Sismi su Marte hanno Scosso la Valles Marineris

Interno della Valles Marineris, ripreso dalla sonda Mars Express, dell'ESA. Credit: DLR/ESA
Interno della Valles Marineris, ripreso dalla sonda Mars Express, dell'ESA. Credit: DLR/ESA

Marte ha una geologia molto affascinante, ma ormai quasi per niente attiva. Non è sempre stato così! Un tempo il pianeta veniva scosso da potenti sismi ed era ricoperto da enormi vulcani. Una nuova mappa presentata di recente dalla U.S. Geological Survey, mostra chiaramente i segni di quell'era, ancora visibili nei depositi sul fondo della Candor Chasma, parte della Valles Marineris, il più grande e spettacolare canyon del Sistema Solare.
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Curiosity: Conferenza su Nuovi Risultati Lunedì 8 Dicembre

I depositi di Alexander Hills, recentemente studiati da Curiosity. Credit: NASA/JPL
I depositi di Alexander Hills, recentemente studiati da Curiosity. Credit: NASA/JPL

Dopo gli ultimi intensi mesi di lavoro da parte di Curiosity, in seguito al suo arrivo sulle pendici del Monte Sharp, il suo team di scienziati si prepara ad annunciare i nuovi risultati scientifici. Non ci sono voci ufficiali sulle scoperte, ma in base ai risultati fino ad ora resi pubblici potremo avere novità sull'analisi delle rocce polverizzate negli ultimi mesi, e forse le prime tracce di materiale organico o la scoperta di tracce di metano (che potrebbe provenire da fonti biologiche o geologiche). Ma per adesso sono solo speculazioni.
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Curiosity: Nuove Foto e Scoperte sul Passato di Marte

Tramonto all'interno del Cratere Gale, ripreso il 4 Novembre dal rover Curiosity. Credit: NASA/JPL/MSSS
Tramonto visto dall'interno del Cratere Gale, ripreso il 4 Novembre dal rover Curiosity. Credit: NASA/JPL/MSSS

Sono arrivati i primi eccitanti risultati delle analisi chimiche effettuate dal rover Curiosity a Pahrump Hills, alle pendici del Monte Sharp. Le analisi mostrano una grande concentrazione di ematite, un minerale creato dall'ossidazione del ferro. Può non sembrare molto, ma le cose diventano intriganti quando lo si paragona alle passate analisi in altre zone del Cratere Gale. Precedentemente, Curiosity aveva trovato molta più magnetite che ematite, ma l'ematite è segno di un grado di ossidazione maggiore, e questo significa che i depositi presenti qui si sono formati in condizioni differenti, con più energia a disposizione, eventualmente, di ipotetiche forme di vita nel lago che una volta dominava la regione.
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Curiosity Fotografa Phobos ed il suo Cratere Stickney

Immagine di Phobos ripreso dalla superficie di Marte dal rover Curiosity. Sul lato si può vedere bene il grande Cratere Stickney. Credit: NASA/JPL/MSSS
Immagine di Phobos ripresa dalla superficie di Marte dal rover Curiosity. Sul lato si può vedere bene il grande Cratere Stickney. Credit: NASA/JPL/MSSS

Dalla superficie di Marte le ottiche del rover Curiosity riescono a fare riprese astronomiche davvero invidiabili! Uno degli oggetti più studiate nei cieli di Marte è la grande luna Phobos, distante appena 6.000 km dalla superficie. In questa foto la luna è così chiaramente visibile che possiamo notare anche il Cratere Stickney, in basso a sinistra. Il cratere domina la piccola luna ed è stato battezzato in onore alla matematica Angeline Stickney, moglie dell'astronomo Asaph Hall, scopritore della luna stessa. La leggenda vuole che lei avesse proibito al marito di rientrare in casa finché non avesse scoperto il satellite cui stava dando la caccia.
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Curiosity: Nuove Foto e Alba nel Cratere Gale

Mosaico di tre foto grezze di Curiosity che mostra l'alba in lontananza sul bordo del Cratere Gale, su Marte. Cliccate qui per ingrandire. Credit: Stuart Rankin / NASA/JPL/

Dopo due anni su Marte, il mese scorso Curiosity è finalmente giunto alle pendici della grande montagna che domina il Cratere Gale: il Monte Sharp. Nelle valli sottostanti Curiosity è riuscito a trovare segni del lago che dominava un tempo il cratere, ma molti depositi sono stati coperti da polvere ed erosi. Al contrario, il Monte Sharp è come un grande libro aperto sulla storia geologica di Marte nell'arco di miliardi di anni. La speranza del team è di trovare tracce non solo dell'acqua ma anche delle molecole organiche presenti all'epoca, per avere così un quadro più completo sulla possibilità di antica vita su Marte.
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Mimas luna di Saturno Nasconde un Oceano?

