Nuovi Dati di SOFIA Mostrano la Vera Composizione della Superficie di Cerere

Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU
Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU

Dalle molte osservazioni passate di telescopi a terra ed in orbita, la superficie di Cerere sembrava possedere una composizione ricca di carbonio, caratteristica tipica di molti degli oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. Eppure c’è una novità: dagli ultimi dati acquisiti dallo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy della NASA (SOFIA) nelle lunghezze del medio infrarosso, risulta che la composizione superficiale di Cerere sia del tutto diversa da quella che ci si aspettava.
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Accordo ALTEC-Virgin Galactic Raggiunto per la Sperimentazione di Voli Suborbitali in Italia

Credit: Virgin Galactic
Credit: Virgin Galactic

Un passo da gigante è in arrivo per la situazione aerospaziale italiana. La società ALTEC S.p.A. (partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dalla Thales Alenia Space) e l’azienda aerospaziale americana VIRGIN GALACTIC LLC. hanno raggiunto un accordo per la sperimentazione di voli suborbitali da uno spazioporto italiano.
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Successo per i Primi Test in Orbita Degli Strumenti di ExoMars

Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Il Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha per la prima volta testato in orbita l’intero set di strumenti di cui è dotato, ottenend risultati che fanno presupporre un grande potenziale per le future osservazioni intorno al Pianeta Rosso.
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New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo

Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.
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Ritorno a Casa per Gli Astronauti della Expedition 49

L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls
L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls

Dopo una missione durata ben 115 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) – comandante della Soyuz MS-01, e gli ingegneri di volo Takuya Onishi (JAXA) e Kate Rubins (NASA) sono finalmente tornati a casa.
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Da Kepler e Swift un Raccolto di Stelle “Zucca” Pronto per Halloween

Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy
Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Per la festa di Halloween le missioni Kepler e Swift della NASA non sono rimaste di certo indietro nell’immortalare delle stranissime “zucche cosmiche”: queste stelle, frutto di una fusione tra stelle simili al Sole ed orbitanti in stretti sistemi binari, ruotano su sé stesse ad una velocità talmente elevata da essere diventate di forma ellittica, producendo una quantità di raggi X ad un tasso 100 volte superiore ai livelli visti nel Sole stesso.
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Missione ExoMars: Atterraggio Problematico per il Lander Schiaparelli

Lander Schiaparelli in discesa con il suo paracadute, il un'immagine d'artista. Credit: ESA/ATG medialab
Lander Schiaparelli in discesa con il suo paracadute, il un'immagine d'artista. Credit: ESA/ATG medialab

Finale parzialmente positivo – anche se con un po’ di amaro in bocca – per il lander Schiaparelli della missione ExoMars 2016 dell’ESA: dopo le prime positive notizie giunte nel corso delle fasi della discesa in superficie, il piccolo lander sembra essersi schiantato al suolo per un problema ai retrorazzi, spentisi dopo appena pochi secondi di accensione.
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Distacco Avvenuto con Successo tra Orbiter TGO e Lander Schiaparelli della Missione ExoMars

Illustrazione artistica della missione ExoMars. Credit: ESA
Illustrazione artistica della missione ExoMars. Credit: ESA

Alle 16:42 di ieri, 16 ottobre 2016, il Trace Gas Orbiter e lo Schiaparelli Mars Lander, i due progetti di punta della prima missione ExoMars di ESARoskosmos -la seconda prevede il lancio di un rover nel 2020- si sono definitivamente separati dopo un viaggio durato sette mesi nel quale sono stati percorsi ben 500 milioni di km, dando inizio ad una nuova fase della missione.
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