6 maggio 2013

Illustrazione della regione intorno ad un buco nero nel momento della sua nascita
Se da una parte le stelle più massicce dell'universo sono incredibilmente potenti e dominano l'ambiente intorno a loro, il loro destino è segnato già dalla nascita. Quando esauriscono, molto rapidamente, tutto il loro carburante, collassano sotto la propria gravità fino a creare un buco nero, dalla cui gravità neanche la luce riesce a sfuggire. Secondo una nuova analisi da parte di un astrofisico del Caltech, poco prima che nasca il buco nero, la stella morente potrebbe generare un distintivo flash di luce che può permettere agli astronomi di testimoniare in diretta la nascita di un nuovo buco nero per la prima volta!
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30 aprile 2013

Questa enorme regione, che fa da fornace di stelle, si trova a 6.200 anni luce dalla Terra, ed è chiamata W3. Qui è vista dagli occhi infrarossi dell'osservatorio spaziale Herschel. Credit: ESA/PACS & SPIRE consortia, A. Rivera-Ingraham & P.G. Martin, Univ. Toronto, HOBYS Key Programme (F. Motte
Come già previsto, purtroppo, l'osservatorio spaziale Herschel, della ESA, ha finito la riserva di elio liquido, usato per tenere al freddo i suoi strumenti, ponendo fine così ad una missione di tre anni, che ha l'hanno visto come pioniere di grandissime scoperte riguardo al lato più freddo dell'Universo. La missione è iniziata con oltre 2.300 litri di elio liquido, il 14 Maggio 2009, che serviva per tenere gli strumenti vicini ad una temperatura di quasi zero assoluto, in modo da permettere alle camere infrarosse del telescopio di rilevare il calore del lontano universo e non il suo proprio. Per riuscire a farlo serviva appunto estremamente freddo.
La conferma della fine della missione è arrivata ieri pomeriggio quando il team ha improvvisamente visto un aumento di temperature in tutti gli strumenti dell'osservatorio.
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24 aprile 2013

WISE scopre una galassia che produce così tante stelle che forse ha raggiunto il limite teorico possibile per una galassia. Qui è vista dai rilevatori infrarossi di WISE e nell'inserto da Hubble. Credit: NASA/JPL-Caltech/STcl/IRAM
Gli astronomi hanno scoperto la più "sempre verde" delle galassie! Una che converte gas e polvere in stelle con un efficienza vicina al 100%! Le scoperte si basano sulle osservazioni complementari fatte da tre diversi osservatori: Il telescopio spaziale infrarosso WISE, il telescopio spaziale ottico/vicino infrarosso Hubble, e l'interferometro IRAM, nelle Alpi Francesi. "Questa galassia è incredibilmente efficiente." ha spiegato Jim Geach, della McGill University, Canada, autore principale della ricerca. "Sta convertendo il suo gas in nuovo stelle quasi al limite della quantità e velocità teoreticamente possibile."
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19 aprile 2013

Immagine della Nebulosa a Testa di Cavallo, vista dalla camera WFC3 di Hubble, nel vicino infrarosso. Sono state fatte svariate immagini a diverse lunghezze d'onda per ricreare questo mosaico completo ad altissima risoluzione. Credit: Hubble Heritage Team/NASA
Non c'è dubbio che tra tutte le nebulose viste e fotografate negli anni da Hubble, la Nebulosa Testa di Cavallo, parte della grande Nube Molecolare di Orione, sia tra le più iconiche e ben ricordate dal pubblico. Per festeggiare il 23 esimo compleanno dal lancio dell'osservatorio spaziale sullo Shuttle Discovery (il 24 Aprile 1990), un team di scienziati che lavora al Hubble Heritage Program) ha scattato una nuova immagine di questa nebulosa, riprendendola alla risoluzione maggiore mai ottenuta, grazie anche alla potenza della nuova camera istallata durante le ultime riparazioni e la sua alta sensibilità nel vicino infrarosso.
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17 aprile 2013

Immagine della GRB 111209A, esplosa il 9 Dicembre 2011. Il lampo ha prodotto emissioni ad alta energia per una durata straordinaria di ben 7 ore, diventando l'evento più lungo della storia. L'immagine qui sopra mostra i raggi-X catturati dell'evento, dal satellite Swift. Credit: NASA/Swift/B. Gendre (ASDC/INAF-OAR/ARTEMIS)
Ieri si è tenuto a Nashville, negli USA, il Simposio Internazionale sulle GRB (Esplosioni di Raggi Gamma), in cui gli scienziati si sono radunati per parlare delle ultime grandi novità del campo, e che novità che ci sono quest'anno!! Ma andiamo per ordine: Le GRB sono le esplosioni più intense, luminose e misteriose dell'universo. Questi lampi emettono raggi gamma, che sono la forma più energetica di luce, ma anche tanti raggi-X e producono misteriosi aloni che possono essere osservati per molto tempo in raggi ottici e radio. Telescopi spaziali come Swift e Fermi riescono a rilevare in media un lampo GRB ogni giorno. "Abbiamo visto migliaia di lampi di raggi gamma nell'arco degli ultimi quattro decenni, ma soltanto adesso iniziamo ad avere un quadro di quanto sono estremi questi eventi straordinari" spiega Bruce Gendre, ricercatore associato con il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica, in Francia, che ha guidato lo studio durante la sua permanenza presso il Centro di Dati Scientifici dell'Agenzia Spaziale Italiana, a Frascati. C'è un modo di dire negli astronomi che studiano questi eventi: "Quando hai visto un GRB, li hai visti... beh, ne hai visto uno solo di GRB. Non sono affatto tutti uguali tra di loro." spiega Andrew Levan, riferendosi anche ai nuovi eccezionali lampi che durano molto più tempo di quanto previsto da qualsiasi modello teorico attualmente disponibile.
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3 aprile 2013

