Cina: Prime foto lunari del sito scelto per l'ambiziosa missione Chang'e-5

Illustrazione del lancio  dalla superficie lunare del modulo di rientro sulla Terra, con 2 kg di campioni ottenuti dalla superficie. Credit: China National Space Agency
Illustrazione del lancio dalla superficie lunare del modulo di rientro sulla Terra, con 2 kg di campioni ottenuti dalla superficie. Credit: China National Space Agency

L'ultima volta che abbiamo parlato del programma spaziale della Cina, stava tornando sulla Terra la capsula di rientro della missione Chang'e-5 T1, simulando così con successo il ritorno di campioni lunari. Il modulo rimasto in orbita lunare dopo quest'impresa è stato usato dagli scienziati ed ingegneri cinesi per testare le complesse manovre che saranno necessarie per le future missioni robotiche. A questo proposito, la sonda è stata usata per fotografare le zone migliori dove poter far atterrare la missione Chang'e-5, che nel 2017 scenderà sulla Luna per raccogliere fino a 2 kg di campioni da riportare sulla Terra.
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ESA Propone alla Russia Collaborazione per Missioni Lunari

Mosaico di alcuni crateri in ombra al polo sud lunare; una delle zone più intriganti per la futura esplorazione robotica della Luna. Credit: ESA
Mosaico di alcuni crateri in ombra al polo sud lunare; una delle zone più intriganti per la futura esplorazione robotica della Luna. Credit: ESA

Dopo una recente riunione dei ministri responsabili per la ricerca scientifica nei vari Paesi europei membri dell'ESA, sono tornati in auge i piani per l'esplorazione robotica della superficie della Luna, e c'è una novità: puntare su una maggiore collaborazione con la Russia. Negli ultimi anni aveva raccolto molti consensi una proposta della Germania che prevedeva la costruzione di un lander per tornare sul polo sud lunare, ma è stata cancellata per mancanza di pochi milioni di euro. Questa collaborazione con la Russia, già in atto sul piano dell'esplorazione di Marte con il programma ExoMars, potrebbe aiutare sia l'ESA che la Roscosmos, che già da anni ha in mente di riprendere a lavorare al suo programma lunare. Un fattore che sicuramente non aiuta, però, è la tensione tra Russia e UE per il caso Ucraina. Continua a leggere...


Chang'e-5 T1: Sonda Cinese Fotografa la Luna e la Terra

La Luna e la Terra insieme in una nuova strepitosa foto ottenuta dalla parte opposta della luna dalla sonda cinese Chang'e-5 T1, che sta dando prova del funzionamento delle nuove tecnologie da integrare nella futura missione Chang'e-5. Credit: CNSA
La Luna e la Terra insieme in una nuova strepitosa foto ottenuta dalla sonda cinese Chang'e-5 T1, che sta dando prova del funzionamento delle nuove tecnologie da integrare nella futura missione Chang'e-5. Credit: CNSA

Abbiamo parlato pochi giorni fa della nuova missione Chang'e-5 T1 all'interno del più vasto panorama dell'esplorazione lunare della Cina. Dopo il lancio avvenuto con successo, ieri la sonda è arrivata oltre la Luna e sta iniziando il viaggio di ritorno verso casa. Oggi sono state rilasciate alcune straordinarie immagini della Luna e della Terra insieme riprese durante il viaggio. Per il resto, la Cina è di poche parole riguardo alla missione, ma sappiamo che la fase critica sarà prevista per il rientro nell'atmosfera tra il 31 Ottobre e 1 Novembre, quando verrà messo alla prova lo scudo termico.
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Chang'e-5 T1 e l'Esplorazione Lunare della Cina

Il razzo Lunga Marcia 3CE pronto al lancio con la navicella spaziale Chang'e-5 T1. Clicca per Ingrandire. Credit: China News

Dopo il primo atterraggio morbido ed il primo rover, la Cina torna con una nuova missione lunare, che avrà lo scopo di testare le tecnologie necessarie al rientro atmosferico. La missione sarà un precursore tecnologico per la futura Chang'e-5, che nel 2017 scenderà sulla Luna, raccoglierà fino a 2 kg di campioni e ritornerà sulla Terra. Le tecnologie qui coinvolte hanno ereditato molto dalle precedenti, e rappresentano soltanto un altro passo verso missioni ben più ambiziose. Vediamo quindi insieme il quadro generale dell'esplorazione lunare cinese.
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Baffi di Grafite Scoperti Nelle Rocce Lunari

Luna, grafite, carbonio sulla Luna
(A)Immagine al microscopio del campione 72255,89.(B) Zoom maggiore del transito dal materiale chiaro a quello scuro che si vede nell'immagine (A). (C) Spettro Raman dei tre tipi di grafite analizzata. Credit: A. Steele.

