Nuovo studio sull'origine della crosta di Venere

Queste immagini mostrano prima un panorama a colori ottenuto dalla sonda Venera 14 mentre in basso c'è un paragone tra la superficie vista dalla missione Venera 13 dove atterrò e quella vista in un'altro posto dalla Venera 14. Credit: Roscosmos/Don P. Mitchell/Donald Davis
Venere e la Terra sono state sempre considerate sorelle. Data la simile grandezza e la vicinanza alla Terra si potrebbe pensare che si evolve tramite processi tettonici simili a quelli che esistono sul nostro pianeta, dove le placche rigide si muovono lentamente sul mantello sottostante.
Ma una recente analisi di Peter James, studente al Dipartimento per le Scienze Terrestri, Planetarie ed Atmosferiche, sottolinea il fatto che la tettonica a placche della Terra sembrerebbe l'eccezione piuttosto che la regola per i pianeti rocciosi nel nostro vicinato, come Venere, Marte, Mercurio.
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MRO Mappa il Ghiaccio d'Acqua sotto la Crosta di Marte

Mappa radar del Mars Reconnaissance Orbiter,che mostra i vasti depositi di ghiaccio. credito:NASA/JPL

Neanche due giorni fa,ci arrivava la notizia di nuove prove,decisive,sulla presenza di ghiaccio d'acqua al polo nord della Luna,ma adesso arriva una notizia ancor più grande,Marte è piena di ghiaccio d'acqua. Un nuovo estensivo rilevamento radar ha mappato le regioni delle latitudini medie della parte nord di Marte,mostrando spesse masse di ghiaccio sepolto ovunque sotto la superficie del pianeta. Lo strumento Shallow Radar del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha rilevato depositi di ghiaccio,che si estendono per centinaia di km,sottoterra,nella regione chiamata Deuteronilus Mensae, circa a metà strada tra l'equatore e il polo nord. "Abbiamo mappato l'intera area con una copertura ad alta densità",spiega Jeffrey Plaut del JPL. "Queste non sono delle caratteristiche isolate. In quest'area il radar ha rilevato enormi depositi di ghiaccio d'acqua in molti posti."
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Ipotesi alternativa per l'origine della Luna

La detonazione sarebbe dovuta avvenire lungo il terminatore lunare, cioè la zona dove 'notte' e 'giorno' si incontrano. Credit: NASA
Secondo la teoria standard, l'origine della Luna è da attribuirsi ad un gigantesco impatto che la Terra ha subito da un altro pianeta agli inizi del sistema solare. Questo impatto avrebbe dato vita a due parti non uguali di materia, la parte più piccola sarebbe condensata poi per diventare la Luna. Ma non è sempre stata l'unica teoria, e tra le varie ipotesi, adesso c'è una in particolare che con alcune nuove ricerche scientifiche sta acquistando credibilità.
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Quantificata l'Abitabilità Planetaria

Comparazione tra il potenziale di abitabilità da parte di forme di vita , su vari mondi. Le sfere verdi rapresentano il volume globale con le condizioni adatte per sostenere la vita microbica. Encelado, che è tra questi il più piccolo bate tutti in proporzione

L'abitabilità è sempre una questione di come lo definiamo. E' una misura della sostenibilità della vita umana? o prendiamo in considerazione il più vasto contesto astrobiologico basato sulla sostenibilità della vita microbica? Nel secondo caso,il potenziale di sostenere la vita nel nostro sistema solare andrebbe dall'atmosfera superiore di Venere, ai giacimenti di ghiacci dei oggetti della cintura di Kuiper.
Ma queste definizioni qualitative hanno finora mancato nel dare una visione anche quantitativa del potenziale bacino di vita, in modo anche da poter comparare vari mondi.
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Indizi su Laghi Recenti di Acqua su Marte

Segni di un antico canale che forse univa due laghi su Marte. Foto della camera CTX a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. Credit: NASA/JPL
Marte come la conosciamo oggi è un posto frigido e asciutto, ma nuove prove suggeriscono che in alcuni posti al equatore , potrebbero esserci stati dei laghi d'acqua fino a soli 3 miliardi di anni fa .
Questo studio è frutto del lavoro di ricercatori del Università di Londra e del Collegio Imperiale di Londra ,che hanno studiato le foto fatte con la fotocamera CTX, a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter ( MRO ), e tante altre foto di depressioni nella regione di Ares Vallis, vicino al equatore marziano .
Precedentemente, si pensava che queste depressioni fossero il frutto di colassi della superficie, quando il ghiaccio sotto si evapora direttamente in gas. ma le nuove immagini , mostrano canali che connettono le varie depressioni tra di loro. suggerendo cosi che un tempo l'acqua le riempiva . Strutture simili possono essere viste anche in Alaska, e altrove, con il permafrost che si scioglie e crea canali e laghi.
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Segni del passato umido di Marte


Grazie allo sviluppo di una nuova mappa generata al computer abbiamo scoperto nuovi interessanti dettagli riguardo alla rete di valli presenti su Marte. A partire dai dati raccolti, sembra che le reti sono il doppio più grandi di quanto supposto precedentemente. Grazie al nuovo studio, sembra prendere più forza l'ipotesi di un oceano nel passato di Marte, anche se restano anche molti dubbi.
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