10 maggio 2013

Immagine della grande galassia a spirale barrata, M77, ripresa qui dal Hubble e rimontata da André van der Hoeven. Credit: NASA/ESA/André van der Hoeven
Rivoluta verso di noi, la grande galassia a spirale barrata M77, si trova ad appena 47 milioni di anni luce da noi, nella Costellazione della Balena. Somiglia molto, per struttura e grandezza, alla nostra di galassia, ma con alcune grandi differenze. Una sopratutto: il suo nucleo è incredibilmente attivo. La galassia, detta appunto con AGN (Active Galactic Nucleus), ha al suo nucleo un gigantesco buco nero supermassiccio che divora enormi quantità di materia, riscaldando il gas e plasma fino a milioni di gradi celsius, tanto da illuminarsi in raggi-X più di tutta la galassia insieme. Qui non notate la gigantesca attività del nucleo perché l'immagine è in luce ottica e basta, ed il nucleo è coperto da polvere e stelle. Ma notate sotto:
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4 febbraio 2013

Galassia 2MASX J09442693+0429569, vista dagli occhi di Hubble. Credit: NASA/ESA/Hubble
Più lontano si riesce a guardare, più indietro nel tempo si vede. Gli astronomi usano questo principio per studiare l'evoluzione dell'Universo guardando alle strutture presenti intorno a noi e quelle molto distanti, comparando le loro caratteristiche. Hubble è particolarmente adatto a questo tipo di ricerche per via dell'altissima risoluzione delle sue immagini, garantita anche dalla posizione esterna all'atmosfera terrestre. Questo ha permesso di scoprire diversi tra gli oggetti più lontani e misteriosi mai visti dall'uomo! Comparando le galassie nel passato distante con quelle intorno a noi, gli astronomi hanno notato che le attuali galassie sono molto calme rispetto alle galassie più lontane ed antiche. Le attuali, anche se non è il caso della Via Lattea, sono spesso grandi galassie ellittiche che si spengono lentamente, per via della sempre più rara formazione di nuove stelle. In queste zone dell'universo, le stelle invecchiano lentamente e la galassia acquisisce un tipico colore più rosso. Queste galassie, per gli astronomi, sono "rosse e morte".
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21 gennaio 2013

Immagine della galassia NGC 6872, vista dal VLT dell'ESO e dal telescopio GALEX della NASA, in UV. La parte più blu è per i dati UV. Credit: NASA/JPL/Caltech/ESO
La spettacolare galassia a spirale barrata, NGC 6872, era da anni considerata una delle più grandi raccolte di stelle nell'universo conosciuto, ma ora, un nuovo team internazionale di astronomi l'ha rianalizzata in grande dettaglio e l'ha incoronata la più grande spirale mai osservata! I dati che hanno permesso questo provengono dalla missione GALEX (Galaxy Evolution Explorer), un telescopio spaziale ad ultravioletti, della NASA, ma in gestione da parte del Caltech.
Da punta a punta, questa gigantesca spirale si estende per qualcosa come 522.000 anni luce! Per dare un senso della grandezza, si tratta di una galassia almeno 5 volte più grande della nostra Via Lattea, che è già di suo una galassia molto grande!
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30 novembre 2012

Immagine della Galassia Lenticolare NGC 1277, vista dal Hubble Space Telescope. Credit: NASA/ESA/Andrew C. Fabian
Per quello che ne sappiamo di galassie, al centro di quasi tutte c'è una regione centrale che contiene un buco nero supermassiccio: un buco nero con una massa che va da centinaia di migliaia a miliardi di volte quella del Sole! I studi più dettagliati mai fatti riguardo a simili mostri riguardano quella al centro della Via Lattea, che ha una massa di circa 4 milioni di Soli. La cosa interessante nel cercare e misurare i buchi neri supermassicci al centro di altre galassie è capire se c'è qualche correlazione tra la loro evoluzione e struttura e la dimensione dei buchi neri che possiedono. Ed infatti negli anni è emerso un trend molto intrigante: sembra esserci una relazione diretta tra la massa del buco nero e quella delle stelle presenti nella galassia. Ora, tipicamente la massa del buco nero rappresenta solo una piccola frazione della massa totale della galassia. Ma una nuova ricerca guidata dall'astronomo olandese Remco van den Bosch (MPIA), ha portato alla scoperta di un buco nero così massiccio che potrebbe rompere questa relazione e mettere in crisi tutti i nostri modelli circa l'evoluzione dei buchi neri e delle galassie! Questo buco nero non è solo molto massiccio, è davvero esageratamente grande! Forse il più gigante mai osservato!
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22 ottobre 2012

Immagine della Galassia a Girandola M101 ottenuta dal telescopio Hubble. Credit: NASA/ESA/Hubble
Quando si pensa ad una galassia, tutti immaginano una bellissima spirale blu, bianca e rossa sospesa nel buio del cosmo. A lungo gli astronomi hanno ritenuto che questa struttura elegante fosse stabile e raggiunta dalle galassie già da ben 8 miliardi di anni. Un nuovo studio però, effettuato su centinaia di diverse galassie sparse nel tempo, mostrano che la storia vera è ben più complessa e anche galassie a spirale grandi come Andromeda o la Via Lattea, hanno continuato ad evolversi nel tempo e si evolvono anche oggi!
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22 ottobre 2012

