24 maggio 2013

Illustrazione artistica di una magnetar e la vista del campo osservato da Chandra (a sinistra). Credit: NASA/CXC/Harvard
L'universo è pieno di cose strane ed incredibili, ma un posto speciale è sicuramente occupato dalle magnetar! Si tratta del nucleo densissimo che rimane dopo la morte di alcune stelle molto molto massicce! Ma c'è di più: queste densissime palle a neutroni eruttano sporadicamente rilasciando intensissimi lampi di radiazione ad altissima energia! Sappiamo pochissimo ancora di loro, e questa nuova osservazione fatta dal Chandra X-Ray Observatory, della NASA, ha permesso di scoprire alcune nuove cose che dimostrano come questi oggetti siano diversi da come ce li siamo fino ad ora immaginati.
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19 maggio 2013

Vernice in movimento, della serie fotografica Black Hole. Credit: Fabian Oefner
In una nuova serie di fotografie, battezzata "Black Hole", l'artista Fabian Oefner, ha trovato un modo originalissimo e spettacolare di modellare la pittura usando la forza centripeta insieme alla fotografia ad altissima velocità . Fabian ha creato le foto grazie all'uso di vari colori di vernice acrilica, distesa su un cilindro metallico, che poi è stato fatto connettere ad una trivella e fatto ruotare. Il movimento rapido ha iniziato a muovere la vernice intorno, creando delle strutture stupende! Ma fisicamente, cosa succede?
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17 maggio 2013

Dopo aver visto, nel primo video, come potremmo riempire l'universo di gattini, eccoci alla seconda puntata, per parlare di astrofisica ed in particolare di buchi neri. Cosa sono questi oggetti? come si comporta la matteria nelle loro vicinanze, e cosa c'è dentro? Parleremmo di tutto questo partendo dall'esempio di un gattino lanciato verso quest'intrepida avventura.
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6 maggio 2013

Illustrazione della regione intorno ad un buco nero nel momento della sua nascita
Se da una parte le stelle più massicce dell'universo sono incredibilmente potenti e dominano l'ambiente intorno a loro, il loro destino è segnato già dalla nascita. Quando esauriscono, molto rapidamente, tutto il loro carburante, collassano sotto la propria gravità fino a creare un buco nero, dalla cui gravità neanche la luce riesce a sfuggire. Secondo una nuova analisi da parte di un astrofisico del Caltech, poco prima che nasca il buco nero, la stella morente potrebbe generare un distintivo flash di luce che può permettere agli astronomi di testimoniare in diretta la nascita di un nuovo buco nero per la prima volta!
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17 aprile 2013

Immagine della GRB 111209A, esplosa il 9 Dicembre 2011. Il lampo ha prodotto emissioni ad alta energia per una durata straordinaria di ben 7 ore, diventando l'evento più lungo della storia. L'immagine qui sopra mostra i raggi-X catturati dell'evento, dal satellite Swift. Credit: NASA/Swift/B. Gendre (ASDC/INAF-OAR/ARTEMIS)
Ieri si è tenuto a Nashville, negli USA, il Simposio Internazionale sulle GRB (Esplosioni di Raggi Gamma), in cui gli scienziati si sono radunati per parlare delle ultime grandi novità del campo, e che novità che ci sono quest'anno!! Ma andiamo per ordine: Le GRB sono le esplosioni più intense, luminose e misteriose dell'universo. Questi lampi emettono raggi gamma, che sono la forma più energetica di luce, ma anche tanti raggi-X e producono misteriosi aloni che possono essere osservati per molto tempo in raggi ottici e radio. Telescopi spaziali come Swift e Fermi riescono a rilevare in media un lampo GRB ogni giorno. "Abbiamo visto migliaia di lampi di raggi gamma nell'arco degli ultimi quattro decenni, ma soltanto adesso iniziamo ad avere un quadro di quanto sono estremi questi eventi straordinari" spiega Bruce Gendre, ricercatore associato con il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica, in Francia, che ha guidato lo studio durante la sua permanenza presso il Centro di Dati Scientifici dell'Agenzia Spaziale Italiana, a Frascati. C'è un modo di dire negli astronomi che studiano questi eventi: "Quando hai visto un GRB, li hai visti... beh, ne hai visto uno solo di GRB. Non sono affatto tutti uguali tra di loro." spiega Andrew Levan, riferendosi anche ai nuovi eccezionali lampi che durano molto più tempo di quanto previsto da qualsiasi modello teorico attualmente disponibile.
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3 aprile 2013

