Rosetta: L'acqua sulla Terra potrebbe non provenire dalle Comete!

Rosetta risultati acqua
Uno dei motivi per cui la missione Rosetta è sempre stata così eccitante perché sapevamo che avrebbe avuto il potenziale per sconvolgere la nostra comprensione delle comete e del loro ruolo nella storia della formazione dei pianeti (in particolare la Terra). Infatti, come previsto, i risultati sono incredibili e i primi esiti delle analisi dello strumento ROSINA lo attestano: abbiamo scoperto che l'acqua della cometa ha caratteristiche molto diverse da quella presente sulla Terra nei nostri oceani e laghi. Allora forse non sono state le comete a portare buona parte dell'acqua sul nostro pianeta, come si pensava! Questi risultati portano anche ad ulteriori domande sull'origine delle comete, la loro distribuzione e diversità, e ovviamente sull'origine dell'acqua sulla Terra.
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Esocomete: Censimento delle Comete intorno ad un'altra stella

Illustrazione artistica delle esocomete intorno alla stella Beta Pictoris. Credit: ESO
Illustrazione artistica delle esocomete intorno alla stella Beta Pictoris. Credit: ESO

Lo strumento HARPS dell'Osservatorio La Silla, in Cile, ha prodotto il più completo censimento mai ottenuto delle comete presenti intorno ad un'altra stella! Si tratta di Beta Pictoris, una stella a 63 anni luce da noi, con un'età di appena 20 milioni di anni. La giovane stella è ancora circondata da grandi dischi di detriti, proprio come lo era il nostro Sistema Solare all'origine. Le comete, i resti di quell'epoca, sono testimoni degli stessi processi che hanno vissuto le comete del nostro Sistema, ma intorno ad un'altra stella. Flavien Kiefer (IAP/CNRS/UPMC) ha guidato la squadra di astronomi francesi che ha effettuato le nuove osservazioni ed il censimento. "Beta Pictoris è un obbiettivo molto eccitante! Le dettagliate osservazioni delle sue esocomete ci danno nuovi indizi riguardo ai processi che avvengono nei giovani sistemi planetari."
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Dettagli Senza Precedenti Sulla Nascita di Stelle e Pianeti

Impressione artistica di un disco protoplanetario che sta lasciando pian piano il posto ai pianeti che si stanno formando. Credit: NASA
Per la prima volta, gli astronomi sono riusciti ad osservare sistemi solari nella loro creazione con un incredibile dettaglio. Il lavoro del team di astronomi capitanato da Joshua Eisner e le loro scoperte, sono pubblicate sul giornale peer review "Astrophysical Journal", e forniscono una miglior conoscenza del modo in cui il gas di idrogeno del disco protoplanetario viene incorporato nella stella. Accoppiando entrambi i telescopi Keck in cima al Mauna Kea nelle Hawaii con strumenti specifici chiamati ASTRA(ASTrometric and phase-Referenced Astronomy), Eisner insieme ai suoi colleghi sono stati in grado di guardare profondamente dentro a dischi protoplanetari(nubi di gas e polvere che ruotanti che nutrono la stella crescente al suo centro,oltre che poi eventualmente portare alla formazione di pianeti e asteroidi che popolano il sistema solare).
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Terra e Luna si sono formate più tardi del pensato

la Terra vista dalla missione Apollo 8 intorno alla Luna

Secondo la teoria attualmente più accreditata, la Terra e la Luna si sono venute a formare in seguito ad una gigantesca collisione tra due pianeti delle dimensioni di Venere e Marte. Fino ad ora si pensava che questo fosse successo quando il Sistema Solare aveva soltanto 30 milioni di anni, quindi circa 4.537 milioni di anni fa. Ma alcune nuove ricerche del Istituto Niels Bohr, mostrano che la Terra e la Luna si devono essere formate ben più tardi, forse addirittura 150 milioni di anni dopo la formazione del sistema solare.
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9 Nuovi Esopianeti Scoperti Sconvolgono La Teoria Planetaria