Anche dopo cosi tanti anni, le rocce riportate a casa dalle missioni Apollo, possono ancora rivelare nuove cose. In questo particolare caso, i ricercatori hanno analizzato alcune rocce lunari riportate dalla missione Apollo 17, scoprendo in queste della grafite, sotto forma di sottili e piccolissimi "baffi". Come nel precedente caso della scoperta di acqua sulla Luna, si pensava precedentemente che qualsiasi carbonio presente nelle rocce portate dai astronauti delle missioni Apollo venisse da una contaminazione terrestre per via del modo in cui le rocce sono state raccolte, processate o mantenute. Andrew Steele, che ha guidato il team del Laboratorio di Geofisica, del Carnegie Institution, ha dichiarato che la grafite potrebbe provenire da impatti di corpi carboniferi, che hanno colpito sia la Luna che la Terra durante il Intenso Bombardamento Tardivo, circa 4.1-3.8 miliardi di anni fa, e se cosi fosse, potrebbe fornire una nuova ed importante fonte di informazioni riguardo a questo periodo della storia del Sistema Solare.
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LRO Scopre Caverna Vulcanica sulla Luna

I crateri sono visibili ovunque sulla Luna, ma le fosse sono rare. Questa si trova nel Mare Ingenii, "il mare dell'astuzia".La fossa è 130 metri in diametro! la larghezza dell'immagine è di 550 metri, l'illuminazione proviene dalla destra in alto. Credito: NAASA/Goddard

E' una vera finestra verso le profondità sotto la superficie della Luna, quella che ha scoperto il LRO(Lunar Reconnaissance Orbiter), e non solo, ma anche una possibile entrata verso un mondo abitabile lunare. La cava in questione si pensa essere un buco sopra un lungo tubo di lava sotto il Mare Ingenii, uno dei pochi mari presenti sul lato oscuro della Luna. La cava è enorme. Circa 130 metri in diametro, ed è probabilmente il risultato del collasso parziale di un pezzo del tubo di lava. Ma i geologi lunari non si aspettavano di certo di vedere caratteristiche cosi inusuali in questa regione. Precedentemente una cosa simile, fu scoperto nella regione dei Marius Hills, nel Oceano delle Tempeste, sul margine della regione che è piena di duomi vulcanici,sotto cui è possibile che ci siano tantissimi tubi di lava. Ad ogni modo, quel tipo di caratteristiche geologiche non si trovano nel Mare Ingenii. LRO indagherà sicuramente molto più affondo questa regione.
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Terra e Luna si sono formate più tardi del pensato

la Terra vista dalla missione Apollo 8 intorno alla Luna

Secondo la teoria attualmente più accreditata, la Terra e la Luna si sono venute a formare in seguito ad una gigantesca collisione tra due pianeti delle dimensioni di Venere e Marte. Fino ad ora si pensava che questo fosse successo quando il Sistema Solare aveva soltanto 30 milioni di anni, quindi circa 4.537 milioni di anni fa. Ma alcune nuove ricerche del Istituto Niels Bohr, mostrano che la Terra e la Luna si devono essere formate ben più tardi, forse addirittura 150 milioni di anni dopo la formazione del sistema solare.
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Il Giappone Pianifica Base Lunare Robotica per il 2020

concept della base lunare robotica. credit: JAXA

Sorprendendo tutti,l'Agenzia Spaziale Giapponese(JAXA) dichiara di avere in mente di costruire una base sulla Luna entro il 2020. Ma non per umani, bensì per robot, e ovviamente ha in mente di costruire anche i robot dedicati a tale compito. Un piano autorizzato dal primo ministro giapponese in persona ha stabilito i piani preliminari per iniziare ad esplorare la luna con robot umanoidi e rover già dal 2015, per poi iniziare a costruire una base vicino al polo sud lunare. I robonauti(astronauti robotici) insieme alla base funzioneranno usando l'energia solare, con un costo totale di circa 2.2 miliardi di dollari,secondo il gruppo che se ne occuperà,diretto dal Presidente della Waseda University, Katsuhiko Shirai.
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I Crateri Lunari Polari Potrebbero Essere Elettrizzati


Passando sopra le ostruzioni naturali della Luna, il vanto solare potrebbe caricare elettricamente i crateri polari della Luna, a centinaia di Volt di potenza, secondo i nuovi calcoli del team della NASA: Lunar Science Institute. I crateri polari lunari sono di grande interesse per via delle risorse che nascondono, incluso il ghiaccio d'acqua,che esiste e,pare,anche in abbondanza. L'orientamento della Luna verso il Sole mantiene i fondi dei crateri polari perennemente in ombra, permettendo alle temperature di arrivare facilmente vicino allo zero assoluto, abbastanza freddo da trattenere materiali volatili come l'acqua per miliardi di anni.
"Comunque, le nostre ricerche suggeriscono che, oltre al freddo tremendo, gli esploratori ed i robot, sui fondali dei crateri lunari polari troveranno anche un enorme e complesso ambiente elettrico,che può alterare la chimica della superficie,scatenando scariche statiche nella polvere." spiega William Farrell, del Goddard Space Flight Center, della NASA. Farrell è l'autore principale della ricerca pubblicata il 24 Marzo nel Journal of Geophysical Research. La ricerca è parte del Lunar Science Institute Dynamic Response of Environment at the moon(DREAM) project.
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Scoperta Acqua al Polo sud della Luna

crateri al polo nord della Luna. In rosso sono i crateri più freschi,mentre in verde sono crateri anomali.

L'esistenza dell'acqua sulla Luna, non è più in dubbio.Adesso se mai la domanda è quanta acqua c'è? Gli scienziati,usando il Mini-SAR,uno strumento della sonda Chandrayaan-1, hanno rilevato depositi di acqua ghiacciata al polo nord lunare. Mini-SAR, un piccolo radar ad apertura sintetica, ha scoperto più di 40 piccoli crateri con ghiaccio d'acqua. I crateri vanno da 2 a 15 km di diametro. Anche se la quantità dell'acqua dipende da quanto lo strato di ghiaccio è spesso, si suppone che ci siano almeno 600 milioni di tonnellate metriche di ghiaccio d'acqua.
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