Foto e Video del Lancio di Hayabusa-2

Lancio del razzo H-2A da Tengashima con la navicella Hayabusa-2. Credit: JAXA
Lancio del razzo H-2A da Tengashima con la navicella Hayabusa-2. Credit: JAXA

Momento storico per il Giappone che ha lanciato con successo una delle sue missioni spaziali più ambiziose: Hayabusa-2. Erede della prima missione che ci ha riportato campioni da un asteroide (Hayabusa 1 e l'asteroide Itokawa), quest'altra integra anche numerosi nuovi approcci tutti da testare! Per esempio, lancerà piccole sonde spia sulla superficie dell'asteroide per orientarsi con molta più precisione durante l'atterraggio, e raccoglierà campioni da molteplici siti. Porta con sé anche un lander nato da una cooperazione con Germania e Francia, che a sua volta porta con sé 3 piccoli "mini-rover" che esploreranno la superficie dell'asteroide da molto più vicino. Per finire, abbiamo una carica esplosiva che creerà un cratere artificiale e solleverà materiale fresco, che la sonda raccoglierà per riportarlo a casa nel 2020.
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L'Incredibile Storia della Sonda Hayabusa

Sonda Hayabusa dopo l'atterraggio in Australia. Credit: JAXA

Quella della sonda Hayabusa è una storia come poche. Nel suo viaggio ha incontrato decine di difficoltà che sembravano insormontabili, ma nonostante tutto ce l'ha sempre fatta. Ed oggi dopo 7 anni di viaggio, che l'ha portata a fare un percorso lungo ben 6 miliardi di km,con una storia che sarebbe degna di Hollywood, la piccola sonda della JAXA è finalmente atterrata in Australia, il 13 giugno. Scienziati e appassionati di tutto il mondo sono nella trepida attesa di sapere se l'inestimabile carico che la piccola sonda portava è arrivato intatto. Si tratta infatti niente di meno che della polvere di un asteroide!
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Le Vele Solari di IKAROS Si Aprono Con Successo!


Nuove immagini e dati dalle vele solari del IKAROS mostrano che il sottile film solare è stato aperto con successo e si è espanso generando adesso energia. Dal suo lancio, il 21 maggio 2010, vari team del JAXA(Japan Aerospace Exploration Agecy), hanno controllato per filo e per segno tutti i sistemi di IKAROS prima di lanciare le vele,e persino questo è stato un processo molto curato e lento. Gli scienziato della JAXA hanno iniziato ad aprirle il 3 giugno, analizzando ogni passo prima di procedere. Ieri, la JAXA ha rilasciato una foto di una vela parzialmente aperta, ma non aveva offerto molte informazioni riguardo allo stato. Adesso hanno confermato che la vela è stata espansa con successo e sta generando energia. IKAROS è adesso a circa 7.7 milioni di km dalla Terra.
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Il Giappone Pianifica Base Lunare Robotica per il 2020

concept della base lunare robotica. credit: JAXA

Sorprendendo tutti,l'Agenzia Spaziale Giapponese(JAXA) dichiara di avere in mente di costruire una base sulla Luna entro il 2020. Ma non per umani, bensì per robot, e ovviamente ha in mente di costruire anche i robot dedicati a tale compito. Un piano autorizzato dal primo ministro giapponese in persona ha stabilito i piani preliminari per iniziare ad esplorare la luna con robot umanoidi e rover già dal 2015, per poi iniziare a costruire una base vicino al polo sud lunare. I robonauti(astronauti robotici) insieme alla base funzioneranno usando l'energia solare, con un costo totale di circa 2.2 miliardi di dollari,secondo il gruppo che se ne occuperà,diretto dal Presidente della Waseda University, Katsuhiko Shirai.
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Giappone Lancerà la Prima Missione a Vele Solari


Il Giappone è pronto al lancio multiplo di missioni spaziali, rimandato ieri soltanto per via del brutto tempo. Il lancio, che dovrebbe avvenire usando un razzo H-IIA giapponese, includerà la prima sonda giapponese intorno a Venere, ed un nuovo sistema di navigazione e propulsione sperimentale,a vele solari. Il prossimo tentativo di lancio per la "Akatsuki" Venus Climate Orbiter, insieme alla vela solare IKAROS, sarà giovedì 20 maggio, alle ore 21.58 UTC, che poi in Giappone sarebbe il 21 Maggio alle ore 6:58. La sonda Akatuski è la prima missione del Giappone verso Venere, e opererà in collegamento co il Venus Express della ESA, già intorno a Venere. Chiamato anche Planet C, l'orbiter a forma di scatola, dovrebbe arrivare a Venere a dicembre e osservare il pianeta da un orbita ellittica, da una distanza tra i 300 ed i 80.000 km, alla ricerca, tra le altre cose, di segni di vulcani attivi e fulmini nell'atmosfera.
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