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16 maggio 2013

Problemi Gravi per Kepler, Telescopio Caccia-Pianeti: A Rischio la Missione

Modello del telescopio Kepler della NASA. Credit: NASA/JPL


Il telescopio spaziale Kepler, della NASA, ha perso la sua abilità di puntare in maniera precisa verso le stelle, e questo mette gravemente a repentaglio la sua missione e ricerca di esopianeti. Una delle ruote di reazione, che sono dei dispositivi che permettono alla sonda di puntare in differenti direzioni senza usare per forza i propulsori, è fallita. Questa è una grave preoccupazione perché l'anno scorso è fallita la ruota #2, ed adesso anche la #4. "Abbiamo bisogno di almeno tre ruote in servizio, per poter puntare con precisione tanto da riuscire a scoprire pianeti" ha speigato Bill Borucki, investigatore principale per la missione. "Senza tre ruote, non è chiaro se potremmo continuare a fare qualcosa in quella direzione."

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13 maggio 2013

Primo Esopianeta Scoperto Usando Nuova Tecnica Basata sulla Relatività di Einstein

Illustrazione artistica che mostra il pianeta Kepler-76b, che piega leggermente la forma della stella intorno alla cui ruota. L'effetto è rilevabile grazie ad algoritmi che si basano sulla Relatività di Einstein. Credit: David A. Aguilar (CfA)


Nonostante se ne sente spesso parlare di nuovi pianeti trovati, riuscire a trovarli è estremamente difficile! Siamo anche estremamente bravi, a ciò non toglie che riuscire a trovarli sia tra le cose più difficili da fare con l'attuale tecnologia. Sono molto piccoli, molto vicini alle stelle ed è molto facile farsi ingannare. Le due tecniche di gran lunga di maggior successo sono state: transito (che cerca diminuzioni periodiche nella luminosità di una stella) e velocità radiale (che cerca il movimento della stella in risposta gravitazionale al pianeta che orbita). Un team dell'Università di Tel Aviv insieme ad astronomi del Centro di Astrofisica della Harvard, hanno però trovato un esopianeta usato niente meno che la teoria speciale della relatività di Einstein!

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19 aprile 2013

I 3 Nuovi Pianeti Scoperti da Kepler NON Sono Sosia o Gemelli della Terra!

Illustrazione artistica di Kepler-62f, una super-Terra nella zona abitabile della sua stella più piccola e fredda del Sole, a 1.200 anni luce da noi. Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech


Ogni volta che c'è l'annuncio di pianeti che potrebbero anche lontanamente somigliare a qualcosa di abitabile o che semplicemente si trovano nella giusta posizione per esserlo potenzialmente, nei media si scatena la corsa alla ricerca dell'aggettivo più d'impatto per descrivere questi mondi. Si va dai modesti "Simili alla Terra" a "Gemelli o Sosia della Terra" o "Nuove Terre" o titolo ancor più folli come: "Vita su una Nuova Terra?". Ora, io per primo sono estremamente entusiasta di questa notizia riguardo alla scoperta di 2 nuovi pianeti, Kepler-62e e Kepler-62f, (ed un terzo che pochi considerano ma che è altrettanto importante: Kepler-69c) che hanno grandezze giuste e si trovano alla giusta distanza per poter pensare che, facendo milioni di altre premesse, siano ottimi posti dove cercare la vita! Ma da qui a chiamarli gemelli della Terra, è esagerato! Di questo passo immagino che tra poco possiamo iniziare a valutare come chiamare gli animali che li abitano! Ma perché non possiamo dire che sono gemelli della Terra? Cosa hanno di diverso?

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19 aprile 2013

Kepler: Scoperti Due Pianeti Potenzialmente Abitabili e Ricoperti di Oceani

I due nuovi pianeti scoperti, Kepler-62e e Kepler-62f sono due super-Terre all'interno della zona abitabile di una distante stella solare. Il più grande dei pianeti visibili qui, Kepler-62f, è quello più lontano e potenzialmente coperto da ghiaccio. Kepler-62e invece è sullo sfondo e si trova vicino alla sua stella, che lo riscalda rendendolo umido e pieno di oceani. Viene visto nell'immagine anche un pianeta gigante che fa parte del sistema, ed ha le dimensioni di Nettuno.Credit: David. A. Aguilar (CfA)


Potrebbe trattarsi della notizia più eccitante nel campo delle scoperte sugli esopianeti da anni a questa parte! Un team internazionale di scienziati, analizzando i dati della missione Kepler, della NASA, ha scoperto un sistema planetario con due pianeti piccoli, potenzialmente rocciosi, che si trovano all'interno della zona abitabile della loro stella. La stella, Kepler-62, è un po' più piccola ed un po' più fredda del nostro Sole ed è casa di un sistema di 5 pianeti. I due mondi, Kepler-62e e Kepler-62f sono i più piccoli esopianeti mai scoperti all'interno della zona abitabile e potrebbero entrambi essere coperti in vasti oceani liquidi o coperti di ghiacci, in base anche all'atmosfera che hanno.

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5 aprile 2013

Innaspettate Indagini Sulla Relatività e la Gravità Grazie alla Sonda Kepler

La Gravità della nana bianca piega distorce la luce proveniente dalla nana rossa dietro. Credit: NASA/JPL-Caltech


Il telescopio spaziale Kepler fu progettato e pensato per dare la caccia a pianeti extrasolari osservato con attenzione la luce di oltre 100.000 stelle, per captare qualsiasi piccola diminuzione periodica che possa indicare il transito di un pianeta davanti. Ma questa sua particolare abilità nell'osservare con attenzione la luce delle stelle per molto tempo, sta permettendo indagini e scoperte davvero inaspettate ed impreviste. Recentemente avevamo parlato di come permette di studiare i terremoti stellari e l'evoluzione delle stelle, ma ora sono state fatte anche indagini precise sulla teoria della relatività di Albert Einstein, grazie all'osservazione degli effetti di una stella morda che piega, con la sua gravità, la luce della stella ancora viva, sua compagna orbitale. Le scoperte sono tra le primissime osservazioni di questo effetto in una stella binaria e saranno una riprova molto complessa degli effetti di lente gravitazionale.

