Hubble Osserva Gigantesce Bolle di Plasma Espulse da una Stella Morente

Questo grafico mostra il modello dell'espulsione di bolle di plasma da V Hydrae. Credits: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)
Questo grafico mostra il modello dell'espulsione di bolle di plasma da V Hydrae. Credits: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)

Caldissimi e giganteschi proiettili di gas, ciascuno con una massa addirittura doppia di quella del pianeta Marte, sono stati esplosi nei pressi di V Hydrae, una stella morente che si trova a 1200 anni luce dalla Terra.
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Settimana di Valutazioni di Nuove Tecnologie per Orion e Mars 2020

Illustrazione artistica del Mars Curiosity Landing: LVS sarà un sistema molto simile. Credits: NASA Image /JPL-Caltech
Illustrazione artistica del Mars Curiosity Landing: LVS sarà un sistema molto simile. Credits: NASA Image /JPL-Caltech

Sono state settimane ricche di prove per la NASA, che ha completato con successo una serie di test ai paracaduti del sistema Orion per voli con equipaggio a bordo e del sistema di visione del futuro rover programmato per l’esplorazione di Marte.
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Nuovi Studi in Arrivo per la Realizzazione di Futuri Orti su Marte

Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis
Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis

Nel lungo cammino che porterà gli esseri umani su Marte, una delle più grandi sfide da affrontare è quella di procurarsi il cibo sufficiente per un viaggio che come minimo – tra andata, permanenza e ritorno – dovrebbe durare circa due anni e mezzo.
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Gran Finale di Missione per Rosetta

Ultima immagine arrivata da Rosetta, poco prima della collisione, ad appena 51 metri dalla superficie. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Ultima immagine arrivata da Rosetta, poco prima della collisione, ad appena 51 metri dalla superficie. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Con l’accometaggio sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko è stata ufficialmente sancita la fine della missione Rosetta dell’ESA. Alle ore 11:18 UTC (13:18 ora italiana) è stata ricevuta la conferma che la sonda si è posata sulla superficie della cometa, dove continuerà il suo viaggio verso il Sistema Solare esterno.
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Super -Eddington 2016 – ULXs Protagoniste Della Terza e Quarta Giornata

 Nell'immagine è presentata - in una composizione di X, ottico ed infrarosso - la fusione tra le due galassie a spirale NGC 2207 e IC 2163, target ideale per parte di questi studi in quanto contengono una grande quantità di sorgenti ULX. Credit: banda X: NASA/CXC/SAO/S.Mineo et al, ottico: NASA/STScI, infrarosso: NASA/JPL-Caltech
Nell'immagine è presentata - in una composizione di X, ottico ed infrarosso - la fusione tra le due galassie a spirale NGC 2207 e IC 2163, target ideale per parte di questi studi in quanto contengono una grande quantità di sorgenti ULX.
Credit: banda X: NASA/CXC/SAO/S.Mineo et al, ottico: NASA/STScI, infrarosso: NASA/JPL-Caltech

Le ULXs (Ultra Luminous X-ray sources) compaiono per la prima volta nel corso della terza giornata di “Breaking The Limits: Super-Eddington accretion onto compact objects”.
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Super-Eddington 2016 – Seconda Giornata tra Buchi Neri e Quasar più Estremi

quasar

La seconda giornata del congresso “Breaking The Limits: Super-Eddington Accretion onto Compact Objects”, dedicata interamente ai nuclei galattici attivi (AGN) ed ai quasar, si è rivelata foriera di novità: non solo sono state presentate le osservazioni di target la cui analisi ha rivoluzionato la conoscenza di tali oggetti compatti, ma sono stati anche proposti nuovi modelli che potrebbero meglio descrivere i corpi ultra luminosi che ci troviamo ad affrontare.
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Super-Eddington 2016 – Prima Giornata tra Formazione di Buchi Neri e Proprietà degli AGN

Immagine artistica di un buco nero. Credit: Data Manager Online
Immagine artistica di un buco nero. Credit: Data Manager Online

Piena e ricca di contenuti: così si è contraddistinta la giornata di apertura per il congresso “Breaking the Limits: Super-Eddington Accretion onto Compact Objects” che si sta svolgendo in questo momento all’Hotel Arbatax Park Resort in Sardegna, e che ha visto lo sviluppo di due importanti temi nel campo degli oggetti compatti.
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Super Eddington 2016 - Uno Sguardo in Anteprima

Locandina ufficiale di "Breaking The Limits: Super-Eddington Accretion onto Compact Objects". Credit: INAF
Locandina ufficiale di "Breaking The Limits: Super-Eddington Accretion onto Compact Objects". Credit: OAC-INAF

Mancano poche ore all’inizio di “Breaking The Limits: Super-Eddington Accretion onto Compact Objects”, seminario che si svolgerà fino al 23 settembre ad Arbatax (Sardegna) e nel quale si tratterano temi caldi a riguardo dei dischi di accrescimento di buchi neri, stelle di neutroni, nuclei galattici attivi, con qualche spruzzata di cosmologia. Ed il tutto si aggira intorno al tema del limite di Eddington e della sua violazione.
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Incontro Tra Tecnologie Spaziali e Biomediche per la Ricerca sui Tumori

NGC 3718, NGC 3729 ed altre galassie, analizzate con le medesime tecnologie per il riconoscimento di similitudini astronomiche, ora utilizzate anche per lo studio di immagini tumorali. Credit: Catalina Sky Survey, U of Arizona, and Catalina Realtime Transient Survey, Caltech
NGC 3718, NGC 3729 ed altre galassie, analizzate con le medesime tecnologie per il riconoscimento di similitudini astronomiche, ora utilizzate anche per lo studio di immagini tumorali. Credit: Catalina Sky Survey, U of Arizona, and Catalina Realtime Transient Survey, Caltech

A prima vista, gli studi che hanno come obiettivo oggetti astronomici e la cura di malattie sembrerebbero agire su campi lontanissimi l’uno dall’altro. E invece, soprattutto negli ultimi anni, pare proprio che le tecnologie sviluppate in campo astronomico e spaziale stiano dando una grandissima mano allo sviluppo del campo biomedico su diversi fronti.
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