Collisione tra Stelle Spiega Esplosione Stellare vista nel '600

Questa mappa mostra la posizione della nova (in rosso) che apparve nell'anno 1670, fu registrata dal famoso astronomo Hevelius e pubblicata dalla Royal Society in Inghilterra nella rivista Philosophical Transactions. Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi hanno rivelato che la stella vista apparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare, così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio. Invece, le tracce lasciate sono così deboli che era necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica per poter risolvere l'enigma, svelato finalmente più di 340 anni dopo. Crediti: Royal Society
Questa mappa mostra la posizione della nova (in rosso) che apparve nell'anno 1670. Fu registrata dal famoso astronomo Hevelius e pubblicata dalla Royal Society in Inghilterra sulla rivista Philosophical Transactions.
Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi hanno rivelato che la stella vista apparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare, così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio. Invece, le tracce lasciate furono così deboli da far rendere necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica. Il mistero è stato dunque svelato più di 340 anni più tardi.
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Royal Society

Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi rivelano che la stella vista comparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare. È stato così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio, ma le tracce lasciate furono così deboli da rendere necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica. L'enigma è stato dunque svelato, finalmente, più di 340 anni più tardi. I risultati appaiono online sulla rivista Nature del 23 marzo 2015.
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Bellissimo Ammasso Variopinto di Stelle

NGC 3532 visto dagli occhi dell'MPG/ESO all'Osservatorio dell'ESO, grande 2.2 metri in diametro. Alcune delle stelle più calde sono blu mentre altre sono vecchie gigante arancioni e rosse. Credit: ESO/G. Beccari
NGC 3532 visto dagli occhi dell'MPG/ESO all'Osservatorio dell'ESO, di 2.2 metri di diametro. Alcune delle stelle più calde sono blu, mentre altre sono vecchie giganti arancioni e rosse. Credit: ESO/G. Beccari

Distante circa 1300 anni luce da noi, un grande ammasso multicolore brilla in questa nuova immagine ottenuta dal telescopio MPG/ESO dell'Osservatorio europeo a La Silla, in Cile. Spesso viene anche chiamato Ammasso del "Pozzo dei Desideri" perché un po' ricorda una manciata di monete multicolori lanciate in un pozzo. Fu scoperto dall'astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille facendo osservazioni dal Sud Africa nel 1752, che lo catalogò tre anni dopo nel 1755. È uno degli ammassi aperti più spettacolari di tutto il cielo.
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Archeologi Galattici Alla Ricerca Delle Più Antiche Stelle

Via Lattea, Archeoastronomia, stelle, galassia
Simulazione che mostra la Via Lattea com'era circa 5 miliardi di anni fa, quando la maggior parte delle collisioni con galassie satellite avvenivano. Credit: Andrew Cooper, John Helly(Durham University)

Molte delle stelle più antiche della Via Lattea sono resti di altre piccole galassie fatte a pezzi dalle violenti collisioni galattiche avvenute circa 5 miliardi di anni fa, secondo i ricercatori della Durham University, che hanno pubblicato i loro risultati nella nuova edizione del "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society". Scienziati del Durham Institute for Computational Cosmology insieme ad alcuni loro collaboratori al Istituto Max Planck per l'Astrofisica, in Germania, e ad altri del'Università di Groningen, in Olanda, hanno creato alcune simulazioni per osservare gli inizi della nostra galassia.
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R Coronae Australis: Un acquerello cosmico

La Silla, ESO, nebulosa, galassia, R Coronae Australis
Nella foto è visibile la vicina regione di formazione stellare intorno alla stella R Coronae Australis, vista dal WFI, del MPG/ESO da 2.2 metri, presso l'Osservatorio La Silla, in Cile

Questa magnifica vista della regione che circonda la stella R Coronae Australis è stata creata con immagini prese con il Wide Field Imager (WFI) dell’Osservatorio dell‘ ESO di La Silla in Cile. R Coronae Australis si trova nel cuore di una vicina regione di stelle in formazione e è circondata dal delicato riflesso bluastro di una nebulosa immersa in una enorme nuvola di polvere. L’immagine rivela nuovi sorprendenti dettagli in questa teatrale parte di cielo.
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Osservate Tracce della Nascita della Via Lattea

Immagine dell'ammasso stellare M80, o NGC 6093, fotografato dal Hubble Space Telescope. Credit: NASA/ESA
Immagine dell'ammasso stellare M80, o NGC 6093, fotografato dal Hubble Space Telescope. Credit: NASA/ESA

Per la prima volta, un team di astronomi è riuscito a investigare le primissime fasi della storia dell'evoluzione della nostra galassia, la Via Lattea. Gli scienziati del Argelander Institute for Astronomy dell'Università di Bonn insieme al Istituto per la Radioastronomia del Max-Planck, sempre a Bonn, hanno dedotto che la nostra galassia, ai suoi albori, è passata da liscia a disomogenea in solo poche centinaia di milioni di anni.
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WISE: Spettacolare Vista di una Massiccia Stella o Nebulosa