Immagine radio del resto di supernova SN 1987A, prodotta con le osservazioni fatte dal ATCA (Australia Telescope Compact Array). Credit: ICRAR
Il 23 febbraio 1987, è esplosa la più brillante e luminosa supernova extra-galattica mai registrata nella storia! Adesso, 26 anni dopo, gli astronomi sono riusciti nell'impresa di ottenere delle immagini radio ad altissima risoluzione degli strati esterni della nebulosa formata, che si espande rapidamente ed è visibile a specifiche lunghezze d'onda millimetriche. Usando il gigantesco ATCA (Australia Telescope Compact Array), gli astronomi hanno ottenuto nuovi dati sull'evoluzione di differenti regioni di questo resto di supernova.
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28 marzo 2013

Questa immagine dal WFI (Wide Field Imager) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO all'Osservatorio di La Silla dell'ESO in Cile mostra il luminoso ammasso stellare aperto NGC 2547. Tra le stelle brillanti, lontano sullo sfondo dell'immagine, si vedono molte galassie remote, alcune con una chiara forma a spirale. Crediti: ESO
Questa graziosa spolverata di stelle blu brillanti è l'ammasso NGC 2547, un gruppo di stelle di recente formazione nella costellazione australe della Vela. L'immagine è stata ottenuta dal WFI (Wide Field Imager) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO all'Osservatorio di La Silla in Cile.
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21 marzo 2013

Questa immagine del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO all'Osservatorio del Paranal in Cile mostra NGC 1637, una galassia a spirale a circa 35 milioni di anni luce da noi nella costellazione di Eridano. Nel 1999 è stata scoperta in questa galassia una supernova di tipo II e il suo lento spegnersi è stato seguito negli anni. È indicata la posizione della supernova. Crediti: ESO
A circa 35 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione di Eridano, si trova la galassia a spirale NGC 1637. Nel 1999 l'aspetto sereno di questa galassia è stato turbato dalla comparsa di una supernova molto brillante. Gli astronomi che studiano le conseguenze di questa esplosione con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO all'Osservatorio del Paranal in Cile ci hanno fornito un veduta stupenda di questa galassia relativamente vicina.
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16 marzo 2013

Questo montaggio combina, per cinque galassie distanti, dati di ALMA con immagini del Telescopio Spaziale Hubble della NASA/ESA. Le immagini di ALMA, in rosso, mostrano le galassie lontane, di sfondo, distorte dall'effetto di lente gravitazionale prodotto dalle galassie in primo piano, rappresentate in blu nei dati di Hubble. Le galassie di fondo appaiono deformate in anelli di luce noti come anelli di Einstein, che circondano la galassia in primo piano. Crediti: ALMA (ESO/NRAO/NAOJ), J. Vieira et al.
Alcune osservazioni effettuate con ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) mostrano che il picco della nascita di stelle nel cosmo avvenne molto prima di quanto si pensasse. I risultati sono pubblicati in una serie di articoli sulle riviste Nature e Astrophysical Journal il 14 marzo 2013. Questa ricerca rappresenta l'esempio più recente delle scoperte provenienti dall'osservatorio internazionale ALMA, che oggi viene inaugurato.
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15 febbraio 2013

Questa immagine mostra la struttura intricata che fare parte della Nebulosa Gabbiano, nota formalmente come IC 2177. Questi filamenti di gas e polvere sono noti come Sharpless 2-296 (ufficialmente Sh 2-296) e formano parte delle "ali" del gabbiano celeste. Questa regione di cielo è un affascinante mescolanza di oggetti astronomici interssanti - un misto di nubi scure e nubi che risplendono di luce rossastra, intessute tra stelle brillanti. Questa nuova visione è stata catturata dal WFI (Wide Field Imager) installato sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO all'Osservatorio di La Silla dell'ESO in Cile. Crediti: ESO
Questa nuova immagine dell'ESO mostra parte di una nube di polvere e gas incandescente, nota come Nebulosa Gabbiano. Queste filiformi nubi rossastre corrispondono alle "ali" del gabbiano celeste e l'immagine rivela una mescolanza interessante di nubi scure e di nubi illuminate di rosso, intessute tra stelle brillanti. Questa nuova visione è stata ottenuta dal WFI (Wide Field Imager) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO all'Osservatorio di La Silla dell'ESO in Cile.
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Categorie: Chimica e Astro-Chimica, European Southern Observatory(ESO), Nascita ed Evoluzione Stellare, Nebulose | Commenta per primo »