22 maggio 2013

Possibile sito di atterraggio per la missione InSight della NASA. Credit: NASA/JPL/Università dell'Arizona
Continuano a passo spedito i lavori di preparazione per il nuovo lander marziano della NASA: InSight. Sarà la prima vera e propria stazione geofisica su un altro pianeta, in grado di fare complesse misurazioni dell'interno del pianeta, dell'attività geologica profonda ancora in atto, e della struttura dettagliata della crosta marziana. Anche se si tratta di una missione marziana, il vero valore di questo lander, sta nel fatto che le sue ricerche si riferiscono all'evoluzione dei pianeti terrestri rocciosi in generale. La mandiamo su Marte, ma da essa impareremmo tanto su tutti i pianeti rocciosi che conosciamo. Ma prima bisogna scegliere anche il posto dove farla atterrare. Può sembrare facile, ma è in realtà una delle fasi più delicate della preparazione della missione, perché non è così scontato riuscire a trovare un luogo che sia non soltanto scientificamente molto interessante, ma anche sicuro dal punto di vista dei rischi per l'atterraggio. A questo proposito è fondamentale il grande aiuto della camera HiRISE, a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter.
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21 maggio 2013

Scavi nella roccia Cumberland, su Marte, da parte del rover Curiosity. Credit: NASA
Ieri, il rover Curiosity, ha effettuato i suoi nuovi scavi su Marte, usando la trivella sul suo braccio robotico per raccogliere dei campioni dall'interno del deposito roccioso chiamato "Cumberland". I piani sono quelli di preparare una porzione da analizzare nei prossimi giorni con il laboratorio interno del rover. Questa è solo la seconda volta che un campione è stato raccolto ed analizzato dall'interno di una roccia su Marte. Il primo target scavato era stata la roccia John Klein, tre mesi fa. Cumberland tutto sommato somiglia alla John Klein, e si torva a circa 2.75 più ad ovest. Entrambe fanno parte di un deposito chiamato "Yellowknife Bay".
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20 maggio 2013

Quella roccia pallida in alto sopra il centro dell'immagine, grande più o meno come il vostro avambraccio, include una roccia chiamata "Esperance", che è stata analizzata in dettaglio dal rover Opportunity. Credit: NASA
Con ben 9 anni di scienza alle spalle, continua l'epopea del rover più longevo e resistente della storia! Opportunity ha da poco scoperto un deposito molto intrigante, con depositi di argilla, vicino a Cape York, sui margini di un gigantesco cratere. Questi erano gli ultimi giorni di permanenza del rover in questa zona, dopo 20 lunghi mesi di dettagliate analisi geologiche e chimiche. La roccia fratturata che il rover ha trovato, si chiama "Esperance" e sta fornendo nuovi indizi sull'ambiente marziano quando era più favorevole alla vita, con molta più acqua di oggi. Steve Squyres, della Cornell University, investigatore principale della missione, ha spiegato che la roccia è così importante geologicamente che gli scienziati hanno passato settimane a studiarla, anche se sapevano che avevano poco tempo per prepararsi al nuovo inverno in arrivo.
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20 maggio 2013

Immagine delle dune poligonali che si formano in regioni polari di Marte. Credit: JPL/NASA/Università dell'Arizona
Marte, come la Terra, ha un asse un asse di rotazione inclinato che gli permette di avere stagioni! Ma su Marte le cose sono, ovviamente, di un altro pianeta! Ed ecco che le temperature bassissime, insieme alla composizione diversa dell'atmosfera e la sua struttura diversa, portano a fenomeni spettacolari, come la formazione di queste dune poligonali. I poligoni che si formano sui terreni sono di grande interesse in quanto spesso indicano la presenza di ghiaccio superficiale o del terreno in essiccazione, come ad esempio uno strato di fango. Tuttavia, infinite sono le vie della natura quando si parla di geologia e chimica. I poligoni si formano in tante condizioni e questi che vedete indicano tutt'altro che terreno in essiccazione.
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17 maggio 2013

Illustrazione artistica del lander Icebreaker Life. Credit: NASA
Per quanto le missioni fatte fino ad ora su Marte siano state di grandissimo successo e valore scientifico, hanno appena grattato sulla superficie del pianeta. Gli scienziati stanno lavorando a modalità nuove di esplorazione della crosta più profonda, e mentre gli europei si preparano a mandare il rover ExoMars, capace di arrivare a due metri sotto la superficie, anche alla NASA, ed in particolare all'Ames Research Center, si sta lavorando intorno ad idee di trivelle da spedire magari nelle regioni polari di Marte. "L'obbiettivo maggiore dell'esplorazione di Marte è la ricerca di vita passata o presente" spiega Christopher McKay, astrobiologo della NASA. "Ci sono montagne che mostrano che c'era acqua liquida sulla superficie e sulla Terra, dove c'è acqua c'è vita. Alcuni ricercatori hanno suggerito persino che la vita sulla Terra possa provenire da microbi Marziani arrivati qui tramite meteoriti (ipotesi chiamata panspermia)."
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17 maggio 2013