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18 marzo 2013

Astronomi Al Lavoro Su Nuovi Metodi Per Svelare i Falsi Positivi Nei Dati di Kepler

Questo grafico rappresenta la curva nella luce della stella Kepler-19, osservata dall'Osservatorio Spaziale Kepler. Questa diminuzione nella luminosità indica che in quel momento è passato un oggetto davanti alla stella (un pianeta in questo caso). In base a quanto la curva è ampia e profonda, gli astronomi riescono a determinare la grandezza, la distanza e la velocità del pianeta che ha causato quella diminuzione. E con questa tecnica che Kepler trova gli esopianeti. Credit: NASA/Kepler/arxiv.org


Le osservazioni fatte con il telescopio spaziale Kepler hanno fatto fare enormi salti alla nostra conoscenza delle stelle e degli esopianeti che le orbitano, portando alla scoperta di oltre 100 nuovi pianeti confermati e fino a 3000 candidati tali. Candidati perché in realtà non è così scontato che i segnali che Kepler trova siano per forza provenienti da pianeti. Molti di questi possono essere falsi positivi, e per questo serve un'ulteriore verifica. "Ci sono molte cose nel cielo che possono produrre segnali di transito che non sono di pianeti e quindi dobbiamo essere certi di identificare cosa la fuori è davvero un pianeta tra quello che rileva Kepler" ha spiegato Stephen Bryson dell'Ames Research Center, della NASA. Bryson e Jon Jenkins, del SETI Institute, sono i due autori principali di un nuovo paper rilasciato da poco in cui vengono segnalati i pseudo-pianeti rilevati da Kepler.

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4 marzo 2013

Scoperto Sorprendente Esopianeta Piccolissimo! Persino Più di Mercurio!

Illustrazione artistica dell'esopianeta Kepler-37b. Credit: NASA

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Un team internazionale ha scoperto, grazie all'analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler negli ultimi tre anni, un pianeta extrasolare delle dimensioni inferiori a Mercurio! Si tratta del più piccolo pianeta mai scoperto! Fa parte di uno dei tre pianeti che orbitano intorno alla stella Kepler-37, nella regione Cigno-Lira, nella Via Lattea.
Le scoperte sono state pubblicate nell'edizione del 20 Febbraio del giornale Nature. Gli autori principali sono Thomas Barclay del Ames Research Center della NASA e della Bay Area Environmental Research Institute e Jason Rowe dell'Ames e del SETI Institute.

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14 gennaio 2013

Kepler: Annunciati 461 Nuovi Candidati Esopianeti!

Un poster che mostra le varie fasi della missione Kepler insieme alle principali scoperte. Credit: NASA Ames Research Center/W. Stenzel


Gli scienziati della missione Kepler, della NASA, hanno annunciato da poco la scoperta di 461 nuovi candidati esopianeti. Quattro di questi potenziali nuovi pianeti hanno una dimensione inferiore a due volte quella della Terra e orbitano all'interno della "zona abitabile" della propria stella, cioè la regione dove l'acqua può esistere liquida sulla superficie. In base alle osservazioni condotte dal Maggio del 2009 al Marzo del 2011, le scoperte hanno già mostrato un notevole aumento nella quantità di pianeti piccoli identificati e diventano sempre più le stelle con più di un candidato.

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23 ottobre 2012

La Maggior Parte dei Sistemi Planetari Sono più Piatti di una Frittella!

Illustrazione di un gruppo di esopianeti. Credit: NASA/JPL/Caltech


Secondo un nuovo studio pubblicato da un gruppo di astronomi dell'Università della California, Los Angeles, il nostro Sistema Solare, così come tanti altri che abbiamo scoperto nel cosmo, è "più piatto di una frittella". I risultati provengono dall'analisi dei dati raccolti con il telescopio spaziale Kepler, della NASA. "Il numero di esopianeti candidati presenti intorno ad altre stelle usando Kepler, è per adesso tre volte più grande rispetto al numero di esopianeti trovati con altri mezzi" fa notare Julia Fang, studentessa dell'UCLA e autrice principale del nuovo studio che ha messo insieme i dati del Kepler con uno studio statistico circa il grado di angolazione dei vari esopianeti scoperti fino ad ora con questo sistema.

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15 ottobre 2012

Astronomi Amatoriali Scoprono Nuovo Pianeta All'Interno di Un Sistema con 4 Stelle!

Illustrazione d'insieme del sistema planetario PH1: Il pianeta scoperto è mostrato mentre attraversa la più grande di due stelle, all'interno di più grande sistema di ben quattro stelle. Credit: Haven Giguere/Yale University


E' stato scoperto un nuovo pianeta in orbita all'interno di un sistema con quattro stelle! Il pianeta orbita un sistema binario che a sua volta è orbitato da una seconda coppia di stelle! Questo è il primo sistema planetario simile mai osservato ed è forse uno dei più complessi mai scoperti. La grande scoperta è merito di un gruppo di "scienziati cittadini" cioè persone di tutto il pianeta che tramite internet hanno sfogliato a mano i dati sulla luce delle stelle, per dare la caccia a segnali di possibili pianeti. Il programma si chiama Planet Hunters ed è aperto a tutti, sotto la guida di un gruppo di astronomi professionali.

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