Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Fuori Concorso: "Il concerto" di Giuseppe Savoia (Parte 1-2)

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Nell'ambito della V edizione di Spazio all'Immaginazione diamo spazio (fuori concorso) anche agli elaborati più complessi. Da oggi - e nei prossimi giorni - faremo la conoscenza di un romanzo breve a puntate, "Il concerto", in attesa che l'atmosfera si scaldi per la pubblicazione dei racconti di media lunghezza. Alla fine di ciascuna puntata è presente un glossario per i termini di fantasia. Ecco a voi dunque le prime due sezioni del romanzo, buona lettura!

Il concerto

Giuseppe Savoia

I PARTE

L’Hoclenia è vicina al cancello stellare ed attende che il varco sia connesso con quello del sistema planetario della stella Smula, il suo terzo pianeta è quello natale d’Eppegisu: Geimo.

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Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Lazarus" di Stegiale

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Lazarus

Stegiale

As may be seen on picture here,

    under the Dome the doctors do appear,

    When to their patients they are called,

    In places by the plague appalled,

    Their hats and cloaks, of fashion new,

    Are disposable made, dark of hue,

    Their caps with glasses are designed,

    Their bills with antidotes all lined,

    That foulsome air may do no harm,

    Nor cause the doctor man alarm,

    The device in hand must serve to show

    Their noble trade where'er they go.

(storpiatura della poesia del Dr. Hodges sui medici della peste)

Le vie del Lazarus erano particolarmente vuote quella notte. Non si sentivano i canti degli Anavaccinisti né le loro litanie. Gli unici suoni che turbavano il silenzio erano i lamenti degli appestati, il ritmico crepitare dei loro colpi di tosse, talvolta un richiamo di aiuto. Il medico della peste si aggirava con circospezione in questa bolgia moderna, illuminata da fredde luci al led. Era seguito da Mono-Act16-56, chiamato colloquialmente “Mon”, il suo rover da ricognizione ed analisi. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "La giornata d'un irroratore" di Gianstele Scandiami

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La giornata d'un irroratore

di Gianstele Scandiami

(ispirato dal podcast “Conspiracy Theories and their Worlds” di C.M. Kosemen e Simon Roy)

George era al suo primo giorno di lavoro  e guardava il viso da rettile nello schermo. Strizzava gli occhi cercando di leggere il labiale mentre Il rombo dei motori gli sfondava le orecchie. Guardò Max in cerca d’aiuto, ma il collega era affondato nella sua poltrona, le mani sulla cloche. Vedeva la sue labbra mormorare sottovoce: 213453 213453 213453 213453… la sequenza di Gravoboi per il volo sicuro. Tornò a guardare il visore e urlò: “Non capisco, signor Rothchild, ALZI LA VOCE!”. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Dopo di noi... i gatti." di Giuseppe Grimaldi

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Dopo di noi... i gatti.

Giuseppe Grimaldi

Ogni civiltà, ogni essere vivente, ogni mondo vive una nascita, un’evoluzione e una decadenza fino all’estinzione. Diciamo pure chiaramente, nulla è eterno, almeno nulla di ciò che materialmente conosciamo e partendo dal presupposto che ogni essere vivente merita una possibilità proprio come la abbiamo avuta noi esseri umani, anche gli altri esseri viventi la meritano. Dall’acqua abbiamo conquistato la terra ferma e in seguito ci siamo evoluti a bipedi pensanti, anche se come esseri intelligenti potevamo trattare il nostro pianeta un po’ meglio e questa la pagheremo, speriamo solo noi. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "DAMA DI COMPAGNIA" di Andrea Martina

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DAMA DI COMPAGNIA

Andrea Martina

“Ti amo”, mi disse all'improvviso, mentre tra di noi stava la logora scacchiera posata sul tavolino di cristallo. Restai con la mano sospesa a mezz'aria e due dita che sfioravano la testa intagliata di un piccolo alfiere, convinto di aver capito male. Ad uno scherzo, invece, non riuscì a pensare. Alla fine spinsi indietro la schiena, dimenticando la mossa che avevo studiato nell'ultima mezz'ora e presi a fissare Alice. I suoi occhi, di solito due perle scure, mi parvero improvvisamente vuoti, a discapito della frase che aveva appena pronunciato. Eravamo da soli, immersi nella luce di un tardo pomeriggio che presto avrebbe ceduto il passo alla notte. Le tende della finestra si agitavano debolmente, sospinte da una bava di vento che fino a quel momento avevo trovato gradevole, ma che adesso mi faceva tremare. Respinsi a fatica l'istinto di replicare a quella frase, quasi che a pronunciarla fosse stata una bambina a cui dopotutto non ha senso dare troppo credito. Poi mi passai una mano tra i capelli, tradendo la tensione che si era già insinuata dentro di me e che mi impediva di ragionare come invece avrei dovuto fare.
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Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Sciami" di Giancarlo Manfredi

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Sciami

Giancarlo Manfredi

«Se le api scomparissero dalla terra, per l'uomo non resterebbero che quattro anni di vita»  (frase attribuita ad Einstein)

Prologo

Sono trascorsi quarant’anni del tempo di bordo da quando Amaltea e le sue astronavi gemelle hanno lasciato l’orbita terrestre dirette verso la stella Tau Ceti e la sua corte di pianeti rocciosi.

Accelerando progressivamente, le grandi arche generazionali hanno raggiunto la velocità di crociera di  trentasettemila chilometri al secondo, una frazione della velocità della luce, eppure appena sufficiente a coprire le distanze su scala astronomica.

Nei viaggi interstellari, è necessario fare i conti con la massa del vascello e del carburante, indispensabile all’accelerazione nella prima parte del viaggio, alla decelerazione nella sua seconda parte e per le manovre di inserimento orbitale ma, soprattutto, con la necessità di sostenere un ambiente vitale il più possibile autonomo.
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