Una nuova ricerca incentrata sulla struttura interna della piccola luna Mimas (o Mimante) di Saturno, ha portato gli astronomi a due possibili ipotesi, entrambe estremamente eccitanti. La prima è che il nucleo ghiacciato di questa luna abbia una forma simile ad una palla da rugby, e sarebbe uno dei nuclei più incredibili e strani mai osservati. La seconda ipotesi è che la luna nasconda all'interno un oceano di acqua liquida. La ricerca è stata pubblicata oggi, 17 Ottobre 2014, sul giornale Science.
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Opportunity: Spettacolare Panorama da Marte

L'immagine mostra una vista da brividi ottenuta dal rover Opportunity sul bordo ovest del Cratere Endeavour, in direzione di una cresta del cratere stesso chiamata Wdowiak Ridge. Il mosaico è stato ottenuto il 17 Settembre 2014, durante il 3.786°mo giorno di Opportunity su Marte. Il nome Wdowiak Ridge è stato dato in onore allo scienziato membro del team di Opportunity, Thomas J. Wdowiak, scomparso nel 2013.
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Baffi di Grafite Scoperti Nelle Rocce Lunari

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(A)Immagine al microscopio del campione 72255,89.(B) Zoom maggiore del transito dal materiale chiaro a quello scuro che si vede nell'immagine (A). (C) Spettro Raman dei tre tipi di grafite analizzata. Credit: A. Steele.

Anche dopo cosi tanti anni, le rocce riportate a casa dalle missioni Apollo, possono ancora rivelare nuove cose. In questo particolare caso, i ricercatori hanno analizzato alcune rocce lunari riportate dalla missione Apollo 17, scoprendo in queste della grafite, sotto forma di sottili e piccolissimi "baffi". Come nel precedente caso della scoperta di acqua sulla Luna, si pensava precedentemente che qualsiasi carbonio presente nelle rocce portate dai astronauti delle missioni Apollo venisse da una contaminazione terrestre per via del modo in cui le rocce sono state raccolte, processate o mantenute. Andrew Steele, che ha guidato il team del Laboratorio di Geofisica, del Carnegie Institution, ha dichiarato che la grafite potrebbe provenire da impatti di corpi carboniferi, che hanno colpito sia la Luna che la Terra durante il Intenso Bombardamento Tardivo, circa 4.1-3.8 miliardi di anni fa, e se cosi fosse, potrebbe fornire una nuova ed importante fonte di informazioni riguardo a questo periodo della storia del Sistema Solare.
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L'Acqua Era Diffusa Su Marte, ma Niente Oceani

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La posizione di 9 esposizioni di silicati idrati nei crateri nel nord, mostrati su una mappa del Mars Orbiter Laser Altimeter. i quadratini neri indicano i siti investigati con il CRISM che non hanno mostrato rilevanze. Credito: Science/AAAS

Esaminando la mineralogia dei crateri che si trovano nell'emisfero nord di Marte, e comparandoli con la struttura e composizione delle regioni del emisfero sud, gli scienziati hanno scoperto che l'acqua liquida aveva probabilmente alterato la maggior parte della crosta del Pianeta Rosso, circa 4 miliardi di anni fa. Tuttavia, le nuove scoperte non sopportano altri recenti studi che parlavano di un oceano gigantesco su tutto l'emisfero nord. Usando lo strumento OMEGA del Mars Express, insieme allo strumento CRISM, del Mars Recconnaissance Orbiter, John Carter di Bibring all'Université Paris in Orsay, in Francia, insieme ad un ampio gruppo di scienziati dalla Francia e USA, hanno investigato vari larghi crateri scoprendo minerali che si sarebbero potuti formare soltanto con la presenza dell'acqua. "Abbiamo rilevato minerali idrati in circa 10 di questi crateri," ha spiegato Carter, " e abbiamo concluso che la crosta antica fu alterata in maniera simile sia nel sud che nel nord, durante un periodo iniziale in cui Marte era più calda e umida di quanto è oggi."
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Scoperte Diffuse Valli di Acqua Sciolta su Marte

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Fiumi ghiacciati. Quest'immagine mostra un fiume che nasce dal ghiaccio sciolto da un cratere su Marte

Una ricerca condotta dalla Brown University ha documentato decine di canali scavati dall'acqua sciolta da ghiacciai che si trovano nelle regioni a latitudini medie su Marte. Le valli glacio-fluviali sono state scavate nell'epoca più recente di Marte ha spiegato il team, supportando cosi l'idea che il Pianeta Rosso aveva ancora tanti depositi di acqua liquida anche nel suo passato recente. I risultati sono stati pubblicati su "Icarus".
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