Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Dove sarò?" di Pecora Elettrica

Credit: Tsubasa Artwork
Credit: Tsubasa Artwork

Dove sarò?

Pecora Elettrica

Non è molto semplice saper cosa divida il mio esser qui in questo momento oppure in un altro. Altrettanto difficile poter concepire, che la propria mente, si trovi da un’altra parte che non sia il proprio corpo. Alcuni esperimenti, fatti parecchi anni fa sul filosofo Daniel Dennett e in seguito su David Sanford hanno sperimentato questa dislocazione durante una missione all’interno della Terra per analizzare una sostanza radioattiva.
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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Realtà comuni" di Stefano Giolo

realta-comuni

Realtà comuni

Stefano Giolo

Avevo un lavoro un tempo.
Sono stato un buon professionista devo dire, migliore di altri almeno, anche se c’è sempre ovunque qualcuno migliore di te. Non ho mai pensato di fare le scarpe ai miei colleghi per fare carriera, non ho mai pensato di fare del male a nessuno per fare carriera. Negli anni avevo fatto diversi lavori, dallo sguattero nei ristoranti, al tecnico di laboratorio, dallo spazzino, al bibliotecario. La mia passione però era l’uso avanzato delle tecnologie. Quando volevo trovare un lavoro andavo a fare un colloquio e me lo prendevo. Era un’attitudine naturale, l’importante non è dire le cose giuste, o saperle. L’importante è sempre dire le cose nel modo giusto, con il giusto livello di empatia, ne troppa né troppo poca, con la sicurezza di chi sa cosa sta dicendo, anche quando non lo sai affatto. Questo è sempre bastato per muoversi nel sottobosco della ricerca di un lavoro, nonostante la crisi di precedenti trent’anni. Ormai la tecnologia non era più sentita come una novità o come la ricerca di una novità. Era dipendenza.

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Prime Immagini dal Gran Finale di Cassini

Illustrazione artistica di Cassini vicina all'emisfero nord di Saturno, in procinto di iniziare la sua prima immersione. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione artistica di Cassini vicina all'emisfero nord di Saturno, in procinto di iniziare la sua prima immersione. Credit: NASA/JPL-Caltech

A due giorni dalla prima storica immersione negli anelli di Saturno, la sonda Cassini ha finalmente ripreso contatto con la Terra, ed inaugurato la fase finale della sua missione con immagini a dir poco mozzafiato.
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Cassini e Hubble Rivelano Novità sui Pianeti Ricoperti da Oceani del Sistema Solare

Illustrazione d'artista di Cassini in viaggio attraverso il pennacchio di Encelado nel 2015. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista di Cassini in viaggio attraverso il pennacchio di Encelado nel 2015. Credit: NASA/JPL-Caltech

Due sistemi (quello di Giove e quello di Saturno) e due mondi ghiacciati interamente ricoperti da oceani, Europa ed Encelado: sono loro i protagonisti di due pubblicazioni apparse ieri a carico delle storiche missioni Cassini e Hubble Space Telescope, che hanno riacceso subito l’attenzione su entrambi i pianeti.
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MAVEN Rivela Metalli nell’Atmosfera Marziana

Credit: NASA's Goddard Space Flight Center
Credit: NASA's Goddard Space Flight Center

La parte più esterna dell’atmosfera marziana, la ionosfera, è ricca di atomi metallici ionizzati – a cui sono stati strappati alcuni elettroni – a detta degli ultimi risultati della sonda MAVEN della NASA. MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution Mission) sta attualmente esplorando le regioni superiori dell’atmosfera marziana per capire come il pianeta ne abbia perduto gran parte trasformandosi in un mondo inospitale, e le attività in corso nella ionosfera potrebbero risolvere parecchi dubbi sui meccanismi di erosione atmosferica.
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NuSTAR Rivela l’Identità di una Misteriosa Sorgente X nella Galassia di Andromeda

Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC/JHU
Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC/JHU

Un nuovo studio, compiuto dalla missione NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA e pubblicato sul The Astrophysical Journal, ha portato a rivelare la natura di una strana e brillante sorgente di emissione nei raggi X, situata nelle vicinanze del nucleo della galassia di Andromeda e le cui caratteristiche l’hanno resa a lungo un oggetto misterioso.
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Datato l’Ultimo Grande Pasto del Buco Nero della Via Lattea

La luce di diversi quasar viene analizzata dopo essere passata attraverso una delle bolle di Fermi. In basso a sinistra sono indicate le velocità del gas che viaggia verso la Terra ed in direzione opposta. Per confronto è stata analizzata anche la luce di un quasar che non passa attraverso la bolla. Credit: NASA, ESA, and Z. Levy (STScI)
La luce di diversi quasar viene analizzata dopo essere passata attraverso una delle bolle di Fermi. In basso a sinistra sono indicate le velocità del gas che viaggia verso la Terra ed in direzione opposta. Per confronto è stata analizzata anche la luce di un quasar che non passa attraverso la bolla. Credit: NASA, ESA, and Z. Levy (STScI)

Che il buco nero supermassivo nel cuore della Via Lattea mangi pasti abbondanti ad intervalli molto lunghi si era già intuito. Ma oggi, grazie alle osservazioni del Cosmic Origins Spectrograph (COS) a bordo dello Hubble Space Telescope, è stato datato il suo ultimo consistente pasto a circa 6 milioni di anni fa, lasciando dietro di sè l’eruzione di una gigantesca bolla di gas con una massa pari a quella di milioni di soli.
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Passaggio Troppo Ravvicinato a Phobos: Missione MAVEN Fuori Pericolo

Phobos, satellite di Marte. Credit: NASA/MAVEN
Phobos, satellite di Marte. Credit: NASA/MAVEN

Per circa due anni, la missione della NASA Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN) ha studiato in tutta tranquillità la regione dell’alta atmosfera del Pianeta Rosso, inclusa la ionosfera e le interazioni con il vento solare. Tuttavia lo scorso 28 febbraio MAVEN è stata costretta a effettuare una manovra fuori programma per evitare la collisione con la luna Phobos, che sarebbe altrimenti avvenuta il successivo 6 marzo.
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Sette Mondi da Osservare per il James Webb Telescope

Illustrazione artistica che mostra come dovrebbero apparire i pianeti del sistema Trappist-1 in base ai parametri noti di dimensioni, masse e distanze orbitali. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione artistica che mostra come dovrebbero apparire i pianeti del sistema Trappist-1 in base ai parametri noti di dimensioni, masse e distanze orbitali. Credit: NASA/JPL-Caltech

La scoperta dei sette pianeti rocciosi che orbitano intorno alla nana ultrafredda Trappist-1, a 40 anni luce da noi, è stata fenomenale sia per la quantità di mondi di dimensioni simili alla Terra che il sistema ospita, sia per il numero – tre: e,f e g – di quelli che si trovano nella fascia di abitabilità e potrebbero potenzialmente ospitare vita. A fornire un importante contributo per determinare se nel sistema di Trappist-1 ci siano le condizioni adatte per supportare eventuali forme di vita arriverà presto il James Webb Space Telescope.
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Una Nuova Generazione di Batterie Potrebbe Alimentare i Microsatelliti Del Futuro

Daniel Perez, University of Miami, tiene in mano un pezzo del prototipo della struttura del nuovo tipo di batteria a stato solido. Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis
Daniel Perez, University of Miami, tiene in mano un pezzo del prototipo della struttura del nuovo tipo di batteria a stato solido. Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis

Buone notizie per la ricerca che si basa sui microsatelliti: è attualmente in corso la ricerca su un nuovo prototipo di batteria a stato solido che potrebbe aumentare enormemente la capacità di carico di questi veicoli.
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