo sviluppo della vita sulla Terra o meglio il periodo dell'evoluzione umana, allora si tratterebbe di migliaia di anni.
IL Sole si oscurerà, le stelle cadranno ed allora gli uomini vedranno Gesù venire dal cielo. Quindi, alla fine del mondo, Gesù verrà dallo spazio ed il Vangelo del regno sarà diffuso in ogni angolo dell'Universo dai suoi messaggeri: gli angeli. Allora il Regno dei cieli, già predisposto dalla fondazione del mondo, sarà posseduto dagli uomini giusti
Gesù cita un'indicazione fisica, un evento sulla fine del mondo, infatti nel Vangelo secondo Luca, al paragrafo "Il segno di Dio e il ritorno del Figliolo dell'uomo", afferma che la fine del mondo avverrà a causa di una pioggia di fuoco e di zolfo che cadrà dal cielo.
La fine del mondo è messa in relazione ai corpi celesti dell'Universo e ciò imprime all'astronomia la dignità di scienza primaria.
La fine del mondo potrebbe avvenire in mille modi ma secondo Gesù essa avverrà quando: "Il Sole si oscurerà, la Luna non darà più la sua luce e le stelle cadranno dal cielo". L'interpretazione astronomica è che tutto muore senza la luce ed alla morte del Sole e delle stelle, i pianeti dove c'è vita diverranno testimonianza di morte L'Universo si ripiegherà su se stesso ed allora sarà la fine del mondo.
Il vuoto assoluto e la sua esistenza nello spazio si possono desumere dal paragrafo "Tesori in cielo" dove Gesù afferma che in cielo non vi è ruggine.
In un altro passo nel "Servo e il centurione", Gesù fa intendere che esiste una zona dell'Universo o meglio esterna all'Universo, buia e fredda.

Riferimento 4 - L'eclisse di Sole


I cristiani sanno che alla morte di Gesù il cielo si oscurò, ciò è ben rappresentato nei film sulla vita di Gesù, che danno una rappresentazione astronomica di quanto narrato nei Vangeli.
Durante l'agonia di Gesù il cielo si oscurò: "Dall'ora sesta si fece buio per tutta la terra fino all'ora nona", al cadere dell'ora nona Gesù morì.
Sulla eclissi di Sole si dibatte da secoli.
Bisogna precisare che alcuni Vangeli affermano che si oscurò il cielo e non che ci fu un'eclissi di Sole.
Luca però parla di una vera e propria eclissi di Sole.
L'indagine è molto difficile perché si hanno pochi dati certi:
- la data della nascita di Gesù
- la data della morte
- i calendari in uso, all'epoca in Israele era in uso un calendario Lunare o Lunisolare
- la difficile ricostruzione della cronologia con gli annali degli imperatori ed il calendario giuliano
Secondo alcuni non ci furono eclissi di Sole visibili in Palestina in quell'epoca o comunque visibili di giorno in Palestina. L'unica eclisse di Sole da prendere in considerazione è quella del 24 novembre 29 d.C. (Domenica!). L'eclissi totale durò circa 2 minuti attorno alle 12 ed in totale (fra entrata e uscita) circa 3 ore.
Ora Gesù sarebbe morto il giorno antecedente la Pasqua ebraica che cadeva esattamente fra i giorni 14 e 15 che però capitava in epoca di plenilunio? ciò è incongruo con l'eclisse. O ci fu una grande tempesta ed il Sole si oscurò o si debbono riconsiderare gli studi sull'eclisse e le datazioni.

Riferimento 5 - Sodoma e la fine del mondo


Nel Vangelo secondo Luca, al paragrafo "Il regno di Dio e il ritorno del Figliol dell'uomo", troviamo il passo: "ma nel giorno che Lot uscì da Sodoma cadde dal cielo una pioggia di fuoco e di zolfo che li fece morire tutti" ed ancora: "Lo stesso avverrà nel giorno in cui il figliolo dell'uomo si manifesterà. In quel giorno ..........................Io vi dico: in quella notte due saranno in un letto........................."
La distruzione di Sodoma e Gomorra, secondo la tradizione popolare, comune e moderna, è attribuita una esplosione nucleare, come d'altronde si vede anche al cinema, ma da questo passo la spiegazione è astronomica e sembra da attribuirsi ad uno o più asteroidi che si abbatterono sulle città o nei loro territori.
Secondo Gesù la fine del mondo avverrà nella stessa maniera ma ciò è in contrasto con un Universo freddissimo, all'esalazione finale, come prima abbiamo desunto.

Conclusioni

I Vangeli riportano certamente molti riferimenti astronomici e così non è per altre scienze e questo ci deve far riflettere profondamente.
I Vangeli non sono un trattato astronomico e ciò non poteva essere perché il pensiero di Dio trasmesso a Gesù, riportato nei Vangeli, è un messaggio d'amore e di monito rivolto all'umanità, ciò non toglie che Gesù usa spesso termini astronomici, con risvolti alla formazione della vita, alla nascita e morte dell'Universo. A ns. avviso è dovere dell'uomo ed in particolare degli uomini di scienza, analizzare il contenuto scientifico dei Vangeli, non scartando o trascurando nulla a priori ma tenendo ben presente che si tratta di studi e di interpretazioni, sicuramente diversi dall'esperienza galileiana.

eraclide2017

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