Il rover Opportunity mentre guarda dietro sulle sue tracce che si disperdono nelle pianure polverose su Marte. Credit: NASA
Se da una parte Curiosity occupa sicuramente molto più l'attenzione del pubblico negli ultimi mesi, Opportunity non se ne sta cerco con le mani in mano, e le sue indagini scientifiche continuano a portare a grandi scoperte, mentre esplora una zona del tutto diversa geologicamente, a migliaia di km di distanza da Curiosity. Dopo 9 lunghissimi anni, Opportunity non solo ha dimostrato di essere la missione robotica marziana di maggiore successo di tutti i tempi, ma batte qualsiasi record anche per quanto riguarda la distanza percorsa su un altro mondo da un veicolo della NASA. Durante la missione Apollo 17, per tre giorni durante il Dicembre del 1972, Eugene Cernan e Harrison Schmimtt, avevano guidato con il Lunar Roving Vehicle, per la distanza di ben 35,744 km. Adesso Opportunity ha raggiunto 35,760 km!
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16 maggio 2013

Impatto formato su Marte tra il Novembre 2005 e l'Ottobre 2010. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS/Università dell'Arizona
Uno dei maggiori benefici dell'avere una missione a lunga durata, come Cassini intorno a Saturno, LRO intorno alla Luna, MESSENGER intorno a Mercurio, o appunto il Mars Reconnaissance Orbiter intorno a Marte, è che puoi osservare cambiamenti che avvengono soltanto su scale più lunghe, come anni. Questo ha permesso di scoprire cicli stagionali, formazioni rarissime ed in questo caso, ha permesso alla camera HiRISE del MRO, di condurre un censimento accurato per una primissima stima di quanto viene bombardata Marte durante un anno. I risultati parlano di almeno 200 piccoli asteroidi e comete, con crateri che in media si aggirano intorno a 3.9 metri in diametro.
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11 maggio 2013

Illustrazione di astronauti in una grande sera per una futura colonia marziana
Se l'intenzione è, come dichiarato, di spedire nei prossimi decenni astronauti su Marte, allora dovremmo iniziare seriamente a pensare ai problemi da affrontare in ogni fase della missione. Una volta che si inizia a fare questo, come fatto in questi giorni nella Riunione H2M (Humans To Mars), tra la NASA ed esperti vari dell'industria spaziale americana ed internazionale, si nota che anche le cose apparentemente più risolvibili, possono nascondere sfide ancora tutt'altro che alla nostra portata. I primi umani dovranno ovviamente mangiare su Marte, ma non c'è modo di portare abbastanza nutrimento dalla superficie della Terra, e quindi sarà necessario trovare modi per crescere piante in loco. Ma date le condizioni, i tempi di crescita, le risorse a disposizione ed il tempo da dedicare, e vista la quantità di cibo richiesta, questa sfida si rivela piena di incognite. Insomma, non basta pensare che pianteranno due pomodori e un po' di basilico.
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8 maggio 2013

La navicella spaziale MAVEN della NASA appena assemblata presso la sede di Lockheed Martin. Credit: NASA/Lockheed Martin
Forse un giorno andrete nello spazio, e magari anche intorno a Marte! Ma se non dovesse succedere, ora potete riuscire a fare almeno questo: mandare il vostro nome ed una piccola poesia verso Marte, insieme ad una missione scientifica della NASA. Per un tempo molto limitato, l'Agenzia Spaziale degli USA sta offrendo al pubblico generale due modi molto intriganti di arrivare sul Pianeta Rosso, a bordo di un dvd portato sulle ali solari dell'orbiter MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution). Potete spedire il vostro nome o una piccola poesia verso Marte, grazie alla campagna chiamata "Going to Mars", gestita dall'Università del Colorado.
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8 maggio 2013

Dune ricche di olivina sul bordo della Coprates Chasma. Credit: NASA/JPL/Università dell'Arizona
Il lavoro dei geologi planetari è un po' come quello di Sherlock Holmes. Raramente hanno davanti a se quello che cercano, comprensibilmente anche, visto che, per esempio, nel caso di Marte vogliamo sapere com'erano i passati cicli di acqua sul pianeta. Quindi devono partire dai pochi indizi che hanno e cercare di dedurre come poteva essere Marte in passato. Ma quali sono gli indizi migliori? i minerali! In questa nuova immagine per esempio, vedete che ci sono delle dune grandi. La loro origine, probabilmente, ha a che fare con i vicini speroni di roccia, da cui potrebbero essersi sbriciolati depositi minerali vari.
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