Illustrazione di come il buco nero divora gli strati più esterni del pianeta (o nana bruna). Credit: ESA
Chi di voi ha visto Star Wars, si ricorderà un particolare momento in cui la navicella Millenium Falcon scappa appena per pochissimo dalle prese di un "exogorth" che si nascondeva all'interno del gigantesco cratere di un asteroide. Beh, un gigantesco pianeta vagante per lo spazio ha avuto un simile mostruoso incontro, ma è stata molto meno fortunata. L'incontro è con un buco nero, che gli astronomi sono riusciti ad osservare nella galassia NGC 4845, a 47 milioni di anni luce da noi, grazie alle osservazioni della sonda Integral, e successive osservazioni con l'XMM-Newton dell'ESA, ma anche il telescopio spaziale Swift della NASA ed il telescopio a raggi-X MAXI, dell'agenzia spaziale Giapponese, JAXA, montato sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Queste osservazioni erano completamente inaspettate e provenivano da una galassia che è stata molto silenziosa per almeno 20-30 anni" ha spiegato Marek Nikolajuk dell'Università di Bialystok, Polonia, autore principale della pubblicazione in Astronomy & Astrophysics.
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5 marzo 2013

Illustrazione artistica di un gigantesco buco nero con una massa che va da milioni a miliardi di volte quella del nostro Sole, circondato da nubi di gas incandescente in rapida rotazione verso l'interno e con uno spettacolare getto relativistico di particelle. Simili mostri si trovano spesso al centro delle più grandi galassie. Credit: NASA/JPL/Caltech
Due dei più osservatori spaziali a raggi-X, NuSTAR della NASA ed XMM-Newton della ESA, hanno unito le forze per misurare con precisione per la prima volta la rotazione di un buco nero massiccio due milioni di volte il nostro Sole. Questo buco nero supermassiccio si trova al cuore della galassia NGC 1365, e sta ruotando sorprendentemente veloce, fino al limite di quello che la Teoria della Relatività di Einstein lo permette. Le nuove scoperte, che sono state pubblicate nel giornale Nature, hanno permesso di risolvere un dibattito lunghissimo su simili misurazioni tentate su altri buchi neri e ora permetteranno di avere una comprensione molto migliore di come i buchi neri e le galassie in cui si formano, si evolvono.
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17 dicembre 2012

Mosaico della galassia NGC 3627 vista da vari telescopi. In giallo ci sono i dati ottici ottenuti dal VLT, in blu i raggi-X visti da Chandra (con i buchi neri nel riquadro in alto). Infine in rosso ci sono i dati infrarossi ottenuti da Spitzer. Credit: NASA
La galassia a spirale NGC 3627 si trova a circa 30 milioni di anni luce dalla Terra. Quest'immagine composita include dati da svariati telescopi (Chandra, Spitzer e VLT) e insieme hanno permesso di ottenere un quadro complessivo più dettagliato dei meandri di questa galassia. L'indagine era mirata al trovare la sorgente dei raggi-X che provengono dal centro della galassia. I raggi-X sono probabilmente causati dal materiale che viene riscaldato fino a milioni di kelvin mentre cade verso il buco nero supermassiccio al centro.
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13 dicembre 2012

Immagine della galassia Andromeda. Credit: T. Rector/B. Wolpa/NOAO/AURA/NSF
Per la prima volta, un gruppo di astronomi è riuscito a scoprire un micro-quasar, cioè un buco nero che divora materiale da una stella compagnia, in una galassia fuori dalla nostra Via Lattea. L'oggetto, che rilascia enormi quantità di raggi-X ed eruzioni di onde radio, è stato scoperto nella vicina Galassia Andromeda, a 2.5 milioni di anni luce dalla Terra. La scoperta apre la porta agli astronomi alla possibilità di trovare e studiare tanti altri simili casi in galassie diverse, permettendo così di gettare nuova luce su questi enigmatici oggetti cosmici estremi, per capire come davvero funzionano.
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6 dicembre 2012

Vista della giovane ed insolita galassia J224024.1−092748, che rappresenta una nuova classe di galassie che brillano sotto l'intensa radiazione della regione intorno al buco nero centrale. Credit: CFHT/ESO/M. Schirmer
Una nuova classe di galassie è stata identificata per mezzo di osservazioni del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, del telescopio Gemini Sud e del CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope). Soprannominate galassie "green bean" (galassie "fagiolino") a causa del loro aspetto insolito, risplendono della luce intensa emessa dalle zone circostanti il buco nero centrale supermassiccio e sono tra gli oggetti più rari dell'Universo.
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