E. HALLEY e J. BRADLEY

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E. HALLEY e J. BRADLEY

Messaggioda eraclide2017 » 20/05/2018, 19:50

Edmund Halley (1656 – 1742 d.c.), astronomo inglese, scoprì la periodicità di alcune comete studiando la cometa del 1607 d.c., già passata nel 1531 d.c. e di cui previde il ritorno nel 1682 d.c., la cometa porta il suo nome. Halley identificò la cometa grazie all’osservazione della stessa compiuta da P.B. Apiano (1495 – 1552 d.c.) nel 1531 d.c. (P. Apiano fu il primo a scoprire che le code delle comete sono rivolte verso il Sole). A lui è dovuta anche la scoperta del moto proprio delle stelle (la stella con il più alto moto proprio è la stella di Barnard che si sposta di 10” d’arco all’anno).

Nota 1 - La zona dello spazio da cui provengono le comete è detta nube di Oort (dal nome dello scienziato che teorizzò l’esistenza della nube - 1900 - 1992 d.c.), la nube si trova nel sistema solare a circa 100.000 unità astronomiche di distanza. Fra l'altro Oort insieme a B. Lindblad scoprì la rotazione della Via Lattea.

Nota 2 - Le comete di Kreutz, scoperte all’astronomo tedesco H. Kreutz nel XIX secolo, fanno parte di una tipologia particolare di comete; tali comete sono molto vicine al Sole e quindi, in genere vaporizzano. La navicella Soho, lanciata nello spazio nel 1996 per studiare il Sole, ha permesso di scoprire centinaia di comete della famiglia di Kreutz.







James Bradley (1692 – 1762 d.c.) provò indirettamente che la Terra ruotava attorno al Sole; erano ormai passati molti anni dalla teoria Copernicana e molti astronomi avevano cercato la prova per dimostrare che la Terra ruotava attorno al Sole. La prova consisteva nel misurare la parallasse delle stelle (la Terra nel suo moto annuo descrive un'orbita ellittica attorno al Sole e quindi a sei mesi di distanza occupa una posizione opposta alla precedente e quindi dalla sua variazione di posizione nello spazio risulta cambiata la posizione delle stelle). La parallasse stellare è l'angolo sotteso dalle congiungenti stella - Terra nelle due posizioni ed è pari a decimi o centesimi di secondi d'arco (varia con la distanza della stella; ad esempio Proxima Centauri presenta una parallasse di 0,76”). In quei tempi era difficile apprezzare piccolissimi angoli, ci provarono Galileo, Hooke, Flamsteed, Cassini, Roemer,ecc, ma non si arrivò mai ad una soluzione definitiva. Solo nel 1728 d.c. circa, l'astronomo Bradley dimostrò il moto annuo della Terra tramite l'aberrazione della luce *. Dall'osservazione della stella "gamma" Dragonis, il Bradley desunse che gli spostamenti della stella erano dovuti alla deviazione che la luce subisce per effetto del moto della Terra (il fenomeno è detto "aberrazione della luce"). A Bradley dobbiamo anche la scoperta della nutazione dell’asse terrestre dovuto all'attrazione lunare e la pubblicazione di un catalogo stellare di 60.000 stelle.
Bradley osservava con strumenti con cui riusciva a raggiungere separazioni d'arco di 1" d'arco (ai tempi di Halley 5" d'arco).

* La posizione reale di un astro in cielo è diversa da quella rilevata dall'osservatore non solo a causa della rifrazione atmosferica ma è anche dovuta ad un fenomeno astronomico chiamato aberrazione.

Aberrazione Annua

L’osservatore dell’astro, a causa del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole si muove nello spazio alla velocità v di circa 30 Km/s che in rapporto alla velocità della luce nel vuoto (c = 300.000 Km/s) vale 0,0001 * c.
Posto "du" l’angolo uguale all'angolo corrispondente allo spostamento del raggio luminoso da OSA (posizione apparente come osservata) a OSV (posizione vera), dove in O è posta la Terra, S è la stella, V sta per vero e A per apparente, e "u" l'angolo fra il vettore velocità della Terra e raggio OSA si ha:

du= (v * sin u)/c = (v/c) * u

L’angolo "du" è la costante di aberrazione ed è pari circa a 20” d’arco.

Aberrazione diurna

L’osservatore dell’astro, a causa del moto di rotazione della Terra attorno al suo asse, si muove nello spazio alla velocità v’di circa 0,45 Km/s (velocità inferiore a v) ed essa diminuisce con l’aumentare della latitudine del luogo tanto che ai poli celesti è pari a 0.
L’aberrazione diurna quindi è molto minore dell’aberrazione annua.


L’osservatore dell’astro, a causa del moto di rotazione della Terra attorno al suo asse, si muove nello spazio alla velocità v’ di circa 0,45 Km/s (velocità inferiore a v) ed essa diminuisce con l’aumentare della latitudine del luogo tanto che ai poli celesti è pari a 0.
L’aberrazione diurna quindi è molto minore dell’aberrazione annua.

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