Immagine della galassia ad anello polare NGC 660, vista dal Gemini North. Credit: Gemini Observatory/AURA/Travis Rector
In questa nuova immagine, gli astronomi del Gemini Observatory sono riusciti a catturare una galassia rarissima che dietro la sua conformazione nasconde la storia di una drammatica interazione tra due galassie molto più antiche, che continua ad oggi e ha prodotto il gigantesco anello polare che circonda la NGC 660.
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26 giugno 2012

Immagini ottiche della galassia Arp 220. A sinistra: immagine del Hubble Space Telescope, a destra: immagine del Subaru Telescope, con la camera Suprime-Cam. Credit: Ehime University/NAOJ
Un team di astronomi guidato dal Professor Yoshiaki Taniguchi (Ehime University), ha concluso uno studio da cui emerge che la galassia infrarossa ultraluminosa (ULIRG) Arp 220, si è sviluppata dopo una grande collisione di 4 o più galassie diverse. I nuovi dati ottenuti grazie al Telescopio Subaru e grazie alle analisi spettroscopiche ottiche effettuate con il W. M. Keck Observatory, hanno rivelato la presenza di due code di marea che hanno facilitato molto l'analisi della storia dell'evoluzione della galassia Arp 220. Dato che si tratta una galassia archetipica o rappresentativa delle galassie ULIRG (infrarosse ultraluminose), le scoperte del team sono ancor più importanti perché faciliteranno la comprensione di questo tipo di galassie in generale.
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23 maggio 2012

Illustrazione artistica di un centro galattico attivo (AGN). Il buco nero supermassiccio al centro è circondato da un anello di materia super-riscaldata, ed emana getti di particelle cariche a velocità altissime, mentre divora parte della materia. Credit: ESA/NASA/AVO Project/Paolo Padovani
Nessuno aveva dubbi che i buchi neri supermassicci fossero incredibilmente potenti, ma si riteneva che questa loro straordinaria forza si facesse sentire prevalentemente a livello locale, al centro delle proprie galassie. Ora però, secondo un nuovo studio, questi mostri riescono ad influenzare persino la struttura stessa dell'universo!! Una collaborazione di scienziati del Heidelberg Institute for Theoretical Studies (HITS), insieme a scienziati dall'USA e Canada, hanno scoperto che il gas diffuso nell'universo, tra le galassie, può assorbire i raggi gamma rilasciati dai buchi neri più potenti, riscaldandosi anche molto. Questo sorprendente risultato cambia non poche cose e ha grandi implicazioni per i modelli sulla formazione delle strutture su larga scala nell'universo. I nuovi risultati sono stati pubblicati nel "Astrophysical Journal" e nel "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society".
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11 maggio 2012

Illustrazione artistica basata sull'immagine di Hubble della galassia Arp 220, con getti attivi causati dal buco nero supermassiccio al centro, che sta divorando grandi quantità di materiale. Credit: NASA/JPL-Caltech
L'osservatorio spaziale Herschel ha mostrato che le galassie con al centro i buchi neri più potenti ed attivi producono anche molte meno stelle rispetto alle galassie con buchi nero meno attivi. I risultati sono i primi a dimostrare che i buchi neri hanno soppresso molta della formazione stellare galattica quando l'universo aveva metà della sua attuale età . "Vogliamo sapere come la formazione stellare e l'attività dei buchi neri sono collegate" ha spiegato Matthew Page della University College London, presso il Mullard Space Science Laboratory. Page è stato l'autore principale di questa nuova ricerca, da poco pubblicata sul giornale Nature. "I due processi aumentano insieme fino ad un certo punto, ma i buchi neri più energetici sembrano spegnere la formazione stellare."
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30 aprile 2012

Immagine ad infrarossi della galassia Sombrero, ottenuta dal telescopio spaziale Spitzer. L'immagine mostra la luce delle stelle tra 3.5 e 4.6 micron, ed è colorata in blu-verde, mentre la polvere, rilevata intorno a 8.0 micron di lunghezza d'onda, è mostrata in rosso. Quest'immagine ha permesso agli astronomi di ottenere un campione dell'intera popolazione delle stelle nella galassia, comprendendo meglio la sua struttura. Credit: NASA/JPL-Caltech
Alcune galassie sono rotonde, mentre altre sono dei dischi piatti a spirale, come la nostra Via Lattea, ma nuove osservazioni infrarosse dello Spitzer Space Telescope, mostrano che la Galassia Sombrero è entrambe le cose. La galassia, che è una galassia ellittica rotonda, ha al suo interno un sottile disco di polvere. Ha la particolarità di possedere caratteristiche di entrambi i tipi di galassie. La scoperta porterà ad una migliore comprensione dell'evoluzione delle galassie, un topic ancora avvolto in mille misteri.
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