Una spettacolare nebulosa intorno ad una gigantesca stella di Wolf-Rayet, chiamata V385 Carinae. Sembra una medusa nello spazio, ma questa è la polvere spinta via dalla radiazione stellare, e vista dalle ottiche infrarosse del telescopio WISE. Credit: NASA/JPL
Una spettacolare nebulosa intorno ad una gigantesca stella di Wolf-Rayet, chiamata V385 Carinae. Sembra una medusa nello spazio, ma questa è la polvere spinta via dalla radiazione stellare, e vista dalle ottiche infrarosse del telescopio WISE. Credit: NASA/JPL

Qualcuno ci vede una gigantesca medusa, in un mare verde, qualcun altro invece vede un gigantesco paio di labbra. Si tratta in realtà del materiale rilasciato da una gigantesca stella.
La stella in questione(il puntino bianco al centro) è una delle più massicce dell'intera Via Lattea, Oggetti come questo sono chiamato stelle Wolf-Rayet(prendono il nome dopo gli astronomi che le hanno scoperte)e in confronto il nostro Sole è minuscolo a dire tanto. La stella, chiamata V385 Carinae, è 35 volte più massiccia del nostro sole, con un diametro che è 18 volte più grande. E molto più calda, e brilla circa 1 milione di volte più luce.
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Giovani Stelle Fanno Un Bucco Nello Spazio

Questa è la NGC 1999, la famosa macchia scura è quella zona che qui sembra verde verso la cima dell'immagine, la macchia è proprio a destra.

C'è una macchia scura di spazio nella NGC 1999, e per anni gli astronomi hanno pensato che fosse soltanto una nube di gas e polvere più densa, che bloccava la luce. Ma il telescopio spaziale a infrarossi, Herschel, che ha la capacità di guardare attraverso anche le più dense nubi, ha fatto una scoperta davvero inaspettata. Questa macchia scura in realtà è un buco che è stato "soffiato" e spinto verso il margine della nebulosa da getti e venti di gas dalle giovani stelle presenti in questa regione dello spazio. "Nessuno ha mai visto un buco di questo tipo" commenta Tom Megeath, della Università di Toledo, USA. "E' sorprendente come sapere che hai dei vermi che scavano sotto il tuo tappeto, e scoprire un giorno che hanno scavato un enorme e profondo pozzo. "
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Fisici Identificano Nuovo Tipo Di Stella

Illustrazione del nucleo in rapida rotazione all'interno di una gigante rossa. Credit: Paul G. Beck/ KU. Leuven
Le stelle non entrano esattamente in pensione... e per alcuni tipi di oggetti stellari, gli anni del crepuscolo sono appena diventati molto più complicati. Il comportamento di una stella nei suoi ultimi giorni dipende dalla sua massa. Dopo aver bruciato il proprio combustibile nucleare, le stelle più piccole collassano in stelle a neutroni estremamente dense. Gli scienziati credono invece che le stelle massicce implodo in buchi neri, regioni dello spazio dove la gravità creata dalla stella che collassa è cosi potente che neanche la luce riesce a sfuggire. Ma un gruppo di fisici argomenta che potrebbe esserci un altra fase nella fida delle stelle massicce prima di collassare totalmente in buchi neri.
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Planck Osserva Processi di Formazione Stellare


Le stelle appena nate, sono circondate da una coperta di gas e polvere molto fitta che ci proibisce di vederle direttamente, ma grazie al telescopio spaziale Planck, con la sua vista a microonde, possiamo sbirciare dietro i veli nuvolosi, e vedere le regioni di formazione stellare. Le ultime immagini rilasciate dal team di Planck, portano alla luce due diverse regioni di formazione stellare nella Via Lattea, in dettaglio senza precedenti, che rivelano i diversi processi fisici al lavoro.
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Misterioso Oggetto Scuro Eclissa la stella Epsilon Aurigae


Per la prima volta,dei astronomi sono riusciti a osservare direttamente la leggendaria compagna oscura della Epsilon Aurigae, gettando cosi nuova luce su un sistema di stelle binarie che ha incuriosito scienziati di tutto il mondo da oltre due secoli.
Usando uno strumento sviluppato all'Università del Michigan, gli scienziati sono riusciti ad osservare da vicino Epsilon Aurigae durante una sua eclissi, che ha luogo ogni 27 anni. Ovviamente, "da vicino" è un termine relativo in questo caso, visto le distanze, ma le immagini sono di una risoluzione sufficiente a vedere le ombre e determinare la forma del oggetto oscuro.
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