La scoperta di 9 nuovi esopianeti è stata annunciata al Royal Astronomical Society(RAS) meeting nazionale annuale sull'astronomia. Quando questi nuovi risultati sono stati congiunti ad altre precedenti osservazioni di esopianeti transitori, gli astronomi sono stati sorpresi di scoprire che 6 di un gruppo di 27 esopianeti avevano orbite retrograde, che quindi orbitavano in senso contrario a quello della loro stella, l'esatto opposto di quello che vediamo nel Sistema Solare.
Questa è una vera bomba che stiamo facendo cadere nel campo dello studio dei esopianeti." ha dichiarato Amaury Triaud studente dottorando al Osservatorio di Geneva, che insieme ad Andrew Cameron e Didier Queloz guidano una buona parte della campagna di osservazione.
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Alla ricerca del vero Pianeta X

Una ipotetica nana bruna o gigante gassoso compagno lontano del Sole. Credit: NASA
Una delle cose che dobbiamo imparare sulle stelle di Alpha Centauri è se Proxima Centauri è legata gravitazionalmente a Centauri A e B. Molto dipende da questa risposta,perché se Proxima è soltanto di passaggio allora qualsiasi effetto possa avere riguardo alla nube di comete che circonda il sistema Alpha Centauri(l'equivalente della nostra nube di Oort) è soltanto un evento una tantum passeggero. D'altro canto,se Proxima è una parte stabile del sistema, allora potrebbe mandare comete verso i sistemi planetari interni con cadenze regolari. Proxima potrebbe fare,in altre parole, la differenza tra mondi rocciosi asciutti, e pianeti con acqua abbondante, con tutte le implicazioni riguardo allo sviluppo della vita che ne derivano.
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Indizi sulla Formazione del Sistema Solare da Stardust

immagine secondaria al microscopio elettronico del frammento di polvere Coki proveniente dalla cometa Wild 2

Uno dei risultati più sorprendenti della missione Stardust (che ha riportato sulla Terra, campioni di polvere proveniente da una cometa, nel 2006)è che le comete non sono composte soltanto da particele di ghiaccio provenienti dalle regioni esterne del sistema solare,come si pensava comunemente, ma includono anche particelle di polvere calda e fuligginosa delle regioni interne,vicine al Sole. Un nuovo studio conferma queste ipotesi,e mostra anche le prime informazioni cronologiche della comete Wild 2. La nuova scoperta dipinge un quadro estremamente caotico del primo sistema solare.

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Osservata Polvere da Collisione tra Esopianeti


Settimana scorsa , durante il 215-esimo convegno della American Astronomical Society , dei astronomi del università UCLA , hanno annunciato un eccitante scoperta nel campo dei esopianeti.
Si tratta di un disco di polvere calda, osservata intorno alla stella HD 131488, stella molto simile al nostro Sole. La polvere è evidenza di una collisione tra corpi planetari orbitanti la stella. Il mistero sta nel fatto che la polvere, non è di alcun tipo che abbiamo finora conosciuto. Di solito in altri sistemi osservati , e in generale anche nel nostro sistema solare , e sulla Terra , la polvere è principalmente di varietà conosciute come i silicati , olivina , o pirosseno , ma questa polvere non rientra in alcuna categoria conosciuta .
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Formazione planetaria osservata intorno a Stelle Massicce

artist concept pianeta intorno stella massiccia
Un team di astronomi della Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ( CfA ) e la National Optical Astronomy Observatory ( NOAO ), ha esaminato una regione di gas e polvere intrigante per la sua intensa formazione stellare, chiamata W5, a circa 6.500 anni luce, nella costellazione di Cassiopea. Per lo studio è stato usato il telescopio spaziale Spitzer della NASA ,insieme al terrestre 2MASS (2 micron All-Sky Survey) per cercare segni di dischi di polvere proto planetaria. Lo studio andava alla caccia dei primi segni di formazione planetaria intorno a 500 stelle massicce del tipo spettrale A e B , che di solito variano tra 2 e 15 volte la dimensione del Sole.
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